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E’ arrivato anche Pighi Social 

E’ arrivato anche Pighi

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In questo lungo addio di Prima Pagina a Modena, lungo un po’ troppo, auto celebrativo – in fondo se lo meritano, è arrivato anche Pighi a rendere l’estremo omaggio.
Tanto ormai lo sappiamo se Prima Pagina chiude è per colpa di Vezzelli, di Baldi e di altre voci libere a cui il giornale ha dato spazio.
Nella Modena botturiana la reinvenzione della realtà per meglio coniugarla con la tradizione, l’innovazione, i discorsi da portare avanti, sempre un po’ più in là in modo tale da non dire mai niente di preciso, è pratica costante e l’ex sindaco nel dispensare questa glassa sicuramente eccelle.
“Oggi c’è ben poco per cui valga la pena di brindare” scrive uno dei peggiori sindaci che Modena abbia avuto in competizione con Muzzarelli per la conquista dell’ambito trofeo “il peggiore”
Ormai a far finta che gli importi qualcosa della chiusura di Prima Pagina sono arrivati tutti. Chi manca ? Ah manca il compagno Sitta, quello di falce e mattone, quello della Modena da 250 abitanti per cui si doveva costruire in fretta ovunque, sui campi acquiferi come al parco Ferrari. Il compagno geometra Sitta che ci ha lasciato in eredità la porcata del Novi Park coperto con l’archeo.patacca, un piano sosta che pagheremo per oltre 40 anni, la devastazione del Parco delle Rimenbranze nel tentativo di costruire un fetival dell’unità permanente con mense aziendali bunker di ispirazione bulgara.
Il compagno Sitta ha avuto da Prima Pagina in regalo diversi articoli, sia almeno riconoscente e si aggreghi al coro dei “quanto mi dispiace”
Questa modenesità pesante, ingombrante, che si dirama a 15 centimetri da terra per aggredire tutti ai polpacci, questo manierismo per non affrontare mai i problemi, questo “siamo tutti soci coop” che rimbalza …. che tristezza.
A Modena rimangono due quotidiani che nessuno compra tanto sono finanziati con soldi pubblici, uno è un bollettino parrocchiale, bocciofilo e diciamo la verità un po’ gastrofighetto, l’altro nella sua aurea storica abbastanza inutile, quotidiani da una sveltina al bar, senza spessore che si tengono sempre molto lontani dalle inchieste giornalistiche che sarebbe necessario mettere in campo.
Si sbaglia l’ex sindaco dire che non c’è niente per cui valga la pena di brindare.
C’è la Modena addormentata, quella che “la festa dell’unità è la festa dei modenesi”, quella delle eccellenze, quella del consenso, quella che hanno sempre testardamente cercato di consolidare fino a farla diventare un modello, il sistema Modena, fino a farla arrivare sul’orlo del precipizio.
Ora dobbiamo pensare a ricostruirla, dopo Muzzarelli niente dovrà essere come prima, avremo una città da ricostruire.
Come non c’è da brindare ? Alla grande e tirandosi su le maniche.

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