QUANDO IL RECUPERO DEL CIBO VIENE FATTO BENE, CIOE’ SENZA LA PROPAGANDA BOTTURIANA

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QUANDO IL RECUPERO DEL CIBO VIENE FATTO BENE, CIOE’ SENZA LA PROPAGANDA BOTTURIANA

A Milano, città che nel 2015 ha ospitato l’esposizione universale sul tema “Alimentazione”, ogni settimana in ciascuno dei 60 mercati rionali, vengono buttati fino a 400 kg di cibo commestibile. Attorno a questa evidenza è nata Recup, un’associazione che si occupa di raccogliere e ridistribuire il cibo che altrimenti finirebbe nell’immondizia. Non è l’unica esperienza che va nella direzione del recupero. Il ristoratore Maurizio Verdone rielabora i cibi non serviti e dona loro una seconda vita, oltre ad offrire la possibilità di asporto del cibo non consumato tramite la doggy-bag
Ma i problemi legati allo spreco riguardano non solo la distribuzione ma anche la ristorazione: secondo uno studio del Politecnico di Milano, infatti, ogni anno nei ristoranti italiani vengono buttati via 185mila tonnellate di cibo per un valore totale di 2,6 miliardi di Euro. “Ci sono delle categorie di cibi che è difficile recuperare – spiega Maurizio Verdone proprietario del ristorante milanese Il Tempio d’oro – Ma noi sono anni che cerchiamo di utilizzare, per quanto possibile, tutto quello che acquistiamo. Da una parte gli alimenti già cucinati ma non ancora serviti al cliente vengono rielaborati per ripresentarli in altri piatti. Dall’altra diamo la possibilità ai clienti di portarsi a casa il cibo che non hanno ancora consumato attraverso la doggy-bag. Una volta si faceva poco, ora sono gli stessi clienti a richiederlo”.

Tra i 13 ristoranti che hanno aderito alla misera iniziativa del lunedi per 60 poveri selezionati c’è qualcuno che fa qualcosa di concreto anche nel proprio ristorante ?