No Vasco, io sono stanco e non ci casco

A leggere i simil editoriali del gazzettino gastro rock oppure alcuni simil articoli firmati da un noto frequentatore di corridoi istituzionali e pubblicati sulla Pressa online o ancora certi commenti di radicali liberi convertiti al renzismo, si avverte un senso di impotenza che fa pensare che a Modena mai niente potrà cambiare.
E’ come se tra Modena e il cambiamento ci fosse di mezzo la modenesità, una specie rara di atteggiamento che vergognandosi del provincialismo finisce per essere più provinciale della più sgangherata sagra paesana.
Fin dall’inizio l’evento è stato esaltato oltre ogni misura come un evento unico di una portata tale che Modena non poteva assolutamente perdere, una occasione di marketing che avrebbe portato la città sui media internazionali, promuovendone l’immagine e l’economia. Una esaltazione senza precedenti.
Il simil direttore del gazzettino gastro rock ancora oggi lo definisce il più grande concerto della storia.
Dove ? Quando ? Perchè ?
Si è voluto a tutto i costi inventare un record, quello degli spettatori paganti che a pensarci bene contiene una buona dose di meschinità, di business, di macchina da soldi.
I più grandi concerti non solo della storia del rock ma che hanno contribuito a fare la storia dell’umanità sono stati tutti gratuiti, molti organizzati per beneficenza, altri con forti tematiche di contestazione politica e contenuti ambientalisti.
Che piaccia o no alla giunta comunale, alla bulimia politica muzzarelliana il concerto di Vasco a Modena non entrerà mai nei gradi concerti rock e pop che si sono svolti in Brasile, a Berlino, a Mosca.
Qualche coglionazzo invasato in un commento su Facebook lo ha paragonato a Woodstock.
Dove ? Qunado? Perchè ?
Sappiamo di cosa stiamo parlano oppure le parole ci cascano fuori dalla bocca.
Perchè un medio piccola città di provincia deve ospitare un evento da grande metropoli ?
Dovè il senso di una scelta esagerata, spericolata, irresponsabile ?
Costretti ad ammettere che ci saranno notevoli disagi, negli ultimi tempi si moltiplicano da parte di non assessori, non giornalisti, veri salottieri disposti anche allo sgabello pur di accomodarsi nei corridoi dei salotti istituzionali, gli appelli alla pazienza, a sperare tutti insieme che tutto vada bene.
Perchè ?
Non siamo più nella condizione di improvvisare, di organizzare eventi reclamizzati come unici e cosmici e poi di chiedere ai cittadini pazienza per i disagi.
C’è qualcosa che tocca e tanto.
Non è stato diffuso un solo dato utile sul piano del marketing che consenta di fare qualche valutazione sulla effettiva utilità di immagine, di indotto, di promozione turistica che l’evento potrebbe avere.
Andrà tutto bene come ho già scritto in altro articolo, quindi i salottieri si tranquillizzino, ma andrà tutto bene perchè i modenesi sopporteranno, brontolando, ma sopporteranno disagi.
Non può essere questo il modo per organizzare eventi a Modena.
Alla fine ci sarà un solo vincitore, il guadagno milionario della produzione e personalmente di Vasco che è talmente legato a Modena da non essere nemmeno a conoscenza che il parco fosse dedicato a Enzo Ferrari.