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E’ accanimento propagandistico

anziani a teatro

Ieri pomeriggio dopo alcune ore di lavoro su un progetto di e-commerce sull’oggettistica d’arte, per rilassarmi un po’ decido di dare un’occhiata alle email. Voi penserete che ci sono modi migliori per distrarsi e lo penso anch’io ma sul momento non mi è venuto in mente altro.
Tra varie email poco interessanti già nell’oggetto apro alla fine un comunicato stampa dell’efficientissimo ufficio stampa del Comune che parla di 100 anziani portati a teatro. Non si tratta soltanto di un ufficio stampa qualsiasi, ma di una vera e propria agenzia stampa con  12 giornalisti che producono e distribuiscono notizie redatte per il copia e incolla dei quotidiani locali.
Il comunicato contiene anche un link per scaricare una foto, quella che vedete e un po’ per la foto, un po’ che i giochi di parole a volte sono pericolosi inizio ad intrattenermi su associazioni mentali quali “portati a teatro” oppure “deportati”, “occasioni di socializzazione” oppure accanimento propagandistico attuato su persone indifese ?

Il comunicato stampa recita: “Sono 100 gli anziani, tra ospiti delle strutture protette o seguiti a domicilio dai servizi sociali territoriali, che giovedì 10 novembre, hanno trascorso il pomeriggio nella bella cornice del teatro Luciano Pavarotti. Ad accoglierli hanno trovato anche il direttore artistico del teatro Aldo Sisillo e l’assessora al Welfare del Comune di Modena Giuliana Urbelli che spiega: “I pomeriggi a teatro, come le visite a mostre o musei, rappresentano per gli ospiti delle strutture momenti importanti momenti di coinvolgimento nella vita culturale del territorio. Sono occasioni di socializzazione che fanno rivivere agli anziani esperienze provate in passato o, per taluni, completamente inedite. E offrono, al tempo stesso, l’opportunità di uscire per mantenere i legami con la città e i luoghi cari. Ugualmente, anche per gli anziani seguiti a domicilio – continua l’assessore – queste occasioni costituiscono occasione di svago e contribuiscono a farli sentire ancora partecipi alla vita della città, oltre a qualificare l’assistenza offerta anche grazie alla ‘magia’ del teatro”.

100 è sempre un bel numero, tondo, di effetto sicuro, giusto, non è troppo basso ne troppo alto.
Bene 100 anziani normalmente rinchiusi nelle strutture protette (protette da chi ? ) hanno assistito alle prove della Traviata celeberrima opera di Giuseppe Verdi.
Con tutta probabilità sono io e in parte me ne rendo anche conto che non sono in grado di capire ed apprezzare interventi di socializzazione tesi a far sì che questi anziani si “sentano ancora partecipi della vita della città e vivano occasioni di svago”. Lo ammetto e lo dichiaro apertamente, sono incompetente e forse sono affetto da un analfabetismo culturale di ritorno, ma prelevare da una struttura (protetta?) 100 anziani e portarli (deportarli) a teatro per assistere alle prove, nemmeno alla prima, ma alle prove della Traviata … insomma è per me una di quelle iniziative che vorrei evitare di vivere personalmente considerando che, senza troppa fretta in verità, mi sto avviando nella seconda parte della mia vita.
Sarà perchè faccio fatica a percepire la Traviata come una trama idonea a costituire “occasione di svago” e mi scuso di questo con tutti i cultori del genere, sarà che le prove per l’allestimento di un’opera lirica forse non rappresentano quella “magia del teatro” di cui parla l’assessora Urbelli, sarà perchè quella foto a cura dell’efficientissimo ufficio stampa del Comune non mi trasmette gioia e partecipazione emotiva.
Sarà anche colpa mia ma provate voi a trovare un bagliore di sana, semplice gioia e serenità in questi volti:
anziani a teatro
Sarebbe interessante conoscere se la foto è stata scattata prima o dopo aver assistito “all’occasione di svago”
Sarà perchè la foto diffusa dal Comune è veramente brutta, sarà perchè abito davanti ad una di queste strutture protette e chiuse, sarà perchè nel mio immaginario forse malato di cui si è “impossessata l’ignoranza” come di dice il comico Giacobazzi, preferisco il conte Mascetti di Amici miei anche lui rinchiuso in una casa protetta ma che lui ha trasformato in una Villa arzilla, ma queste iniziative mi sembrano molto più utili ai volontari che vengono coinvolti nell’organizzazione che non ai soggetti a cui dovrebbero essere destinate.

Poi leggo che “Per gli ospiti delle strutture e dei centri dei servizi territoriali, inoltre, la Biblioteca Delfini ha preparato delle “valigette” di film e musica, contenenti una ventina fra dvd di cinema, opera e cd musicali che una volta restituiti saranno nuovamente riempite con nuovi e diversi materiali” e mi assale la paura … se tanto mi dà tanto che cosa avranno messo in quelle “valigette” , che razza di DVD avranno scelto per questi poveri anziani ai quali d’inverno tocca assistere alle prove della Traviata, alcuni di loro, quelli assistiti a livello domiciliare, il giorno di Natale saranno portati (deportati) alla Rotonda per il tradizionale pranzo che vede Bonaccini e Muzzarelli in veste di camerieri servire a tavola un pranzo che pare organizzato dal ragionier Filini di fantozziana memoria, e d’estate vengono portati (deportati) a Pinarella di Cervia, andata e ritorno in giornata ?

Non fate troppo caso alle mie parole, forse ha ragione l’assessora Urbelli, forse sono davvero occasioni di socializzazione e svago, ma il dubbio che sia tutto un mischione propagandistico rimane.
Del resto questi anziani che abbiamo rinchiuso nelle case protette o che vengono assistiti a domicilio, rinchiusi perchè abbiamo costruito delle abitazioni non adatte per loro, perchè in casa non possono stare, perchè quando hanno ancora un po’ di autonomia non possono nemmeno camminare nella loro città dato che mancano i marciapiedi o sono troppo stretti o troppo alti oppure ci sono troppe buche oppure vengono aggrediti da qualcuno che gli vuole fregare 10 euro o strappare dal collo una catenina ricordo … del resto questi anziani vanno pure intrattenuti in un qualche modo. E come ? Dove li portiamo ?
Schiere di psicologi, sociologi, operatori e mediatori culturali, animatori, terapisti vari li hanno fatti disegnare, manipolare la plastilina, a seconda delle mode e della provenienza dei finanziamenti sono stati intervistati da giovani ricercatori, sono state raccolte le canzoni delle mondine, i racconti partigiani, le storie di povertà, la civiltà contadina.
E se provassimo soltanto a voler loro bene, lasciandoli in pace?
PS
L’ultima riga del comunicato stampa dell’efficientissimo ufficio comunale recita:
“A dicembre come ogni anno si rinnoverà l’appuntamento al pranzo degli auguri di Natale offerto e servito dai soci dei Lions Clubs agli anziani che il 25 dicembre parteciperanno, infine, al tradizionale pranzo di Natale alla Rotonda”
Per quanto mi riguarda personalmente, che “l’ignoranza continui ad impossessarsi della mia mente” se mi può evitare di essere servito a tavola il giorno di Natale da lor signori.
bonaccini

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