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M5S Modena: i cittadini pagano per “figurine doppioni», mentre manca una seria politica culturale

MODENA 18 OTT – Tre esposizioni, tre compensi diversi: 60 mila euro per Mr. Richard Milazzo per la mostra internazionale “Il manichino della storia”; 20 mila euro per il giornalista Leo Turrini co-curatore per la mostra “I migliori album della nostra vita”; 3 mila euro per il prof. Antonio D’Avossa, uno dei curatori della retrospettiva su Daniel Spoerri e la sua “Eat Art in Trasformation”, proposta dalla Galleria Civica in collaborazione con il Museo M.A.X. di Chiasso, in Svizzera. Senza entrare nel merito delle competenze, il MoVimento 5 Stelle Modena si interroga invece sul criterio valutativo alla base dei compensi erogati dall’Amministrazione ai singoli professionisti curatori delle suddette esposizioni. La curatela delle mostre è oggetto di fluttuazioni come le azioni borsistiche e su trattativa privata: per alcuni professionisti l’indice di borsa è decisamente alto mentre per altri vale il contrario. Non è una questione di denaro ben speso o meno: un buon amministratore pubblico deve fare politiche culturali nel solo interesse della collettività.

Invece si assiste alla totale latitanza di una seria politica culturale in città e di conseguenza allo sbocciare (si fa per dire) in ordine sparso di eventi puntuali, privi di una concreta progettualità d’insieme, con ricadute discutibili sulla crescita del territorio e sul bilancio del Comune. Per esempio, l’Amministrazione ha scelto di investire denaro pubblico – 300 mila euro in sei anni – in spazi espositivi privati come quello del Mata presso l’ex Manifattura Tabacchi, comparto finito di recente al centro delle cronache per le difficoltà economiche della proprietà, un insieme di enti pubblici e privati tra cui figurano anche finanziatori della campagna elettorale del Sindaco Muzzarelli. Anche la recente mostra sulle figurine suscita non poche perplessità: un doppione (assai caro) di mostra rispetto al Museo della figurina ospitato stabilmente a Palazzo Santa Margherita!

Per il MoVimento 5 Stelle Modena l’assenza di una politica culturale in città si palesa infine nel fatto che l’Amministrazione continua a creare nuovi contenitori senza pensare al contenuto. Appartengono a questa categoria il famigerato “Polo dell’immagine” (ancora senza guida) e per certi aspetti il recupero del complesso dell’ex-Sant’Agostino. Con tali premesse è difficile che i soldi dei cittadini risultino alla fine spesi bene.

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