CIE abbiamo già dato, ma per lo sceriffo 24h è la prima volta e non vede l’ora

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Nei giorni scorsi è iniziata a circolare la notizia di una possibile e probabile riapertura del Cie a Modena, la quale è stata inserita dal Ministero dell’Interno tra le 11 città italiane (unica in Emilia Romagna) in cui sorgeranno i nuovi Cpr, i Centri permanenti per i rimpatri che sostituiranno i vecchi Cie. Questa possibilità, come il M5S Modena ha già ribadito con fermezza in precedenza, non è il modo corretto per gestire il fenomeno migratorio e l’accoglienza. L’esperienza del passato ha dimostrato quale esperienza fallimentare sia stata la vecchia struttura in via Alessandro La Marmora, protagonista di gravi vicende di violenza che hanno portato alla chiusura nel 2013. Quindi la storia insegna che i Cie sono uno strumento che non ha portato a nessun risultato. Com’è noto agli atti della cronaca, tale detenzione e privazione della libertà personale ha portato a gravi conseguenze anche nella struttura presente nel nostro territorio, la quale non solo non è stata in grado di garantire il rispetto dei diritti umani e della dignità delle persone, ma ha anche sottratto ai corpi dello Stato, il personale delle Forze dell’ordine impegnate nella protezione della sicurezza pubblica sul territorio. Tutto questo deve fare riflettere in quanto il ripristino di un Cie a Modena per il M5S Modena condurrebbe a un ipotetico identico risultato fallimentare, alimentando sprechi, illegalità, con pesanti multe (pagate dai cittadini italiani) senza garantire una idonea prevenzione e repressione dei fenomeni illegali legati all’immigrazione. I rimpatri non funzionano perché non si riesce a fare accordi con i paesi di provenienza. Quindi dopo un certo tempo di reclusione lo Stato mette in libertà i migranti detenuti nei Cie (ora CpR); rimpatriamo solo una piccola percentuale di migranti e li deteniamo in condizione disumane. Inoltre dato che poi la maggior parte delle persone vengono rilasciate, restano come irregolari sul territorio senza documenti, e vanno a finire nelle maglie dell’illegalità.

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