Cosa conosce Muzzarelli del rock ?

Cosa conosce Muzzarelli del rock ?
Ci sono concerti che stabiliscono dei record inventati ed altri che sono entrati nella storia o hanno contribuito a cambiarla.
Questo è il primo di alcuni articoli che dedichiamo alla storia del rock, è il nostro contributo populista e bastian contrario al conformismo dominante, alla lotta al pensiero unico, per la crescita di una consapevolezza che come cittadini vogliamo esprimere parlando di cultura, di musica, come di urbanistica, di partecipazione e di tutela del verde pubblico.

«Non sono venuto qui per cantare a favore o contro alcun governo, ma soltanto a suonarvi rock’n’roll, nella speranza che un giorno tutte le barriere possano essere abbattute» in un tedesco appena comprensibile, da un palco insolito situato a Berlino Est sotto la sorveglianza militare, Bruce Springsteen pronunciò queste parole il 19 di luglio del 1988 di fronte a un pubblico di 300mila persone. Appena dopo cantò Chimes of Freedom e la folla impazzì. Fu il maggior concerto della storia della DDR. Nel 25° anniversario di quella data, un libro racconta che fu un momento fondamentale per la liberazione delle coscienze dei cittadini di Berlino Est e che contribuì alla caduta del Muro.

«Springsteen salì sul palco, cantò per quattro ore di fronte a una platea infinita di 300.000 persone», ricorda Kirschbaum, «è stato un momento decisivo, a mio parere. Diede ai presenti ancora più voglia di libertà, quella stessa libertà che Springsteen ha sempre osannato nelle sue canzoni. Nel 1988 la Germania Est si apriva leggermente al rock occidentale, una musica che fino a poco tempo prima veniva descritta come “decadente”». Eppure negli ultimi anni precedenti alla caduta del muro Born in the USA si poteva acquistare nella Germania Est e il pubblico conosceva perfettamente il testo del singolo. Per questo ebbe un significato particolare che i giovani dell’Est partecipassero consapevolmente a un evento simile, autorizzato, vigilato dalla Stasi, ma pur sempre un concerto di Bruce Springsteen in terra comunista.

«In particolare fu quella frase “la speranza che tutte le barriere possano essere abbattute” che arrivó direttamente al petto. Nessuno prima aveva mai osato lanciare un messaggio simile da un palcoscenico della DDR». Con la parola “barriere”, Springsteen si riferiva chiaramente al muro di Berlino, ma l’organizzazione gli impedí di usare la parola “muro”: una critica così diretta non sarebbe stata accettata.

Fonte
http://www.linkiesta.it/it/article/2013/07/19/il-concerto-di-springsteen-che-fece-cadere-il-muro/15225/