Pavarotti a Verona

Luciano-Pavarotti

 

Di Adriano Primo Baldi
Mentre il sindaco di Modena dormiva, la vedova di Luciano Pavarotti e il sindaco di Verona programmavano in eurovisione le celebrazioni per il decimo anniversario della morte del grande tenore. In contemporanea Modena diffonderà dagli altoparlanti del teatro “I Pagliacci?”. E la commedia non è finita!

Tutti gli acuti di Luciano Pavarotti emessi nel corso della sua carriera non riuscirebbero a svegliare il sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli. “Nessun dorma” “all’alba vincerò”, per il sindaco potrebbe essere una canzonetta cantata da Pavarotti e scritta per i mondiali di calcio. Così come il concerto per violino e orchestra in re maggiore op.35 (unico concerto per violino del compositore russo Pëtr Il’ič Čajkovskij), crede forse che sia stato scritto, non si sa bene da chi, per una pubblicità del brandy “vecchia romagna etichetta nera”. Il sindaco Muzzarelli dorme anche in pieno giorno. Altro che “all’alba vincerò”. Ha vinto un terno al lotto soltanto quando il Pd, incautamente, l’ha eletto sindaco. Dopodiché ha sempre perso di tutto e di più, usando i nostri soldi.

Con le celebrazioni del decimo anniversario della morte di Pavarotti a Verona non solo il sindaco ha perso prestigio, che già non ne aveva, ma politicamente parlando, ha perso quel poco di faccia di bronzo, rimasta. Impegnato giorno e notte a correre dietro a Vasco Rossi e al cuoco dottor Massimo Bottura, all’alba è suonato. Così, mentre Muzzarelli dormiva, il leghista Flavio Tosi, sindaco di Verona, anche con un solo occhio aperto, gli ha scippato le celebrazioni per il decimo anniversario della scomparsa di Luciano Pavarotti. Da Pietrasanta gli dicono cosa dovrebbe fare e prendono l’iniziativa di fondere un bronzo con l’immagine di Pavarotti da mettere di fianco al teatro. Non al loro, al nostro. A Muzzarelli, ormai conosciuto per la sua inutilità, tutti dicono cosa fare. Perfino la pensionata dell’ufficio sport Maria Carafoli, alla quale assegna incarichi per la realizzazione d’iniziative culturali, lo indirizza. E lui, dalle montanare vette di provenienza, e quindi dall’alto della sua ignoranza Fananense; lui, il sindaco Muzzarelli, crede che le mostre d’arte possano essere realizzate da questa incolta signora. Una mostra, pagata da noi contribuenti, l’ha giustamente intitolata “Contaminazioni”. E sempre lui, Muzzarelli, crede che la Traviata (essendo la storia di una meravigliosa donna ma ex puttana), possa essere assegnata, come ha fatto la scorsa estate finanziando il Salotto Agazzotti, a una venditrice d’insaccati e di pelletteria, di nome Sabrina Gasparini. E volete che a un personaggio del genere Flavio Tosi ci abbia messo molto a fargli fare la figura del pirla?

Nicoletta Mantovani, seconda moglie di Luciano Pavarotti (nemmeno lui era perfetto), si è messa d’accordo con il sindaco di Verona e non le è passato per la testa nemmeno lontanamente di parlare prima con Muzzarelli. Ha subito accettato di celebrare a Verona il decimo anniversario della morte del grande tenore, e il nostro Geminiano sindaco l’ha appreso dalla stampa. Della signora Nicoletta Mantovani, e dell’uso che fa della memoria di Luciano Pavarotti, ci sarebbe molto, anzi moltissimo, da dire, e lo farò in un’altra occasione, ma perfino lei che non distingue un cantante lirico da un cantante rock, si permette di mandare il nostro sindaco, e con esso la città di Modena a quel paese … Nello stesso tempo ha scavalcato ogni valore umano di Pavarotti, ignorando il suo amore per la nostra città. Amore che per tutta la vita ha dimostrato a tutto il mondo di possedere. Muzzarelli è un improvvisato sindaco che non riesce nemmeno ad amministrare i morti, ed è impensabile che possa decentemente amministrare i vivi! Senza dignità è andato con il cappello in mano da Nicoletta Mantovani (lui da lei, non viceversa) a farsi dare un lecca-lecca. Dopo essere stato ignorato, dopo avere appreso dalla stampa che la Mantovani si era accordata con Verona come se lui e Modena non esistessero, si è messo d’accordo con la rokettara vedova per ricordare Pavarotti nel giorno della nascita il 12 ottobre; e man mano che le altre città lo manderanno ancora a quel paese, e continueranno a fargli fare la figura del pirla, Muzzarelli ritornerà dalla Mantovani a chiedere di essere aiutato a ricordare di Pavarotti prima il battesimo, poi la cresima e la prima comunione; poi la prima masturbazione, e mi fermo qui.

Il nostro provincialotto sindaco, mentre il mondo guarderà in eurovisione a Verona, organizzerà in teatro qualche lezioncina-concerto. Roba da saggio scolastico. Il 10 settembre Modena sarà avvolta da arie, venti, grandinate e temporali d’opera, e a Verona, dove celebreranno i dieci anni della scomparsa del grande tenore, diranno che è nato a Modena, e la qual cosa suonerà come una presa per il … Un pochino di orgoglio il sindaco non l’ha avuto. Di dire alla Mantovani che i suoi lecca-lecca se li “ciucci” lei, non è stato capace. La signora Rock sa che questo sindaco può mandarlo affanculo, nel senso stabilito dalla Cassazione, quando vuole, e sa che ogni suo scarto, o contentino, per Muzzarelli va bene. Abbiamo un sindaco che raccatta gli avanzi come se fosse a cena dal cuoco dottore, e che non ha ancora capito che non è lui che si deve far ricevere dalla Mantovani, ma semmai il contrario. A questo punto dovrebbe lasciar perdere perchè ogni toppa sarà sempre peggiore del buco.

Adriano Primo Baldi