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DENUNCIATI GLI ATTACCHINI ED IMBRATTATORI DEL “SI” Comunicati 

DENUNCIATI GLI ATTACCHINI ED IMBRATTATORI DEL “SI”

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Alcuni militanti del SI coprono i manifesti del NO sui tabelloni elettorali
ed altri li imbrattano con scritte inneggianti al SI

DENUNCIATI GLI ATTACCHINI ED IMBRATTATORI DEL “SI”
AI SOPRUSI RISPONDIAMO:
#STATE SERENI: AVETE GIA’ PERSO !

Decine di manifesti coperti dai militanti ed attacchini abusivi del SI, altri manifesti imbrattati con scritte inneggianti al SI. Per questo comportamento antidemocratico, e illegale li abbiamo denunciati (vedi allegato) e qualcuno pagherà multe salate! Un comportamento che contiene un chiaro messaggio: gli attacchini del SI e i loro referenti politici hanno paura di perdere! Comprendiamo la loro paura. Nonostante un vero e proprio regime finanziario sia schierato per il il SI, le ragioni del NO prevarranno perché hanno già vinto nella coscienza di milioni di cittadini, perché il NO è sostenuto da decine di migliaia di giovani e ragazze, giuristi, associazioni come Anpi, Cgil, Arci e, soprattutto, da un grande popolo di volontari che si finanzia solo grazie alle sottoscrizioni. E questo fa paura! Anche se il danno prodotto dal SI al libero confronto democratico non è riparabile.
Ma quali sono, oggi, i principali problemi dell’Italia e della nostra democrazia? Loro vi dicono la Costituzione, noi rispondiamo la disoccupazione e la precarietà senza limiti del lavoro soprattutto giovanile, la scuola e la sanità pubblica per le quali si investe sempre meno, la mancata cura idrogeologica dei territori, la criminalità organizzata, una violenza di ogni tipo sulle donne, la corruzione e l’evasione fiscale, il degrado dell’ambiente naturale e del patrimonio storico e artistico, il risparmio popolare senza tutela, il sistema pensionistico senza solidarietà. In una parola la crescita enorme delle diseguaglianze economiche e sociali a causa di una distribuzione della ricchezza che toglie a molti per dare a pochi.

È evidente come la salute malferma della nostra democrazia e la sfiducia nei partiti sono legate al venir meno del legame tra rappresentanti e rappresentati, all’incapacità di interpretare le esigenze dei cittadini, questo è il male di fondo della nostra democrazia.

Al contrario, ci viene proposto di revisionare la Costituzione, indicata in mala fede, come la causa del cattivo funzionamento delle istituzioni.

In realtà è vero l’opposto: è il sistema politico e il genere di interessi che esso privilegia che producono la crisi istituzionale e la sconfessione dei principi più importanti della Costituzione stessa: uguaglianza sostanziale, sovranità popolare, dignità delle persone, lavoro. Semmai la nostra Costituzione deve essere prima attuata davvero, poi eventualmente cambiata! Del resto, l’attuale Costituzione è alla base di tutte le leggi che hanno cambiato in meglio la vita di decine di milioni di italiane/i e che li ha resi protagonisti.

Al contrario la riforma determina un modello di società in cui solo pochi decidono avvilendo la partecipazione e le libere scelte di noi cittadini.

A questa revisione costituzionale che lacera e divide, che colpisce lo stesso articolo 1 della Costituzione nel principio fondamentale: “… la sovranità appartiene al popolo”, è indispensabile rispondere NO.

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