A Modena delitto e castigo per la bruciante sconfitta

di Adriano Primo Baldi

LUCIANO PAVAROTTI: A VERONA LE CELEBRAZIONI PER IL DECIMO ANNIVERSARIO DALLA MORTE
A Modena delitto e castigo per la bruciante sconfitta

“NON RIUSCIAMO A COMPETERE CON VERONA, DEVE MORIRE IL 5 SETTEMBRE!”

Gianpietro Cavazza, e il suo re, sono apparsi a mezzanotte. Come Amleto. Preceduti da bagliori di luce accecante, l’assessore modenese alla cultura si è appartato con re dormiente Gian Carlo Muzzarelli I da Fanano, per meditare vendetta a seguito dell’onta subita da una bruciante sconfitta. Sarà, infatti, Verona (città prediletta da Re Teodorico il Grande) a celebrare i dieci anni dalla morte di Luciano Pavarotti. Si tratta di una decisione presa da Regina Nicoletta Mantovani. Decisione legittima poiché nessuno dal Comune di Modena si era fatto vivo. Uscito lentamente dal letargo, re dormiente, si è reso conto di aver fatto un’altra figuraccia. Sperando di rimediare ha incaricato il fantasma di corte, Cavazza da Modena, di riparare al “bidone” ricevuto dalla regina. Così, dopo dieci anni di totale esclusione, hanno finalmente offerto al maestro Leone Magiera la direzione artistica delle celebrazioni modenesi di un anniversario (il decimo) dedicato alla scomparsa di Luciano Pavarotti.

E’ noto che le vere celebrazioni del grande tenore sono quelle che Regina Nicoletta ha trasferito a Verona, e che la Rai manderà in diretta eurovisiva tutta la serata che avrà come protagonisti i personaggi più famosi della lirica e del pop. A nessuno è sfuggito lo sgarbo fatto alla città di Modena. In un colpo solo, colei che regna sul capitale ereditato e sul nome del grande cantante, anch’esso ereditato, ha ferito una città e ne ha ridicolizzato il sindaco. Va detto, a onor del vero, che la responsabilità principale di questa scelta è attribuibile alla sonnolenza del sindaco stesso. Nicoletta, agile e intuitiva, anziché svegliare re dormiente Gian Carlo Muzzarelli I da Fanano, da un sonno che solo chi ha respirato l’aria dei monti può sostenere senza cadere in apnea, se l’è svignata in punta di piedi verso Verona, e a cose fatte ha comunicato il suo programma celebrativo alla stampa.

Vediamo cosa si nasconde dietro ciò che appare: ben sapendo che – come sosteneva già da diversi secoli Pio Rossi – ciò che appare non è quasi mai la verità. Leone Magiera è musicista di fama, onorato nei più importanti teatri del mondo; ma fin qui ignorato dalla città di Modena in tutte le ricorrenze della morte di Pavarotti, e ciò per compiacere l’erede Regina Nicoletta. Tra la famiglia Magiera e Nicoletta vi fu una querela poi ritirata per accordo tra le parti, ma da quel momento l’insigne maestro, per volere di Nicoletta, è scomparso dalla vita artistica di Pavarotti, anche se per oltre cinquant’anni ne è stato l’insegnante e l’amico inseparabile. Sul palcoscenico e nella vita. A dieci anni dalla morte, Pavarotti, è finalmente ricordato a Modena dall’amico di sempre.

Re dormiente, dopo avere appreso la notizia delle celebrazioni a Verona, ha avuto un solo pensiero: vendicarsi del torto subito. “Chi è il musicista più inviso a Nicoletta?” Leone Magiera, ha risposto fulmineo il fantasma di corte. “Leone Magiera? Interpelliamolo; gli assegniamo un budget modesto per un programma che ogni teatro potrebbe mettere in scena: realizzeremo quel che si può, ma in fondo non si tratta che di un rimedio. Anzi, si tratta della restituzione a Nicoletta di un dispetto. Non riusciremo a togliere la scena a Verona, questo è certo, ma coinvolgendo il maestro Magiera, escluso per dieci anni dalla Mantovani da ogni celebrazione, è una freccia avvelenata che lanciamo alla despota”.

Per essere credibili i regnanti comunali avrebbero dovuto, e non all’ultimo momento ma da molto tempo, assegnare a Magiera l’incarico di programmare un evento di carattere internazionale con l’impegno di coinvolgere le grandi orchestre del mondo: dalla Gewandhausorchester, ai Berliner Philharmoniker, alla London Symphony Orchestra, alla Scala di Milano; invitando i più importanti direttori; e i musicologi italiani e stranieri di maggior valore, oltre a cantanti come Carmela Remigio, provenienti da ogni dove. Per realizzare un simile programma era necessaria una preparazione di almeno due o tre anni. Oltre al sostegno finanziario della Comunità Europea; dei grandi sponsor; del Ministero e altro ancora. Poteva essere un’occasione per restituire a Pavarotti quel ruolo di cantante lirico che l’ha imposto al mondo; trascurando finalmente quello finto e commerciale del cantante pop. Ruolo quest’ultimo nel quale sono assai più adatti i vari Elton John e quelli del Pavarotti And Friends, così cari a Regina Nicoletta. Un programma come questo, sia pure indicato a grandi linee, richiedeva che i comunali locali si distogliessero dalle abituali sagre paesane da sottocultura: vedi La Traviata al lambrusco in piazza XX settembre realizzata dal Salotto Aggazzotti a cura di un’ex venditrice d’insaccati prima e di pellami poi, tale Sabrina Gasparini; e vedi le iniziative della pensionata dell’ufficio sport Maria Carafoli, ideologa per la cultura di re dormiente Gian Carlo Muzzarelli I da Fanano, che li finanzia con i nostri soldi. Più sono scarsi e incompetenti più i loro simili li incaricano e li richiamano! Le clientele di basso livello son così!

Incaricando Leone Magiera hanno fatto finalmente una scelta giusta: ma se Regina Nicoletta non avesse <bidonato> Modena, Magiera sarebbe rimasto ignorato come nelle commemorazioni precedenti. E lui, gran musicista, intelligente e colto, lo sa.

Nelle serate successive alla notizia che ha umiliato Modena, gli incontri di mezzanotte sono stati numerosi. Uno in particolare, fin da subito non lasciava presagire nulla di buono. Re dormiente si aggirava minaccioso intorno alla torre Ghirlandina che conserva la secchia già troppe volte rapita. “Chi è là?” Chi va là?” “Fermatevi!” “Lunga vita al re!” “Ah, sei tu Gianpietro!” All’improvviso il buio si è fatto più intenso; il cièlo annunciava un’imminente tempesta. Si udirono rumori terrificanti di passi affrettati, minacce invisibili di sinistri incombenti seminarono il panico. A un tratto accadde l’inverosimile. Un colpo di scena che nessuno si sarebbe aspettato: Luciano Pavarotti è apparso ai fantasmi Cavazza e re dormiente Gian Carlo Muzzarelli I da Fanano. “Voi mentite – ha urlato il tenore – non avete amore per me. La mancanza di conoscenza vi travolgerà. Saper mentire non vuol dire sapere cos’è la verità!”.

Sorpresi e sconcertati; sconfitti nella battaglia con Verona, re dormiente e Gianpietro, approfittano del fatto di essere soli, e a tradimento lo trafiggono anticipandone la morte al 5 settembre. Siamo alle “Idi” che secondo il <calendario giuliano> comprende il cinque del mese. Se lo avessero lasciato vivere un altro giorno, le celebrazioni modenesi non sarebbero state seguite da nessuno. All’attenzione nazionale e internazionale il sei settembre c’è Verona con una diretta televisiva che ha per protagonisti i più importanti big del rock, del pop e della lirica. Situazione insopportabile.

Non riusciamo a competere con Verona, deve morire il cinque settembre!” Sentenziò perentorio re dormiente. “Così sia!” Proferì il fantasma di corte. No! No! No! Gridò forte Luciano Pavarotti stringendosi la barba tra le mani. Ombre! Sibili! Rumori! Notte di lutto! Nunzio di eventi manipolati! Il fantasma Cavazza, temendo la reazione, e colto da improvviso timore, lo aveva supplicato: “Luciano, canta! Non parlare, canta! Non mentono forse tutte le parole? Canta!” Pavarotti non rispose! Fu silenzio profondo! E … in un momento scomparve. In quell’attimo Gianpietro si rivolse tremante a re dormiente esclamando “Lo abbiamo ucciso!”

Perché se n’è andato così di fretta?  Tornerem, sacra corona, Dopo il voto che ci aspetta? Mala Giunta è questa mia,  Mala sorte mi toccò: Sol la Vergine Maria Sa se io ritornerò.”

La calma che ne seguì sconvolse i protagonisti con terrificanti visioni d’insidie al trono: videro spuntare l’assessore Ludovica Carla Ferrari in un’immagine sfuocata sullo sfondo. Di spalle, Francesca Maletti. “Orrore! Orrore! Tre volte orrore!” Rumori! Lampi! Fulmini accecanti! Si udì forte, tra i tuoni, un urlo agghiacciante nel cuore della notte: gelà, gelati! Al canto soffuso del coro consiliare di piazza Grande si sono accese nel cielo cinque stelle … Not-te! Notte d’orror! In lontananza, con voce flebile, il fantasma Giampietro indica quasi in sordina e con voce tremante l’orizzonte … “Guardate, sire: tutto si dissolve!”. Re dormiente, bianco in volto e avvolto in un ampio mantello, con il cappuccio calato fin sugli occhi, svanisce nel nulla. Niente ha più certezza. “Non si sa più né morire né vivere”. E’ ritornata la quiete. No, signori della Giunta: “Non s’impara a volare volando!”.

Adriano Primo Baldi