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Una risposta valutando il comportamento di certe persone iscritte al gruppo – sei modenese se – gruppo attivato dalla Gazzetta e gemellato con la pagina del sindaco, non potrebbe che essere un sì senza ombra di dubbio. Non sto dicendo che certe persone sono state rese stupide dal social più famoso, lo erano anche prima quando frequentavano di più i bar di periferia dove si sono culturalmente formati, ma non c’è dubbio che alcuni gruppi sui social – alcuni gruppi e non il social in quanto tale – amplifichi a dismisura tutto ciò che prima era più contenuto.
Io non sono d’accordo con Eco che poco prima di morire ha sentenziato dall’alto di una sua visione aristocratica della cultura che i social hanno liberato schiere di imbecilli dando loro la libertà di parola. Non sono nemmeno d’accordo con Mentana che ha coniano, anche lui dall’alto di una troppo enfatizzata professionalità giornalistica, il neologismo webete. Al contrario, io penso che i social siano prima di tutto uno dei massimi strumenti di espressione democratica che abbiamo mai avuto e soprattutto uno strumento collaborativo di notevole potenza, da utilizzare per elaborare intelligenza collettiva, costruire progetti, divulgare idee, ecc.
C’è un prezzo da pagare però ed è quello di dover discutere con chiunque e fronteggiare persone che non hanno intenzioni di confronto ma solo di provocazione, una sorta di bullismo virtuale in base al quale esprimono un comportamento da troll, offendono, provocano, il tutto per puro e semplice passatempo. Per questo motivo intellettuali e politici temono i social, non vogliono il confronto e continuano a frequentare soltanto salotti esclusivi.
Io al contrario amo la dialettica anche quando diventa provocatoria e anche la discussione più accesa con un troll può rivelare qualcosa di interessante. Unica regola è quella del non offendere. L’offesa è infantile, questa sì un comportamento stupido e immotivato, come la bestemmia non ha senso.
Ritornando al gruppo di Facebook che ho citato, dal quale sono stato bannato da piccoli amministratori, giornalisti del quotidiano local gastrofighetto, la cosa che impressiona di più è la difesa completamente acritica, ovviamente solo virtuale, di tutto ciò che viene attribuito all’eccellenza modenese. Pavarotti, Ferrari, Bottura sono sullo stesso piano, santi, eccellenze immortali capaci di rendere eccellente anche tutto quello che viene fatto nel loro nome. Nello stesso modo l’aceto balsamico, il lambrusco e i tortellini sono doni di Dio, anche per gli atei.
Ugualmente tutto ciò che il Comune tocca viene impreziosito da anticorpi sani e belli.
Infine la Ghirlandina è il monumento più bello di tutto il sistema planetario.
Insomma la stupidità non è social ma è contagiosa.

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