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CARO SINDACO, LE MALEFATTE NON STANNO NASCOSTE NONOSTANTE LA COMPIACENZA DI GIORNALI SERVILI
di Adiano Primo Baldi

“A noi ci hanno insegnato tutto gli americani”. Cosi Giorgio Gaber e Sandro Luporini hanno scritto in un famoso monologo. “Se non c’erano gli americani a quest’ora noi, eravamo europei. Vecchi, pesanti, sempre pensierosi, con gli abiti grigi e i taxi ancora neri. Non c’é popolo che sia pieno di spunti nuovi come gli americani. E generosi, e buoni, e giusti”. La visita (meglio dire il devoto pellegrinaggio di Matteo Renzi) di questi giorni in America, è la conferma dell’attualità delle parole di Gaber-Luporini. A Sandro Luporini l’augurio di pronta guarigione. Grande mente. Ottantasei anni compiuti. E’ Modenese d’affezione, oltre che di subita imbecillità locale fin dai tempi dell’allora direttore della Galleria Civica, Giovanni Castagnoli.

Il basso livello è contagioso, e con il peggiorare della rappresentanza politica locale, che con il sindaco Gian Carlo Muzzarelli non può scendere oltre, la città è in preda alle clientele, agli sprechi, e alle facce di bronzo. Ma ritorno alle profetiche parole di Gaber-Luporini. “Non c’é popolo che sia più giusto degli americani. Anche se sono costretti a fare una guerra, per cause di forza maggiore, s’intende, non la fanno mica perché conviene a loro. No! E’ perché ci sono ancora dei posti dove non c’è né giustizia, né libertà. E loro, eccola lì, pum! Te la portano. Sono portatori, gli americani. Sono portatori sani di democrazia. Nel senso che a loro non fa male, però te l’attaccano”. Giusto, no? E’ per atto di giustizia che l’America ha massacrato il popolo vietnamita per vent’anni. E’ per la giustizia che intervengono con le armi in tante parti del mondo. E se l’America è questo “arsenale di democrazia”, perché mai non dovrebbero sentirsi in diritto di dire a noi come votare al referendum? Perché mai non dovrebbero dire a Renzi: “Anche se perdi, non ti preoccupare, rimani. Ci siamo noi, no? Di che ti preoccupi?”. Poi, giù leccate: “Renzi – ha affermato Obama – è un giovane e grande innovatore”. Lo slogan di Grillo qui ci azzecca, eccome! Ma Renzi non l’ha usato, anzi. Ha tirato fuori la lingua anche lui, e sbavando ha leccato a sua volta: “Ringrazio il grande presidente Obama”. Non gli ha detto ricordo a te e al tuo ambasciatore in Italia che il referendum è un problema esclusivamente italiano. Tra gli ospiti, John Elkann, presidente di Fiat Chrylser, con la moglie Lavinia Borromeo. D’ora in poi chiameremo Roma Lavinium, in onore della sposa dell’esportatore di tasse. La Fiat di Elkann ha succhiato per anni soldi allo Stato italiano e oggi le tasse le paga in Olanda.

Nell’ultimo dibattito Hilary Clinton ha rinfacciato a Trump il sostegno che riceve da Putin. Ha dichiarato che la Russia s’intromette nelle presidenziali, e che vuole vincitore un “pagliaccio”, un “burattino”, nelle mani di Putin. E noi, italiani, prendendo esempio da lei, non possiamo dire le stesse cose sul pronunciamento del suo sostenitore Obama a favore del sì al referendum? La differenza è che lei si è pronunciata in un confronto elettorale, mentre Obama si è intromesso nei nostri affari durante una visita ufficiale e in rappresentanza degli Stati Uniti d’America. Più guardo quello che fa la politica, più leggo proposte di legge, atti amministrativi, progetti, modifiche costituzionali; e più li ascolto nella loro vuota retorica, e più rifletto su chi sono i designati a incarichi politici delicati, più mi accorgo della grande differenza, in peggio, che c’è tra i politici di oggi con quelli della cosiddetta Prima Repubblica. Erano contaballe anche quelli di prima, ma c’era un limite all’impudenza. In ogni caso, meno rozzi, più cultura. Questi dicono tutti le stesse cose, e ripetono a pappagallo la posizione del capo. Girano per il video alcune donne del Pd che al loro confronto la Santanchè è una monaca dell’Ordine delle Vergini della Politica. D’altra parte, il capo del governo è un ragazzotto che è indicato come venditore di pentole con e senza coperchio. Questo è un errore. Non vende pentole: vende l’Italia. Vende alla Merkel una parte della nostra economia e vende a Obama un pezzo della nostra indipendenza. Anziché dirgli: “Sul referendum, fatti i fatti tuoi”, magari anche in modo più volgare, lo ringrazia e lo definisce un grande presidente. Se questo è il capo del governo, se questa è la parte più alta della politica italiana, come volete che possano essere gli altri? Ancora peggio.

Non parliamo poi dei sindaci, dei presidenti di Regione come Bonaccini e delle Province. Sì, anche le Province. Ci sono ancora. Come ci sarà ancora il Senato se malauguratamente dovesse vincere il sì. La responsabilità della scelta degli amministratori locali è degli elettori. Va però tenuto conto che questi si esprimono in base alle informazioni che hanno. Modena è una città dove l’ex Pci, oggi Pd, controlla tutto: le carriere, i posti di lavoro, la distribuzione, i posti all’asilo, le aree, le autorizzazioni, l’informazione, ecc. Circa l’informazione, Antonio Mascolo, per vent’anni direttore della Gazzetta, che aveva portato a un alto numero di vendite, è stato mandato a casa perché criticava l’amministrazione comunale. Quando ci sono pressioni sull’editore: il gioco dura poco. Vale per tutti, anche per noi. Il Resto del Carlino è riuscito, ma si tratta soltanto dell’ultimo caso, a pubblicare tutta una pagina sulla scandalosa mostra di figurine in corso al Mata, senza dire una parola in merito alla delirante spesa di 200mila euro, 20mila dei quali ‘regalati’a un suo redattore.

Potrei continuare a lungo sul concetto di pluralismo, di confronto, di libertà, di democrazia di cui si riempiono la bocca i Muffarelli locali, ma non ne vale la pena. Mi dicono che il sindaco di Modena, ex bancario di un paesino montanaro, e irresponsabilmente prestato alla politica (andrebbe subito restituito ai suoi monti), si sente forte al punto da lanciare provocazioni politiche paragonabili a petardi. Sarà, ma come dice il mio amico Paolo Linetti: “A ogni petardo incassa una bomba”. E poco importa che tacciano Gazzetta, Carlino, le Tv sotto controllo Coop, o che ne parli soltanto Prima Pagina. Le malefatte non stanno nascoste nonostante la compiacenza di giornali servili e dei media. Le bombe di ritorno devastano comunque la città … Questo per il sindaco non è un problema: può sempre ritornare ai suoi monti. A pagare le sue devastazioni, come sempre, saremo noi.
Per ora …

Adriano primo Baldi

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