Un giornale chiude e la Modena dei salotti se ne frega.

prima pagina chiude

Un giornale chiude e la Modena dei salotti se ne frega.
Questa è la realtà, inutile girarci intorno con parole da lingua biforcuta, necrologi, condoglianze, rammarichi e finti dispiaceri.
Il cordoglio ad un certo punto ha un effetto comico.
Chissà perchè mi viene da associare l’immagine della gastronomia Fini, chiusa e già di altra proprietà con la chiusura di Prima Pagina.
Forse perchè alcuni commenti sono uguali. “Che peccato”, “veramente triste”, “un pezzo di Modena che se ne va”, “… e adesso ? ”
Ieri ho letto un commento che che mi ha fatto strabuzzare. “Solo Bottura potrebbe rilanciare la salumeria”
Sì e cosa ci mette Bottura in vetrina, 5 tortellini in fila indiana con un po’ di brodo di fianco ? oppure il ricordo del panino alla mortadella ? perchè no, la famosa – ops, ,i è caduta la crostatina nel piatto!!!
Ai tempi di Giorgio Fini mi ricordo che si passava apposta davanti a quella vetrina per guardarla tanto era bella e ben curata, con una una mostra sapiente dei prodotti locali, allora non si chiamavano ancora eccellenze modenesi, le sculture di burro, le luci, un fascino particolare.
In altra parte di Facebook, nel profilo di chi crede di essere istituzionale, nella pagina di chi è convinto di pubblicare quotidianamente una rassegna stampa, in uno dei salotti buoni della sinistra modenese si consumano gli stessi commenti, “Che peccato”, “veramente triste”, “un pezzo di Modena che se ne va”, “… e adesso ? ”
Timidamente per non essere preso troppo sul serio altri propongono improbabili sottoscrizioni, ex inutili consiglieri comunali farneticano di cooperative.
Che brutta Modena quella che stiamo ereditando.
Brutta, degradata e falsa.
La realtà è che la chiusura di Prima Pagina va bene a tutti. Muzzarelli e la Modena istituzionale, economica-ecumenica, la Modena degli anticorpi, tutti godono come dei tacchini per non avere più addosso un giornale sgradevole, poco elegante, che alzava troppo i toni in una città poco propensa al confronto serrato e serio.
L’opposizione non esisteva prima, continuerà a non esistere, forse nemmeno si è renderà conto che mancherà qualcosa.
Quella sinistra salottiera, un po’ di in là del PD, ma non troppo per non farsi male, quella sinistra cultural-chic che spande commenti tristi sulla perdita di un giornale indipendente, in realtà gode anch’essa come un branco di oche eccitate dal fatto di poter rioccupare uno spazio di finta contestazione al potere locale.
Con Prima Pagina attiva che faceva inchieste giornalistiche su tutto questa sinistra elitaria era leggermente spiazzata al punto da dire “ma i toni erano troppo accesi”. Ora può con calma e il ditino alzato mentre sorseggia una tazza di thè riprendersi il proprio spazio alla sinistra del padre.
E pensare che se i cittadini volessero, potrebbero iniziare loro in prima persona a fare informazione e opinione, a chiedere e pretendere confronti e risposte.
Gli strumenti ci sono, sono lì alla portata di tutti, basta prenderli e cominciare ad usarli.