Modena, una città senza dissenso

Modena è una città senza dissenso, l’opposizione non esiste o se c’è dorme di un sonno profondo, intorpidita e senza idee. Manca una vera informazione, un giornalismo di inchiesta che faccia luce su tanti aspetti di consociativismo politico-economico che ha costituito negli anni il “sistema Modena” , un sistema di potere finalizzato alla rigenerazione di sè stesso all’infinito in modo ermafrodita.
Dopo l’esperienza di Prima Pagina, liquidata in fretta dal suo editore – tutti sappiamo per quale motivo – giornale in ogni caso letto da poche persone, mi ha abbastanza deluso La Pressa online probabilmente per l’ingresso in redazione di personaggi che al massimo possono scrivere dei bigliettini di auguri o meglio di condoglianze, considerata la tristezza che spargono.
Rimane il fatto che il dissenso a Modena non esiste e quando molti anni fa qualcuno ha provato a fare della contestazione vera è stato ricoverato prima in manicomio e riempito di botte. Anche questa è Modena. Anche la Modena senza dissenso ha bisogno di essere raccontata, forse molto di più di quella del consenso o della rassegnazione.
L’ultima intrapresa politico amministrativa di una giunta comunale eletta, seppur legittimamente, da una minoranza di cittadini, il concertone che viene definito dal gazzettino gastro-rock come “il più grande di tutti tempi” raccontando una balla colossale fuori non solo dalla storia della musica ma dalla storia in generale, è la dimostrazione ad un tempo di arroganza e bulimia politica e di consenso e rassegnazione.
E’ consenso o rassegnazione ? E’ secondo me una bella domanda e chissà che un giorno a qualcuno venga voglia di cercare una risposta.
Per quanto mi riguarda, io continuerò a parlare e scrivere per come sono capace in nome di un dissenso che non c’è, che non si esprime, sotterraneo, ringraziando se qualcuno ogni tanto mi vorrà dare una mano perchè non facile raccontare qualcosa che non c’è.
Chi mi conosce sa che io non ne faccio una questione di schieramento, che non ho parentele politiche, che non sono tifoso di nessuna squadra. A volte qualcuno mi accusa di colpire soltanto l’amministrazione comunale. E chi dovrei criticare ? Sono 70 anni che abbiamo la stessa amministrazione ! Se l’opposizione facesse qualcosa, proponesse una strategia, un progetto, esprimesse delle idee potrei avere dei temi di confronto, ma questo non accade e raccontare storie di fantasmi non è il mio genere letterario preferito.
Quindi avanti con il Mata, avanti a costruire contenitori senza contenuti, avanti con i nuovi quartieri periferici in cui sarà impossibile per le persone essere felici, avanti con ‘agonia del mercato Albinelli, avanti con le ciclabili in deroga, con le sagre da strapaese, con la non cultura, la non arte, il livello da encefalogramma piatto sostenuto anche da salottieri di sinistra, sempre un po’ più a sinistra degli altri e frequentarori assidui di corridoi istituzionali.
Confido nella capacità di Muzzarelli di distruggere il consenso rassegnato che si respira su ogni iniziativa intrapresa dalla giunta comunale e attuata senza che l’opposizione esprima un semplice “ma … ”
Forse Muzzarelli sta lavorando da quando è stato eletto per realizzare una impresa epica, mai riuscita a nessuno dei suoi predecessori, quella di cambiare per sempre il governo della città, creando dal nulla una opposizione che non c’è mai stata, ma che una volta espresso il primo vagito saprà progettare e realizzare il futuro.
Ignoro i motivi personali che spingono Muzzarelli a muoversi in questa direzione, ma gli auguro lunga vita politica (almeno fino alle prossime elezioni)
Sognare non costa nulla …. o c’è una tassa in arrivo ?