Il sindaco benefattore e il giornalista beneficiato

muzzarelli-turrini

IL SINDACO BENEFATTORE E IL GIORNALISTA DEL RESTO DEL CARLINO, BENEFICIATO. (così va il mondo, almeno qui).
di Adriano Primo Baldi

“Sic transit gloria mundi”. Guardando questa foto, terribilmente rivelatrice, gli aggettivi vengono spontanei. I tratti somatici di entrambi evidenziano grettezza e rozza spavalderia. Il tenersi per mano esprime complicità. La foto è stata richiesta dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli al fotografo di Prima Pagina: «Oh, Carlo, fotografami con Turrini, così avete da scrivere…».
Indignati, avevamo appena informato i lettori del regalo di 20mila euro che Muzzarelli ha fatto al giornalista del Resto del Carlino, Leo Turrini, in foto assieme a lui, incaricandolo della curatela di una mostra di figurine. Curatela assolutamente non necessaria. Mostra costata ai cittadini 200mila euro di cui 20mila ‘regalati’ a Turrini. Bisogna considerare che le figurine sono di proprietà comunale e che la ditta Panini, se interpellata, avrebbe potuto realizzare la mostra a costo zero. Il sindaco, abituato a gratificare i suoi amici con i nostri soldi, spende con disprezzo il valore di sacrificio del nostro denaro. Da buzzurro si permette di dire con aria di sfida: fotografami con il mio beneficiato così avete da scrivere. Che genio! Neanche al Guf! Aveva già preso le dovute parole, ma siccome si sente forte dell’incarico che ignari elettori gli hanno conferito, ed essendo “corto” di comprendonio politico, non capisce che la sfida non è contro di noi che informiamo delle sue malefatte, ma contro il risparmio, la fatica, e le difficoltà che hanno a tirare avanti i cittadini delle classi più deboli. Mentre giovani e anziani vivono in crescenti disagi, lui caccia via, senza pudore, 200mila euro in servizi che poteva avere a costo zero, e che anche pagando, la spesa non sarebbe andata oltre i 10mila euro.

Questo suo vizio clientelare è costato ai modenesi milioni di euro. Perché paga esorbitanti cifre per servizi che si potrebbero avere a costi assai distanti dalle cifre che paga lui, resta un mistero. Continuo a chiedere che qualcuno della minoranza si rivolga alla Corte dei Conti. Lo spero. Diversamente, dovrebbe essere lui stesso, il sindaco, a rivolgersi alla Corte dei Conti, e sgomberare in questo modo il terreno da ogni “malevolo” sospetto. Oggi, tutto si risolve in un “lascia che dicano”. Riguardiamo la foto. Uguali le sembianze. Li vedrei bene con vesti medioevali, con l’usbergo, il balteo, la clamide. Gli studiosi parlano di evoluzione, ma a volte sbagliano. Stanno bene insieme. Non si tratta né di corrotto né di corruttore. Si tratta, e questo lo posso provare in ogni sede, dell’incontro tra beneficiato e benefattore. Riguardiamo la foto. L’espressione di entrambi è intelligente: con lieve vantaggio del beneficiato giornalista, Leo Turrini, forse per il regalo ricevuto dal sindaco-benefattore di 20mila euro di soldi nostri. Io, francamente, non mi sono accorto del prelievo. Ho una buona pensione, anzi di due. Se n’è accorta invece tutta una categoria. La categoria di quelli che quotidianamente si rivolgono ai servizi sociali; al parroco per avere un piatto di minestra; la categoria di quelli che vanno ogni giorno alla misericordia; di quelli che pensano al suicidio perché non riescono a pagare l’affitto arretrato. C’è poco da ridere.

Il Pci aveva grandi difetti, ma prima della decadenza, uno come Muzzarelli sarebbe rimasto tra i suoi montanari, e lo dico con rispetto per i montanari; e se mai si fosse permesso un decimo della strafottenza che manifesta, e dello sprezzante uso che fa del denaro pubblico, lo avrebbero preso politicamente a calci nel sedere e rispedito tra le vacche: luogo giusto per mungere. Farsi strada con le chiacchiere, calpestare tutto, l’essere sprezzanti, sfidare con arroganza l’onestà intellettuale di chi denuncia la poca chiarezza (diciamo così), non sono qualità derivanti dall’intelligenza, sono il segno della decadenza, della perdita di ogni valore, e della derisione di chi gli ha ingenuamente concesso, con il voto, immeritata fiducia. Con la stoltezza non si governa a lungo e si “cade sovente precipitevolissimevolmente”. Speriamo. Mi ha detto il direttore di Prima Pagina che si accinge a percorrere una strada diversa dalla carta stampata, e, come tutti dicono, più corrispondente agli strumenti della modernità. L’online. Eventualmente potrebbero convivere i due momenti. L’acquisto della Stampa di Torino da parte del gruppo l’Espresso, in base alla legge antitrust, interrompe l’abbinamento distributivo con Prima Pagina. Per questo al direttore s’impongono nuove scelte.

Non possiamo più aspettare. Bisogna sgombrare il terreno dai Muzzarelli. Abbiamo bisogno di un’amministrazione presentabile. E’ necessario entrare in tutte le case. L’edicola non basta più. Oltretutto, lo spazio è occupato da giornali di finta opposizione come Il Resto del Carlino, e la Gazzetta. Gli uffici stampa dei vari enti sono controllati dal Pd (Pd, vuol dire che a decidere sono in due). Le Tv locali, salvo qualche piccola eccezione, sono in mano alle cooperative. Sembra democrazia, ma è un regime. Non siamo liberi, siamo accerchiati da interessi e da accordi meschini che si svolgono sopra la testa di tutti noi. La boria di un sindaco incolto, rozzo e arrogante diventa pura violenza.

Chi dovrebbe denunciare le anomalie è prigioniero dei benefit ad personam concessi con i nostri soldi. Giornalisti ospitati dalla Regione per mentire. Ci si deve indignare. Non è un problema di destra o di sinistra: è di rispetto dei cittadini, della loro dignità e del loro denaro. L’ambiente è nauseante. Tra raccomandati, protetti, protettori, venduti e comprati, l’aria è irrespirabile. Le denunce di un giornale, in una sociatà che legge sempre meno, non basta più. Bisogna entrare, appunto, in tutte le case. Questo sindaco va fermato. Va fatto conoscere a chi in buona fede gli ha dato fiducia. Riguardiamo la foto … Ridono: ridono di noi, ridono di voi, ridono di tutti quelli che, sofferenti, faticano ad arrivare alla fine del mese. Aumenta ogni giorno il costo dei servizi. Prendono dalle nostre tasche i soldi che sprecano a beneficio delle proprie clientele. Tutto passa, ma qui non c’è nessuna gloria. Tanto meno quella del mondo: qui c’è soltanto vergogna, e un sindaco rozzo e irresponsabile da rimpatriare.

Adriano Primo Baldi

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