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Quanti sono i poveri a Modena? E’ possibile avere un dato preciso e aggiornato ? E cosa si può fare ?
Mettendo subito da parte il propagandistico refettorio di Bottura, una iniziativa inutile e motivata soltanto dall’idea malsana di sfruttare la povertà per fini promozionali personali, rimane una questione aperta e importante e cioè capire se è possibile fare qualcosa in concreto per dare una mano a chi ha bisogno.
Partiamo da un bisogno primario come quello di mangiare tutti i giorni.
Su questo punto una città solidale deve essere in grado di offrire delle iniziative che non siano propagandistiche ed episodiche ma al contrario semplici e continuative.
C’è qualcuno che crede che si possa offrire un cena a base di avanzi cucinati da chef modenesi, soltanto al lunedi e soltanto a 60 persone quasi fossero 60 invitati privilegiati ? C’è qualcuno che crede al cosiddetto “salario di solidarietà” che in questi giorni viene tanto pubblicizzato da Bonaccini, al massimo 400 euro al mese per 12 mesi a giovani coppie con almeno tre figli (????) poi sospensione per sei mesi ?
Queste sono iniziative che appartengono alla vecchia propaganda, non hanno proprio niente di solidale.
Prendiamo esempio da altre esperienze, non occorre inventare niente.
Esistono già Paesi, come il Belgio, dove i supermercati sono obbligati per legge a donare l’invenduto alle associazioni di volontariato.
A Lisbona addirittura un gruppo di “ciclisti” generosi gira per la città per raccogliere gli avanzi dai vari esercizi pubblici e dalle case private consegnandole poi ai più indigenti (il progetto si chiama Refood).
E’ una iniziativa che può essere lanciata anche a Modena. Bottura e Muzzarelli permettendo.
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L’ultimo ristorante ad aver fatto notizia è un ristorante di Santander, in Spagna: il ristorante Rochi ha preparato fuori dalla sua porta un tavolino rosso con vaschette di cibo e un cartello per le persone indigenti che sarebbero passate di là: “Se ne hai bisogno, prendilo”. L’iniziativa è diventata subito famosa sui social grazie a questa fotografia…

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Il nostro invito è che i 13 ristoranti che hanno aderito alla inutile propaganda botturiana si organizzino per mettere regolarmente un tavolino fuori dal loro ristorante con un cartello SE NE HAI BISOGNO PRENDILO
E’ una cosa che si può fare.

In Francia la catena di supermercati Intermarché ha lanciato la campagna “Inglorious fruits and vegetables”, per ridare un mercato agli ortaggi esteticamente brutti, ma buoni, e sensibilizzando i clienti a comprarli nonostante il loro aspetto esponendoli su un banco diverso e con un packaging pensato. Le vendite sono aumentate del 24% in pochi mesi. Lo stesso in Germania, con la campagna “Ugly Fruits”.
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In Germania l’azienda di catering Culinary Misfits (letteralmente “scherzi della natura in cucina”) usa solo ingredienti scartati da altri ristoranti o negozi.

Se cercate online, troverete CropMobster, una piattaforma nata dall’idea del giovane fattore Nick Papadopoulos dove agricoltori, commercianti e ristoranti della baia di San Francisco possono pubblicare degli avvisi per offrire le loro eccedenze alimentari. Gli avvisi vengono trasmessi a Facebook e Twitter. La piattaforma è stata lanciato nel 2013 e si conta che ha rimesso in circolo prodotti per 500 mila sterline, un milione di porzioni.

 

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