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Vasco comunque vada sarà un successo e anche un fiasco

E’ una immagine che simboleggia lo stato confusionale permanente di una giunta comunale senza cultura. Il sindaco ne ha fatto pubblicare una simile sulla sua pagina Facebook, è l’immagine di un vuoto progettuale che non sarà riempito nemmeno con i 220 mila spettatori paganti, record inutile come lo zampone più grande del mondo. Un super mega palco che viene costruito un mese prima è uno stratagemma di marketing per tenere viva un’attenzione su un evento che si è voluto a tutti i costi costruire al massimo per mascherare il minimo culturale, i vuoti contenuti, le mostre fallimentari  che si vivono in città. Un palco con una struttura troppo grande, inutilmente esagerata quasi a puntellare un rock musicalmente provinciale.
I gusti musicali non possono essere discussi più di tanto. A qualcuno piace Toto Cutugno, ad altri il Volo, ad altri ancora Vasco.
Si può discutere però su come certi eventi vengono organizzati in una città come Modena e sul messaggio del Sindaco ai cittadini “Dovete avere pazienza”
Come si fa ad esaltare un evento musicale come unico, come un’opportunità imperdibile per Modena e poi chiedere ai cittadini di avere pazienza per gli inevitabili disagi.
Il sindaco rochettaro dovrebbe motivare i cittadini a festeggiare anche rimanendo chiusi in casa invece di raccomandare la pazienza ormai finita.

Da molto tempo Modena è incapace di fare cultura e forse anche di produrre divertimento. Una città noiosa e amministrata da una giunta scadente che spende male i soldi pubblici, quelli dei cittadini, senza ottenere risultati veri. E’ la Modena del progetto mense popolari in cemento armato nel Parco delle Rimenbranze. E’ la Modena dei Giardini del Gusto a cui non è andato nessuno ma che è costato tanto. E’ la modena del Mata, delle mostre flop, dei manichini della storia che nessuno ha visto, delle figurine che nessuno ha voluto vedere, delle tante figuracce muzzarelliane, dalle foto in carrozzina, agli abbracci, all’arroganza del fare senza pensare che poi equivale ad andare al massimo pensando al minimo.

La cultura è altro.

Non basta organizzare lectio magistralis come se fossero omelie laiche e collocarle dentro a sagre di paese per fare cultura, come non basta raddoppiare gli abitanti di Modena per un giorno per fare un concerto unico che sarà certamente un successo, ma che sarà anche il fiasco colossale delle politiche culturali cittadine che dopo 10 anni dalla morte non sono ancora riuscite a rendere omaggio ad un certo Pavarotti, che ugualmente non hanno ancora saputo adeguatamente valorizzare un certo Enzo Ferrari se non per aver costruito il MEF e poi, verificata l’incapacità gestionale, averlo regalato all’azienda di Maranello che lo utilizza come museo secondario rispetto a quello principale.
L’assessore Guerzoni in Consiglio comunala ha magnficato la visibilità che avrà la città tramite l’evento del concerto. Muzzarelli ha esaltato il concerto in tutti i modi possibili. Entrambi hanno dimenticato che non arriveranno in città 200 mila turisti, ma 200 mila fans di Vasco che sono un’altra cosa, perchè sono adoranti, perchè per loro è come un padre spirituale, un guru mediatico anche se non sa cantare, in lui i fans si identificano e si proiettano.
I fans di Vasco sono quelli che scrivono: “Ho mio madre in ospedale e non penso che ce la farà. Vasco dammi la forza !!! ”
Non sono turisti, sono fans. a loro non interessano i nostri beni culturali e nemmeno i nostri prodotti.
Vive­re al massimo, perché la vita è un nulla nelle mani del caso o del caos, pensare al minimo. Sembra quasi il programma politico muzzarelliano.
Gabriele Morelli

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Social media Manager at GMComunicazione
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