Rock e business, rock e smart city: una idea concreta il 10% a favore del verde urbano

Noi rimaniamo convinti che il concerto irripetibile sia organizzato nel modo peggiore possibile. Sarà un record, sicuramente. Il problema non riguarda soltanto il Parco Ferrari, ottima location per il marketing di Modena Park, ma pessima scelta sul piano ambientale, logistico, urbano che obbliga di conseguenza a compiere altre scelte sbagliate come i parcheggi improvvisati.
Muzzarelli sostiene che l’iniziativa avrà importanti ricadute sulla città. Fino ad oggi il muzzarelli pensiero ha prodotto soltanto flop, vedi Mata e iniziative Expo, ma proviamo a superare le divergenze facendo una riflessione diversa.
Due giorni di alberghi al completo e alcuni bar che rimangono senza birra non sono da contare come ricadute positive sulla città.
Al contrario possono essere individuate nell’organizzazione dell’evento delle risorse a favore di progetti realizzabili. In questa logica basta fare due conti, usando il sistema dei conti della serva che rimane un metodo efficace, per capire che su alcune ipotesi si può lavorare.
I biglietti costano 75, 65 e 50 euro per i tre ordini di posto (Pit 1, Pit 2 e Pit 3)
Semplificando e considerando il prezzo medio di 65 euro moltiplicato per 220 mila (le presenze previste) si ottiene la modica cifra di ….. (fate voi il conto)
Appare subito evidente che la valenza principale del concerto cosmico e irripetibile è il business. L’iniziativa in realtà muove molti più soldi.
Pensate soltanto ai costi accessori che deve sostenere chi viene da fuori Modena per il trasporto, i pasti, il pernottamento eventuale, ecc.
Per la riflessione che intendiamo fare limitiamoci al numero secco corrispondente alla vendita effettiva dei biglietti.
La tabella che proponiamo è indicativa di come vengono ripartiti i costi che devono essere affrontati per organizzare un concerto. Ci possono essere delle variazioni come il cachet dell’artista che può arrivare anche al 50% e così le altre voci possono variare di qualche punto, ma in linea di massima quelli indicate sono le voci che determinano il costo dei biglietti, il pagamento delle spese e il guadagno per la produzione dell’evento.
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A noi non interessa tanto in questa riflessione mettere l’accento sul fatto che Vasco incassi una cifra notevole. Ognuno ha i suoi problemi, lui si tiene i suoi, noi ci teniamo i nostri, ma ci interessa capire se e come l’evento potrebbe concretamente generare un valore da spendere in progetti per la città che lo ospita.
La cifra di 150 mila euro che è circolata sui giornali locali come rimborso per eventuali danni arrecato al Parco Ferrari è assolutamente ridicola e anche sbagliata sul piano concettuale. Solo per rifare il manto erboso di uno stadio occorre spendere una cifra superiore. Inoltre io penso che sia sbagliato ragionare soltanto in termini di rimborso per eventuali danni al parco quando, sulla base delle scelte che sono state fatte, sarà tutta la città ad essere coinvolta e sconvolta per alcuni giorni.
Noi pensiamo che si debba e si possa ragionare in modo diverso. La musica, il concerto rock, l’evento musicale in genere ha una grande potenzialità, quella di far muovere migliaia di persone e di creare come abbiamo visto un forte movimento di denaro.
E’ possibile allora che attraverso la musica e l’organizzazione di eventi musicali sia inserita nella tabella indicativa dei costi una voce pari al 10% per finanziare progetti di pubblica utilità ?
Oppure è possibile considerare ad esempio che 5 euro a biglietto siano utilizzati non tanto per lavori di ripristino in base a danneggiamenti, che in teoria non dovrebbero esserci – per evitare danneggiamenti servono volontari più che per gestire dei parcheggi -, quanto al finanziamento di opere di manutenzione ad esempio del verde urbano ?
Su questi temi vorremmo vedere l’impegno del sindaco e non sull’esaltazione acritica di un business che non lascerà niente alla città se non un record inventato.
Vorremmo anche più trasparenza sui volontari delle feste dell’Unità, sulle associazioni coinvolte, sui tanti business accessori come le tariffe dei parcheggi, la somministrazione di cibo e bevande di strada.
Su questa ipotesi di concerto utile alla città chiediamo alle forze politiche di maggioranza e di opposizione, alle associazioni, direttamente ai cittadini di pronunciarsi per verificarne concretamente la fattibilità.
In una città che deve cambiare il progetto è possibile.