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ALLA PRESSA ON LINE TANTI AUGURI E LUNGA VITA News 

ALLA PRESSA ON LINE TANTI AUGURI E LUNGA VITA

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Di ‎Adriano Primo Baldi‎ 

ALLA PRESSA ON LINE TANTI AUGURI E LUNGA VITA.
Per il presidente regionale Bonaccini e per il sindaco di Modena Muzzarelli in aprile una festa della liberazione c’era già …

Alcuni, per un cenno che non sia fatto a lor modo, vogliono penetrar negli altrui pensieri e dolersene come di offese pubbliche” “I sensi così fieri son vicini a estremi mali”. L’ha scritto Torquato Accetto. Chiarirò più avanti. Devo purtroppo parlare anche di fatti personali. Nell’amicizia, nell’allegria, nella veemente incazzatura, nella volgarità o nell’offesa, quest’ultima la uso con chi me ne rivolge, io sono chi desidero essere senza ipocrite finzioni. E’ uscito in questi giorni il giornale on line, La Pressa, diretto da Giuseppe Leonelli. Si avvale per lo più degli stessi collaboratori di Prima Pagina: il giornale d’opposizione cittadino, edito dall’imprenditore Dino Piacentini, che lo ha chiuso qualche mese fa nell’indifferenza dei quotidiani che fiancheggiano il Comune come la Gazzetta di Modena e il Resto del Carlino; e nel lamento di chi si autodefinisce “polemista”, ma che in realtà fa solo un pochino di rumore come fanno i bambini per attirare l’attenzione dei più grandi.

Piacentini, una volta chiuso il giornale è subito apparso nel gruppo di partecipazione al bando in via di definizione all’ex Amcm per un importo di 35milioni di euro. Per l’occasione si sono messi insieme i sostenitori e gli oppositori dell’amministrazione comunale. Qui le cooperative rosse che operano nell’edilizia, e non solo nell’edilizia, sono da sempre padrone del mercato, e solo con un giornale d’opposizione Dino Piacentini poteva farsi ascoltare, e magari essere invitato ai festosi banchetti. Si era capito bene che stava preparando il suo inserimento nel coro dei partecipanti agli appalti comunali quando comprò una quota de l’Unità. La vicinanza a Renzi, e un giornale rompiballe che suscitava ira in Comune e in Regione, erano solide basi per farsi ascoltare dai piani alti? La chiusura del giornale (ripeto l’unico di opposizione a Modena) era per lui l’asso vincente? Lo strumento che costringeva la politica a fare i conti con lui, magari per concordarne la soppressione? Il caso ha fatto sì che subito dopo la rapidissima chiusura del fastidioso quotidiano, Piacentini è entrato, come detto, nel gruppo di partecipanti alla festa per l’appalto in fase di definitiva assegnazione da 35milioni di euro con la Piacentini Costruzioni Spa. “Società questa che detiene il 60% dell’EYU Srl, holding dei media che fanno capo al Pd e dove il partito di Matteo Renzi è a sua volta presente con il restante 40% delle quote” Così è pervenuta alComune una sola offerta: quella di un gruppo d’imprese, nella quale, si legge “negli stati generali”: “Ritroviamo la cooperativa ‘rossa’ Cmb di Carpi; la confindustriale AeC Costruzioni – recentemente balzata agli onori delle cronache per un’indagine sul presunto utilizzo di cemento depotenziato (farlocco “nda”) nella ricostruzione di una scuola nelle zone colpite dal terremoto del 2012 – passando per Politecnica Ingegneria – cooperativa della quale è stato presidente per 32 anni l’attuale assessore ai lavori pubblici del Comune di Modena Gabriele Giacobazzi e che dal 2011 è presieduta dalla vicepresidente di Legacoop Estense Francesca Federzoni – finendo al consorzio Coseam, nel quale la Piacentini Costruzioni Spa ha il 48,4% del capitale, pari a 8 milioni di euro”. Hanno dimenticato l’impresa Giovanni Neri srl (Associata confindustria, Modena).

Sostenitori e oppositori dell’amministrazione si sono presi a braccetto per sfilare insieme, e con relativo inchino a 90 gradi, davanti all’appalto milionario dell’ex Amcm e in previsione di quello del Sant’Agostino da 120milionidi euro.

La chiusura di Prima Pagina, ha fatto finalmente la felicità del presidente regionale Bonaccini, del sindaco di Modena Muzzarelli, dei famigli di contorno e, ovviamente, di Piacentini. Da più parti in questi giorni mi è stato chiesto cosa avrei scritto nel primo numero del nuovo giornale on line, La Pressa. Avevo un intervento su Luciano Pavarotti, Nicoletta Mantovani e Leone Magiera che ho inviato il 5 aprile 2017 a Giuseppe Leonelli con queste parole: “Caro Giuseppe, se hai la pazienza di leggere quest’articolo (lungo per la verità) e mi fai la cortesia di dirmi se ti può interessare per l’uscita de La Pressa, mi fai cosa gradita” “Se pensi che non sia opportuno, fammi sapere”.
Risposta: “Ciao Adriano!” “In questo contesto non ti nascondo che per la pubblicazione degli articoli, sia dal punto di vista dei contenuti che delle eventuali querele, pur essendo io il direttore la responsabilità è divisa tra i soci stessi” “Quindi devo decidere insieme a loro” “Ma ne parliamo volentieri a voce”. Ho spedito il mio articolo alla mailing list dell’Adac e ad altri giornali on line. Non ho più sentito Leonelli, ma ho capito subito, anche se la sua motivazione stava in piedi, che dietro c’era dell’altro. Alcuni indizi c’erano già. Non mi ha dichiarato la verità vera. Io e Leonelli un mese fa siamo usciti a pranzo. Non mi ha detto che stava raccogliendo articoli e biografie dei futuri collaboratori e che alcune difficoltà mi riguardavano. Un laborioso silenzio ha sostituito imbarazzo e visibilità per ciò che si svolgeva dietro le quinte. Non sempre la schiettezza si riesce ad averla… dopo che Prima Pagina ha chiuso, per amicizia, mi sono adoperato e ho scritto da più parti in Italia, sia per far rivivere il giornale sia per il direttore, ma purtroppo senza successo.

L’amicizia dovrebbe anche essere lealtà, ma comprendo l’imbarazzo: come faceva Leonelli a dirmi che alla mia collaborazione preferiva quelle dell’ex assessore (di centrosinistra) Andrea De Pietri e del “polemista”, così si autodefinisce Giovanni (Finali), che si esibisce in ridicoli dialoghi con l’ex sindaco Giorgio (Pighi)? O a dirmi dei commenti, dei discrediti e dei veti su di me? Altri indizi. Su facebook ho mandato a quel paese, e non sono per niente pentito, un’amica? dello sponsor Roberto Vezzelli, e ho invece risparmiato lui per avere scritto, in sottintesa difesa della stessa, alcuni giudizi circa l’acustica dell’Arena di Verona che si prestavano a sferzanti commenti. Poi c’è stato un equivoco con Cinzia Franchini che ho subito chiarito e che riguardava un suo “mi piace” su facebook che appariva come un sostegno alla consigliera Maletti. Da queste e altre considerazioni la citazione iniziale.

Il mio rapporto con Giuseppe Leonelli è sempre stato, ed è tuttora, di stima e ammirazione: è intelligente, colto e bravo professionalmente. Tutto questo non è cambiato e non cambia. So che tra i suoi referenti c’è chi ritiene una mia collaborazione dannosa in considerazione del mio modo di scrivere e di fare polemica ritenuto a volte offensivo e volgare. Lo sono con chi lo è. E so che c’è chi pensa che le mie polemiche possano far perdere lettori. La volgarità e il turpiloquio in bocca a Vittorio Sgarbi sono delle vere qualità, e tutti fanno a gara per apparirgli accanto. Le mie reazioni invece (perché altro non sono che risposte a chi mi usa giudizi offensivi) c’è chi le valuta in altro modo. Ma va bene cosi. Non mi lascio offendere senza rispondere per le rime. Quando avrò qualcosa da dire lo farò nel mio Facebook, nella mia mailing list e in altri giornali on line. Così facevo anche prima che Prima Pagina ospitasse i miei articoli. Non ho mai fatto il giornalista. Per ciò che scrivo, non ho mai preso una lira anche quando volevano pagarmi. Il mio mestiere è un altro e funziona benissimo. Quindi, nessun danno. A Prima Pagina ho avuto “gloria”. Sono state scritte su di me parole di grande apprezzamento da parte del direttore e della redazione, ma io che da sempre leggo e rileggo Shakespeare so che nell’Enrico VI, c’è un’appropriata riflessione: “La gloria è come un cerchio nell’acqua, che non cessa mai di allargarsi, finché a furia di spandersi, si sperde nel nulla”. Quindi, nessuna delusione. Un sincero augurio alla Pressa e a Giuseppe Leonelli, che spero abbia il successo che merita e che gli spetta per qualità professionali, d’intelligenza e simpatia; e che vanno sempre, comunque, perciò, nonostante, purtuttavia, oltre La Pressa, e i miei detrattori.

Adriano Primo Baldi

 

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