You are here
Fuori dal coro, altrimenti è contagio News 

Fuori dal coro, altrimenti è contagio

Ieri sera ho lavorato ad un paio di siti che sto predisponendo e avendo il televisore acceso ho seguito la diretta Rai sul concerto epocale. Qualcuno lo troverà strano ma spesso io guardo il televisore con il volume a zero. Mi bastano le immagini. Ieri sera ho scelto di alzare il volume soltanto durante gli interventi di Bonolis. Il motivo è semplice, le canzoni di Vasco più o meno le conosco tutte mentre gli sproloqui del conduttore televisivo no. Personalmente ho sempre considerato Bonolis un mentecatto professionale dotato di una ignoranza straordinaria che gli consente di dire qualsiasi cosa senza provare vergogna. Nella diretta Rai del concerto è riuscito ad infilare una serie di castronerie spolverate da banalità da costituire un punto fermo, mi auguro uno stop, nella sua carriera.
Indipendentemente da Bonolis non ho però ricevuto una sensazione particolarmente stimolante nemmeno dal concerto. Voi direte che avrei dovuto alzare il volume dell’audio, ma non è questo il motivo. C’era qualcosa di troppo artificioso, quasi artefatto, troppo studiato, troppo preparato per mesi e mesi, troppo da effetto speciale multiplo e continuato. E’ vero che i concerti moderni fanno ormai ampio uso della tecnologia visuale dagli schermi sempre più definiti agli effetti led sempre più spettacolari. Penso però che un concerto debba mantenere un equilibrio tra voce, musica ed effetto spettacolare. Equilibrio che a mio modo di vedere è mancato precipitando addirittura in quel finale pirotecnico da sagra parrocchiale unita per l’occasione alla conclusione della festa dell’unità provinciale.
Dopo aver comunque dormito il sonno del giusto questa mattina leggo commenti esaltati, inneggianti al concerto epocale, al Vasco mondiale, al tutto bellissimo, perfetto, al “non avrei mai detto che fosse così”, complimenti all’organizzazione, deliri scritti e postati su Facebook anche da persone insospettabili, con un lavoro serio e di responsabilità, quasi normali nella vita quotidiana.
Evidentemente il mucchio, il branco, la folla diminuiscono le capacità critiche e sollecitano il delirio, il canto corale, il karaoke. I giornaletti locali titolano apiena pagina amplificando ulteriormente un concerto che io personalmente ho vissuto più come revival di un Vasco che ormai non esiste più, a tratti goffo sul palco, anche se tra un effetto speciale e l’altro possiamo dire che ancora regge.
Tutto questo appartiene ai miei gusti personali e mi rendo perfettamente conto che altri possano avere gusti e sensibilità diverse. In fondo ritengo che discutere di preferenze musicali abbia poco senso, lo stesso poco senso che può avere discutere più di tanto su un’opera d’arte. Quello che faccio fatica a sopportare è che a Modena esprimere liberamente il proprio pensiero, anche dicendo questo mi piace e questo no, a volte suscita reazioni che arrivano fino all’insulto.
Muzzarelli spesso parla di collettività, intendendo due cose, la sua collettività e e tutta la collettività che deve essere d’accordo con lui.
Ricordo che Pighi definiva la festa provinciale dell’unità come la festa dei modenesi.
Non può essere così.
Io ho una idea di città che è costituita da più collettività differenti che a volte si incontrano, partecipano alle stesse attività, vivono gli stessi eventi, altre volte no, rimangono distanti e partecipano a situazioni diverse, anche molto diverse, sul piano culturale, politico, artistico, del divertimento e dello spettacolo. La città rappresenta e garantisce la somma dei luoghi in cui le comunità si riconoscono.
Altrimenti significa una omologazione insopportabile e invivibile, almeno per me.
Diverse persone tra ieri sera e stamattina hanno postato commenti enfatizzando la gioia dei partecipanti al concerto, la loro manifesta educazione nell’attraversare una città vuota e messa a loro disposizione, altri hanno esaltato una città finalmente pedonale e ciclabile. E’ delirio questo, delirio collettivo, pericoloso e contagioso.
E’ un po’ come sostenere che quando al sabato pomeriggio la gente riempie la via Emilia camminando in mezzo alla strada questo favorisce il commercio ed i negozi ne traggono profitto.
Dipende. Se qualcuno entra e compra i negozi ne hanno un guadagno, Se tutti si limitano a passeggiare avanti e indietro  per i negozi è una frustrazione.
Non basta vedere persone allegre, forse anche simpatiche che camminano per strada per un giorno in cui i cittadini modenesi si sono ritirati e chiusi in casa, prestando la loro città ad altri cittadini provenienti da altre città per esaltare una città pedonale, ciclabile e piena di vita che in realtà non esiste.
Possiamo anche far finta che tutto sia stato bello e straordinario, possiamo far finta che l’organizzazione sia stata perfetta, occorre mantenere i piedi per terra e non dimenticare che se per qualche ora qualcuno si è illuso di vivere in una favola è stato soltanto per altri, soprattutto anziani, si sono chiusi in casa, perchè altri hanno fatto straordinari e doppi turni che non saranno pagati, perchè lo stato attraverso la presenza delle forze dell’ordine e dei loro mezzi si è accollato una parte dei costi per far guadagnare un gruppo privato, perchè altri, soprattutto i più deboli sono rimasti senza il trasporto pubblico, perchè una massa di volontari per ragioni di partito o per convinzioni personali hanno lavorato come di muli.
La mia è un’altra città.
Che io salottieri, snob e chic, quelli che si vantano di conoscere tutti , quelli che credono di avere un ruolo nella politica locale, sempre più grigia, brutta, sporca e cattiva festeggino la loro illusione di festa e inneggino al sindaco scadente.
La mia è un’altra città.

Le foto che seguono sono un un piccolo esempio di una città collassata.
Sembrano immagini di guerra più che di festa, immagini disperate più che gioiose

Gabriele Morelli

Gabriele Morelli

Social media Manager at GMComunicazione
Gabriele Morelli

Latest posts by Gabriele Morelli (see all)

Related posts

Modena Come giornale online Modena Come giornale online Emilia Romagna. GMComunicazione - modenacome@gmail.com
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: