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Cambiamo Modena, la vogliamo normale Comunicati 

Cambiamo Modena, la vogliamo normale

cambiamo normale

Ho modificato la testata del gruppo Cambiamo Modena … eliminando il termine “smart” per sostituirlo con la parole “normale” perchè mi sembra di più alla nostra portata.
Mi sono accorto che parlare di smart city in alcuni casi casi genera confusione, perchè alcuni che si credono smart sono in realtà degli emeriti imbecilli e perchè, sbagliando, il termine smart viene associato all’impiego di tecnologie distribuite e questo è l’aspetto meno importante di un processo di cambiamento che deve portare a creare con il concorso diretto di cittadini consapevoli ad un vero e proprio rinascimento della città dopo il degrado a tutti i livelli che si è lasciato crescere in questi anni.
Nella giunta rock muzzarelliana c’è addirittura una assessora alla smart city che in oltre due anni non ha fatto assolutamente nulla.
Abbiamo un sindaco che si è presentato alle elezioni raccontando di avere una marcia in più, usando un frasario automobilistico si faceva fotografare nelle zone a traffico limitato e non ci ha detto che la sua marcia in più era in realtà una marcia indietro più potente. In oltre due anni ha sbagliato tutto quello che ha fatto, da allora sono stati tutti selfie propagandistici e basta..
Non possiamo diventare una città smart se prima non diventiamo una città normale.
Dentro a questa normalità, che sia chiaro è ancora tutta da conquistare, dovremo cercare di rimediare a tanti errori commessi in nome di un “buon governo” che in realtà non è mai esistito. Semplicemente anni fa giravano più soldi e la gente faceva meno caso alle varie porcate che venivano fatte.i piani urbanistici venivano presentati in Piazza Grande e approvati per acclamazione. In una città normale dovremo imparare anche ad evitare di fare le cose in deroga ai regolamenti come le ridicole ciclabili modenesi. Sarà necessario per essere una città normale evitare i grandi fallimenti come ad esempio l’Erre Nord o la Manifattura oppure il Novi Park, il Mata, i Manichini della storia, le panchine con lo schienale rivolto al Duomo e vista sul negozio di un ottico, ecc. … l’elenco sarebbe troppo lungo.
Io non ho parentele politiche e distintivi, mi prendo la libertà di dire, fare, baciare soltanto quello che mi piace.
Grazie a chi vorrà mettersi in contatto per realizzare un progetto più ambizioso della smart city, quello di una città normale.
https://www.facebook.com/groups/cambiamomodena/?fref=ts

Gabriele Morelli

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Social media Manager at GMComunicazione
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