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I soci dell’Unità ormai in fallimento fanno affari in Emilia Comunicati 

I soci dell’Unità ormai in fallimento fanno affari in Emilia

Ripubblichiamo tratto da “Gli stati generali” un interessante articolo su politica e affari in Emilia, Modena compresa

Prosegue la scia positiva degli affari, nell’Emilia renziana, per i soci delle attività editoriali del Partito Democratico. È di alcuni giorni fa la notizia dell’aggiudicazione, a Modena, di un appalto da 35 milioni di euro ad un pool di imprese, tra cui compare anche la Piacentini Costruzioni Spa. Società questa, che detiene il 60% della EYU Srl, holding dei media che fanno capo al Pd e dove il partito di Matteo Renzi è a sua volta presente con il restante 40% delle quote.

Il bando di gara da 35 milioni, in fase di definitiva assegnazione, riguarda un progetto per il recupero di un’area (ex Amcm, ndr) di pregio a ridosso del centro storico di Modena. Per il quale, dopo un prima gara andata deserta, a seguito di un ulteriore bando, è pervenuta all’Amministrazione Comunale di Modena una sola offerta: quella di un gruppo di imprese, nelle quali ritroviamo alcuni dei principali attori locali nel mondo dell’edilizia. Dalla cooperativa ‘rossa’ Cmb di Carpi, alla confindustriale AeC Costruzioni – recentemente balzata agli onori delle cronache per una indagine sul presunto utilizzo di cemento depotenziato nella ricostruzione di una scuola nelle zone colpite dal terremoto del 2012 – passando per Politecnica Ingegneria – cooperativa della quale è stato presidente per 32 anni l’attuale assessore ai lavori pubblici del Comune di Modena Gabriele Giacobazzi e che dal 2011 è presieduta dalla vicepresidente di Legacoop Estense Francesca Federzoni – finendo al consorzio Coseam, nel quale la Piacentini Costruzioni Spa ha il 48,4% del capitale, per un controvalore a bilancio pari a 8 milioni di euro.

Se, come pare certo, una volta ultimati i necessari iter burocratici, per la gara da 35 milioni verrà indicato come vincitore l’unico gruppo di imprese in corsa, per la Piacentini sarà una salutare boccata d’ossigeno. Perché la società di cui è patron Dino Piacentini, leopoldino della prima ora e già editore, fino a fine ottobre dello scorso anno, di un piccolo quotidiano modenese (Prima Pagina, ndr) assai ostile al Pd locale, ha chiuso gli ultimi due esercizi in perdita: 2,7 milioni nel 2015 e poco più di 350 mila euro nel 2014.
Quella da 35 milioni segue di poche settimane un’altra gara corposa del valore di 11 milioni di euro per il restauro e miglioramento sismico di una scuola modenese: lo storico liceo socio-pedagogico e musicale Carlo Sigonio di Modena.  Come raccontato, il bando è stato assegnato alla Pessina Costruzioni Spa di Milano, socio di riferimento de L’Unità e “partner”, al fianco della Piacentini Costruzioni, nel tentativo messo in campo dall’ex premier Renzi e che ora rischia di naufragare, per salvare le attività editoriali del Partito Democratico.

Le vicende imprenditoriali nel campo dell’edilizia corrono poi parallele, per Piacentini, a quelle editoriali. A novembre, nel giro di sette giorni, chiudeva infatti il quotidiano modenese Prima Pagina Modena, vera e propria spina nel fianco del potere locale. Quel potere locale incarnato in particolare da Stefano Bonaccini, governatore regionale fedelissimo di Matteo Reni e da Giancarlo Muzzarelli, sindaco di Modena, navigato amministratore locale cresciuto nei vivai del Partito Comunista convertitosi al renzismo.
Sarà interessante capire se nei prossimi mesi, per Piacentini, arriveranno ulteriori soddisfazioni dagli appalti emiliani sulla rampa di lancio: primo fra tutti il pacchetto da 25 milioni di euro appena lanciato dal governatore Bonaccini su una serie di infrastrutture nel modenese, per una delle quali Piacentini Costruzioni ha già un cantiere aperto.

Gabriele Morelli

Gabriele Morelli

Social media Manager at GMComunicazione
Gabriele Morelli

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