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C’È DEL MARCIO, A MODENA… News 

C’È DEL MARCIO, A MODENA…

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Riceviamo e pubblichiamo il testo seguente redatto da Azione Identitaria sulla questione e sulla polemica relativa ad alcuni volantini affissi a Modena Est. Il testo intende essere un chiarimento utile all’informazione. 
Come abbiamo già espresso altre volte noi siamo per il libero pensiero e la libera espressione sempre. A Modena in alcuni casi questa libertà di espressione risulta difficile e si avverte tutto il peso di un pensiero unico che viene sì da lontano ma non va da nessuna parte. 

C’È DEL MARCIO, A MODENA…

Non ne possiamo più di parlare dei nostri volantini a Modena Est… ma purtroppo ci tocca! Riassumiamo qui i fatti, e traiamo le nostre conclusioni, perché senza volerlo, abbiamo scornato per l’ennesima volta contro il consueto muro di gomma e di omertà che avvolge e soffoca Modena e l’intera Regione. La nostra consueta attività di attacchinaggio e volantinaggio a tappeto, per puro caso, ha toccato le vicinanze delle abitazioni di due consiglieri comunali del “partito unico”, il PD: Antonio Carpentieri e Caterina Liotti.

Nella stessa zona, vi è anche una chiesetta ortodossa, in origine un chiesolino rurale risalente al periodo in cui Saliceto Panaro e S.Lazzaro erano ancora immerse nella campagna, frequentata da europei dell’Est; un luogo che già ben conoscevamo per peculiarità storica ed “identitaria” e che non ci ha mai dato fastidio… anzi!

A causa di un malinteso, che stiamo chiarendo con quanti più membri della comunità possibile, il parroco ha pensato che i nostri volantini informativi potessero essere in un qualche modo una forma di discriminazione verso la sua comunità. Non tedieremo ulteriormente amici e lettori su quanto questo sia stato da noi respinto in ogni modo. Il filmato di TRC (sul quale torneremo) dimostra chiaramente che non c’è nessuna intimidazione verso gli ortodossi, solo una comune affissione in una bacheca trovata vuota.
https://www.youtube.com/watch?v=Jx09YblUT8A&feature=youtu.be

Ecco che, come al solito, dove regna il malinteso e la confusione, arrivano gli sciacalli, a branchi, golosi di “scandalo” e di notorietà. Non sappiamo bene chi sia stato il primo, ed in fondo non ci importa granché. Il “Movimento Articolo 1 -MDP Modena” (sic.), ci da subito dei “fascisti”, così, a gratis, poi arrivano, per l’appunto, i due gerarchi PD residenti in zona, in particolare la Liotti, affermando che la nostra propaganda rovinerebbe il lavoro di integrazione da lei fatto per le donne dell’Est (ma dove e quando mai!?); puntuali come sempre gli squadristi e teppisti di “Modena Antifascista”, invece, oltre alle consuete accuse di “fascismo” e una lunga digressione colma di risentimento verso il Circolo La Terra dei Padri, ci accusa invece di “rubargli” tematiche sociali e rivoluzionarie per “travestirci”. Non pensano, i suddetti “socialisti al caviale”, tutti cannabis ed anarco-liberalismo, che forse un Identitario Modenese può fare sua, liberamente, la lunga tradizione di Sinistra Patriottica della sua Terra, a fianco, magari, di altre influenze politiche e filosofiche? Certo che non lo sanno: sono un cancro che ha più a che vedere con le periferie di Londra e New York che non con la nostra Modena e la sua storia millenaria e contradditoria. Sono le stesse persone che, nel quartiere di Modena Est, hanno riempito i muri di scritti inneggianti alle stragi e tappezzato ovunque con il volto del Maresciallo Tito. Questo, a Carpentieri e Liotti, però, non ha dato fastidio…

Richiamati dal chiasso di tutti costoro, i giornalisti della stampa locale, che ci danno un perfetto esempio di confezionamento di bufale (o “fake news” che dir si voglia) e in generale di pessimo giornalismo:

  • Gazzetta di Modena, a firma di Stefano Totaro: “chiaro messaggio contro gli stranieri che proprio lì si ritrovano”… quando sui volantini si parla di civiltà EUROPEA di cui Russia, Ucraina, Romania, Bulgaria, Serbia fanno parte a pieno diritto… ben più delle non-idee globaliste che ispirano i pennivendoli a scrivere siffatte corbellerie! Ma Totaro.. ci è o ci fa? Evitiamo le analogie ittiche sul cognome… e passiamo oltre.

-TRC (blog) e il Resto del Carlino – Modena: xenofobia, odio, bla bla bla… a firma di Emanuela Zanasi, la quale, da noi contattata per rettificare la sua diffamazione a mezzo stampa, non si è degnata di una risposta.

In entrambi i casi quello che più disarma e intristisce è la sicumera e l’arroganza con cui i giornalisti, senza aver fatto un sopralluogo approfondito e senza aver interpellato l’altra campana, danno giudizi morali sull’accaduto… o meglio sul NON accaduto, visto che volantini da quasi due anni affissi o lasciati nell’intero quartiere NON sono una notizia.

Pressati dal nostro Ufficio Stampa e dai nostri militanti locali per avere diritto di replica, se non una smentita della BUFALA da loro diffusa con sentite scuse, due testate hanno risposto alle nostre richieste.

TRC TV ha letto parte del nostro comunicato di rettifica al TG delle 14:00 di Lunedì 10 Aprile (il video che qui alleghiamo). La Gazzetta di Modena ha oggi rilasciato sul giornale cartaceo un discreto sunto della nostra rettifica. Silenzioso il Carlino, che andrà dunque “carlinato” ancora un po’.

Soddisfacente? Per essere a Modena sì… ma dov’è il marcio di cui abbiamo parlato? Come sempre, quando il morto è nascosto, sono le zaffate pestilenziali a rivelare la sua esistenza. Il morto è il regime del Pensiero Unico e del Partito Unico, in crisi dal terremoto del 2012. La puzza sono stati movimenti “strani” in tutta questa vicenda. Fin da subito la notizia è stata cavalcata da associazioni e personaggi legati al PD. Gli stessi teppistelli di Guernica e Libera, che si nascondono dietro la sigla di Modena Antifascista, sono stati utilizzati come truppe cammellate, per ribadire il concetto. I giornali locali hanno pubblicato la nostra smentita con due giorni di ritardo, soltanto dopo decine e decine di richieste da parte di persone diverse. Non solo: la Gazzetta, che ci ha diffamati parlando di “razzisti xenofobi” attraverso la sua edizione online, ha rettificato solamente attraverso l’edizione cartacea, che ha molto meno lettori.

Il mistero più grande, riguarda TRC. Il servizio delle 14:00, più che soddisfacente, è stato da noi condiviso sulle nostre pagine FB, affinché fosse visualizzato da quante più persone possibile. In mattinata, la replica del TG è magicamente “sparita”, mentre sul sito sono visibili repliche ancora più vecchie… tutto questo, dopo che abbiamo puntato contro i due consiglieri PD per mezzo di alcuni post di Facebook. Allo stesso modo, un po’ a la Don Abbondio, parte del nostro comunicato di rettifica viene AGGIUNTO di fretta e furia al vecchio articolo diffamatorio, in modo cerchiobottista. Fortunatamente, il filmato è stato salvato dai nostri miltanti calabresi, ed ora tutti possono visionarlo.

Se anche oggi, o nei prossimi giorni, dalle due testate e dal latitante Carlino, giungessero smentite o ci fosse dato un più completo diritto di replica, l’attività di diffamazione delle nostre attività ha già fatto abbondantemente il suo corso, presentandoci come sciovinisti fanatici che puntano il dito contro una esigua e integrata comunità di russi, ucraini e rumeni. Dalle testate e dai giornalisti, ora, ci attendiamo scuse – non rettifiche!

Pressioni politiche da parte di PD e associati? Volontà di strumentalizzare Azione Identitaria, che loro credono essere un “pesce piccolo”? Forse. Non lo possiamo più escludere.

Quello che non hanno capito è che Modena, l’Emilia e l’Italia sono la nostra Terra, e se si sono messi in testa di ostacolarci con questi mezzi viscidi, non otterranno mai niente di buono: la Torcia che portiamo sul nostro stemma è la Luce che dissipa ogni falsità… e a Modena, la Torcia di Azione Identitaria ha ancora tanto lavoro da fare!

Uno degli errori dei due giornalisti, abbastanza madornale, è stato quello di tradurre “islamist” con “islamico”. La traduzione -in italiano per altro ancora un neologismo, non del tutto corretto- è semmai “islamista” non nel senso di “studioso di Islam”, ma di “seguace dell’islamismo”, del radicalismo islamico (salafiti, wahabiti, ISIS\Daesh, Al Nusra, Al Quaeda, Fratelli Musulmani, ecc. ). Islamist not welcome significa “il seguace dell’islam radicale politico non è benvenuto” è uno slogan che usano anche altri movimenti europei.
Non ci identifichiamo nel “nazionalismo”, piuttosto nel filone eco-nazionale, comunitarista e patriottico. Anche la definizione di “estrema destra” la troviamo faziosa, anche perché assieme a “fascismo”, ha assunto nel linguaggio comune soltanto una accezione negativa e stereotipata, avulsa dalla reale storicità di questi fenomeni (che comunque non sono nostri riferimenti).
Gabriele Morelli

Gabriele Morelli

Social media Manager at GMComunicazione
Gabriele Morelli

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