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Casse di espansione Secchi e panaro: opere non a norma? News 

Casse di espansione Secchi e panaro: opere non a norma?

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Depositata interrogazione sulle casse di espansione del Secchia e del Panaro. Chiediamo al Comune se c’è l’intenzione di nominare una commissione
Il MoVimento 5 Stelle Modena ha depositato un’interrogazione sulle incongruenze progettuali delle casse di espansione del Secchia e del Panaro, infrastrutture idrauliche costruire per difendere il territorio modenese da piene e alluvioni a cui da decenni mancano i collaudi finali volti a dichiarare la completa funzionalità delle opere.
In una dettagliata interrogazione, il M5S Modena ripercorre la lunga storia delle casse di espansione del Secchia e Panaro: opere che purtroppo sono ancora avvolte da una fitta serie di interrogativi e aspetti mai chiariti dagli Enti preposti e che pongono in dubbio la loro completa funzionalità. Per fare un esempio, il Ministero dei lavori pubblici e il Servizio dighe sollevarono una serie di “carenze progettuali” del manufatto regolatore/diga del Panaro. Oppure, sempre per la cassa del Panaro, è l’Autorità di bacino del fiume Po a evidenziare “che per la cassa di espansione non si dispone della documentazione tecnica di progetto, e quindi delle indagini svolte per la progettazione geotecnica”. Entrambe le dighe del Panaro e del Secchia durante l’alluvione del 19 gennaio 2014 hanno presentato un’infiltrazione nei manufatti regolatori, durante le fasi di piena del fiume. Il MoVimento 5 Stelle Modena concentra l’attenzione sull’iter progettuale delle due opere costruite ormai più di 40 anni fa, in merito al quale non risultano agli atti le procedure di collaudo finale, come invece prevede la normativa in materia seguita per la loro costruzione e contenuta nei contratti di progetto delle due casse di espansione. Il MoVimento 5 Stelle Modena chiede di sapere sulla base di quali informazioni Comune di Modena, Aipo e Protezione civile hanno considerato come “funzionanti” in diverse occasioni le casse di espansione di Secchia e Panaro. Inoltre in assenza di certificato di collaudo finale e dunque della chiusura dei rapporti contabili con le imprese esecutrici, che legittimerebbe la conclusione e la regolarità dei lavori, per entrambe le casse di espansione di Secchia e Panaro, si può configurare un danno erariale? Le opere in oggetto ancora oggi continuano a ricevere soldi pubblici, come nel caso dei 20 milioni di euro stanziati nel 2015 dalla Regione per aumentare il volume di invaso della cassa di espansione del Secchia. In questo caso, come intende procedere Aipo senza disporre preventivamente di prove di tenuta, collaudo e verifica dei manufatti esistenti costruiti quarant’anni fa? Situazioni al limite del paradosso sono presenti anche all’interno della cassa di espansione del Panaro. In zona di invaso e allagabile, si trovano infatti il Circolo Vivinatura, un’azienda di attività estrattive, un nucleo di abitazioni in località San Gaetano di San Cesario e un parco realizzato dal Comune di San Cesario con il contributo pubblico europeo di 240 mila euro. Per fugare i dubbi che da decenni aleggiano sulle due casse di espansione e mai chiariti alla cittadinanza, il MoVimento 5 Stelle Modena chiede se il Comune è intenzionato a nominare una commissione tecnico-amministrativa per analizzare e verificare l’intero iter, in merito alla regolarità e legittimità delle procedure seguite nell’esecuzione dei lavori. 

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