Le panchine della demenza

Le panchine in oggetto che io avevo già fotografato 4 anni fa sembrano delle normali panchine e in effetti lo sono, ma hanno una particolarità che le rende uniche, la collocazione e l’orientamento.

Ci troviamo in Largo Sant’Eufemia e ieri sera trovandomi in centro mi è tornato in mente dopo 4 anni quel particolare che rende queste due panchine una vera eccellenza modenese unica al mondo. Via Sant’Eufemia inizia con tratto breve e molto stretto esattamente davanti al Duomo, poi si allarga creando una piccola piazzetta e dopo si restringe nuovamente proseguendo dietro a Palazzo Solmi e la ex Caserma dei Carabinieri oggi vuota e abbandonata, ma presidiata.
E’ una piccola zona di Modena, una delle tante del centro, che dovrebbero essere valorizzate con cura e intelligenza.
Come si può notare le due panchine non sono orientate verso la piazzetta, il Largo Sant’Eufemia, che offre sul fondo uno scorcio di straordinaria bellezza lasciando intravedere il Duomo quasi ad invitare chiunque sia di passaggio a fermarsi una attimo e poi proseguire attratto dalla luce bianca riflessa dal Duomo, ma sono collocate esattamente al contrario di qualsiasi logica e buon senso con lo schienale rivolto allo scorcio del Duomo che si intravede.

Un turista seduto vicina alla chiesa può ammirare per ore la vetrina del negozio dell’ottico e il proseguimento della strada. Sedendosi sull’altra panchina vedrebbe soltanto il muro del palazzo e la vetrina del negozio.

Se le panchine fossero state collocate con un minimo di criterio estetico e normale buon senso la visione cambierebbe completamente perchè davanti ai nostri occhi avremmo il Largo Sant’Eufemia e lo scorcio impareggiabile che lascia intravedere il Duomo e invita dopo una sosta di ammirazione a proseguire in quella direzione.

A parte il furgone che non dovrebbe essere parcheggiato in quella posizione, la visuale cambia completamente ed esprime una bellezza unica e suggestiva.
Tra l’altro la dimensione molto contenuta di Largo Sant’Eufemia suggerisce in modo naturale  a chiunque di collocare le panchine attorno allo spazio a bilanciare i tavolini dei bar e creando una sorta di salotto all’aperto invitante per una breve sosta.
Non è difficile, in questo caso è sufficiente un furgone in meno e due panchine orientate nel verso giusto.
Queste due panchine, già segnalate 4 anni fa, sono emblematiche dell’incuria, della disattenzione, della vera e propria demenza culturale che abita nelle teste dei geni comunali.
Io, un cittadino qualsiasi, voglio sapere il nome, il cognome e vedere la faccia di chi ha autorizzato la collocazione delle due panchine. Chiedo inoltre che venga quantificato il danno di immagine turistica e culturale arrecato alla città.