La sentenza assolutoria dai reati infamanti della prof.ssa Modena

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Comunicato stampa: La senza assolutoria dai reati infamanti della prof.ssa Modena
di Gian Carlo Pellacani

Basta allontanarsi 40 km da Modena perché una sentenza venga totalmente ribaltata. E’ possibile? E’ il caso della cardiologia, dei “camici sporchi” che ha infamato le persone, la Città e l’eccellente Policlinico……..Assoluzione della prof.ssa Modena. Caduti tutti i reati più gravi e infamanti quali associazione per delinquere, corruzione, abuso d’ufficio e truffa.. Come volevasi dimostrare e come sostenuto dai pochi, che senza preconcetti o paraocchi hanno vissuto da vicino il caso dalla sua esplosione alla sua implosione. Dai NAS in assetto di guerra che nel novembre del 2012 alle sei del mattino bloccavano una strada di Modena mentre gli elicotteri sorvolavano la zona secondo disposizione di qualche magistrato, ai boati sempre e solo accusatori e scandalistici della cosidetta informazione, fino alla sentenza assolutoria di ieri per i reati gravi.

C’è qualcosa che non quadra in questa Città, conformista e dominata dal pensiero unico al quale tutti volenti o nolenti si sono adeguati. Cose, azioni, persone e………persecuzioni. Qualcuno, importante, grida al lupo e il coro unanime guidato dai servili corifei si adegua e diffonde il verbo in modo martellante, acido e micidiale: “al lupo, al lupo, al lupo…..”, cosicchè il lupo si materializza nella mente dell’opinione pubblica.

Come proteggere i cittadini dalla diffusione di informazioni che poi si scoprono infondate ma che distruggono la vita di coloro che sono avvolti da queste spire? Una caccia alle streghe senza ragione ti priva del tuo mondo (carriera, ruolo, titolo..) costruito in modo corretto con la sola spinta di fare di più, di emergere, rimanendo fuori dal coro. E tutti ne sono esposti! Quanto pesano le vicinanze, le invidie, le rivalità, le gelosie, le maldicenze, le differenze politiche nel creare falsi mostri da dare in pasto all’opinione pubblica? Dove sono e cosa fanno coloro che dovrebbero salvaguardare i cittadini da tutto questo?

Sicuramente qualche risarcimento materiale la prof.ssa Modena lo otterrà dalle “imprudenti” parti civili (nel caso Regione, Ausl, “Gli amici del cuore e quanti altri. L’assenza dell’Università tra costoro, seppure criticata fortemente, è significativa), ma chi cancellerà le ferite che sono state impresse nel cuore e nella mente a Lei e ai suoi famigliari? Chi le restituirà la vita e le occasioni perdute?

Cosa si deve fare ora per ridare la dignità e l’onore sottratto ignominiosamente alla prof.ssa Modena? La Città si dimostrerà all’altezza? Come ricompensare il furto morale a chi aveva reso la cardiologia modenese un’eccellenza? La sentenza segna anche la fine dell’interdizione dai pubblici uffici e dall’insegnamento. Credo che verrà immediatamente riammessa nel ruolo universitario dal quale dopo la condanna in primo grado fu cautelativamente sospesa. Ma l’AUSL che l’aveva addirittura allontanata prima ancora di una qualche sentenza come rimedierà? Avrà il coraggio e la forza di rimangiarsi gli impropri, inopportuni ed esagerati provvedimenti? Oppure assisteremo a tanti Ponzio Pilato che, accampando la scusa di attendere l’esito del terzo grado (a cui l’accusa chiederà sicuramente di accedere), scaricheranno tutto nelle mani di futuri e incolpevoli nuovi amministratori?

Lascio un triste e malinconico pensiero di solidarietà a chi moralmente e materialmente è stato vittima di questa assurda faccenda. Nuova dimostrazione della debolezza dei cittadini indifesi davanti ad accuse infamanti inesistenti. Mai si usa prudenza o presunzione di innocenza, come richiesto dai cardini della libertà e della democrazia individuale e collettiva. E’ questa spada di Damocle che ci rende tutti deboli, indifesi e ricattabili.

Chiudo con due considerazioni. La prima. Sono convinto che se tale vicenda fosse stata gestita meglio al suo sorgere tutto questo non sarebbe accaduto. La seconda. Oggi, dove l’informazione corre sempre più veloce e la giustizia sempre più lenta non può bastare un’accusa per distruggere lavoro e immagine di una persona. La Città e i modenesi vanno preservati da queste paure e pericoli che oltretutto inibiscono quelle ventate di dinamicità che sono necessarie allo sviluppo civile ed economico della nostra Società.

Gian Carlo Pellacani. Ex Rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia