L’occasione fa l’uomo artista

Ripubblico un post raccolto su internet su una iniziativa che si svolge in diverse città italiane ed europee che trovo particolarmente interessante per le potenzialità di mettere in movimento la creatività delle persone all’interno delle città troppo spesso spente o degradate o semplicemente monotone sia sul piano visivo che delle dinamiche interpersonali.
In ogni città ci sono zone abbandonate, grige, non solo nelle periferie ma anche nei centri storici. Questa esperienza richiede un solo pre-requisito per essere attivata, una buona dose di senso civico e di consapevolezza di cosa siano i beni comuni.
Per il resto può rappresentare un ottimo modo di creare vivacità e scambio culturale a costo zero. 

L’occasione fa l’uomo artista

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Un “furto” di tele in atto

L’ultima novità dell’Arte metropolitana? Si può rubare. Senza conseguenze. Anzi, è l’artista che ve lo chiede, invitandovi a partecipare al suo progetto, facendo di voi dei ladri-critici d’arte-performers. È l’ultima frontiera dell’Arte di strada, altresì detta Street Art, o Arte urbana, o Arte metropolitana. È Arte da rubare. L’obiettivo è quello di realizzare negli angoli più disparati delle città, delle “invasioni” di opere d’Arte, disseminate come tracce di una caccia al tesoro, e pronte per essere rubate dai passanti che saranno abbastanza attenti da rendersi conto di avere una creazione artistica proprio a portata di mano. Si sa, l’occasione fa l’uomo ladro. O in questo caso artista.

Tutto nasce nel 2005, da due artisti romani e un terzo compagno tedesco. I tre vengono dal mondo del writing, sono quindi per Dna legati all’idea di un’Arte pubblica, alla portata della vita quotidiana di ogni cittadino. Ma decidono di fare un passo in più: Canz decide una notte di abbandonare per le strade di Roma alcuni suoi lavori, perché potessero essere visti dai passanti. La mattina dopo le tele erano state rubate. A questo punto scatta l’idea: Canz ritorna in strada, ma questa volta, prima di abbandonare le sue creazioni, le accompagna con un bigliettino. Lo street artist lascia ai futuri “ladri” la sua mail, così che inizia a ricevere i primi messaggi dai passanti conquistati dalla sua Arte. Al punto da volerla rubare. Nel tempo la tecnica si perfeziona, tanto che il collettivo Arte da rubare raccoglie nuovi partecipanti. Oltre ai “pionieri” Emme.xyz e Zeitwille, sul sito ufficiale del gruppo sono oggi presenti altri artisti.E l’invito ad unirsi al gruppo è sempre aperto.

Se vi capita quindi di notare in giro per la città un quadro, una scultura, un’installazione apparentemente abbandonata, aprite gli occhi. Solitamente l’invito a rubarla è palese. I lavori sono infatti accompagnati da un bigliettino che recita:

Questa opera può essere presa liberamente, se avrai voglia di appenderla, ti prego di mandare una foto e se vuoi un messaggio.

E i messaggi dei “ladri” si sono accumulati, dimostrando come il progetto di Arte da rubare, abbia davvero attecchito nella sensibilità del tessuto urbano. Sul sito del collettivo, uno dei commenti lasciati da chi non ha saputo resistere a sottrarre un’opera “abbandonata” per le strade di Roma dice:

È grazie a te, e a persone come te, che ancora crediamo in questa città. Grazie per la tela (di cui faremo buon uso).

Ma quale è allora il punto di queste opere disseminate o abbandonate negli angoli di Roma, come di Bogotà? Il collettivo Arte da rubare non promuove un semplice invito al “furto”, ma è mosso dalla  volontà di invitare il semplice passante ad aprire gli occhi sulla realtà quotidiana che lo circonda, e a diventare “cacciatore di bellezza” nella ripetitività della metropoli. Si tratta di “educare” il cittadino a guardare con occhi nuovi un banale angolo di strada, e ad avere il coraggio di rompere la routine quotidiana e compiere un gesto “clandestino”, inaspettato ed irriverente. Si tratta di portare l’Arte fuori dai musei e renderla accessibile a tutti. La Street Art tout court lo ha già fatto, disseminando i muri dei quartieri con creazioni che tutti possono ammirare. Arte da rubare compie un passo in più. L’Arte diventa talmente alla portata di tutti, che tutti la possono portare a casa. Il passante qualunque viene così direttamente coinvolto nella performance artistica, si fa critico ed osservatore, anello indispensabile della catena di diffusione di Bellezza.

Così spiega il collettivo sul sito:

Il valore delle nostre opere è nel trasformare lo spettatore in l’artista inconsapevole. Rubando l’opera, e immortalando il momento in una foto o in un video trasformiamo il “Rubare” arte in “Creare” arte. L’opera e’ completa quando il ladro d’arte, ora artista, capisce che l’opera e’ progettata per essere rubata e come riconoscimento invia un messaggio, a dimostrazione dell’adozione nella nuova casa dell’opera d’arte.

Arte da rubare: l’occasione fa l’uomo artista