Modena Fc, responsabilità

Modena FC, posizione del M5S
Movimento 5 Stelle Modena: «Oltre alle responsabilità dirette della società calcistica, c’è anche una responsabilità da parte del Comune. Recuperare i crediti da società anonime richiede complesse rogatorie internazionali dagli esiti incerti»
La partita del Modena calcio diventa complicata anche per i cittadini modenesi chiamati a sobbarcarsi 4 milioni di euro di debiti insoluti verso il Comune dalla società calcistica. Ora il Comune dovrà metter mano al portafoglio per saldare le rate scoperte del mutuo pari a 4 milioni di euro acceso dal Modena FC con l’Istituto del Credito sportivo. Una situazione che ha portato alla cessazione della convenzione per la gestione dello stadio Braglia sottoscritta due anni fa fra Comune e società calcistica. Nel corso degli ultimi due anni il MoVimento 5 Stelle Modena ha seguito molto attentamente l’evoluzione dei rapporti fra Comune e Modena FC appoggiando, attraverso un Ordine del giorno, la scelta di togliere al Modena FC la gestione dello stadio Braglia. Una situazione che però è degenerata negli ultimi due anni, anche attraverso una gestione scellerata da parte della proprietà del Modena FC. Ma oltre alle responsabilità dirette della società calcistica, c’è anche una responsabilità da parte del Comune che va individuata nel passato per arrivare fino a oggi, e che ha sottovalutato alcuni aspetti: dopo la gestione del Modena FC da parte di Amadei, le amministrazioni modenesi hanno supportato l’entrata atipica di una cooperativa – la CPL Concordia – nella proprietà della società calcistica. Situazione che poi ha spianato la strada all’ingresso dell’ultimo proprietario, Caliendo. In questi anni, l’amministrazione modenese si è dovuta far carico di numerose manutenzioni dell’impianto sportivo dello stadio Braglia, come il rifacimento del manto erboso o della centrale termica. Manutenzioni che il MoVimento 5 Stelle Modena criticò in consiglio comunale. Al rinnovo della nuova convenzione fra Modena FC e Comune di Modena, in cui Caliendo chiese di prolungare la durata del mutuo presso l’Istituto del Credito sportivo, il MoVimento 5 Stelle Modena – attraverso 2 emendamenti – chiese di inserire la possibilità di sciogliere la convenzione fra Comune società calcistica in caso di gravi inadempienze insieme all’attivazione di una contro fideiussione come ulteriore garanzia economica. L’emendamento proposto dal M5S per annullare la convenzione in essere è stato poi applicato, mentre la contro fideiussione avrebbe portato l’amministrazione ad avere una garanzia economica nei confronti del Modena FC. In Consiglio la maggioranza cambiò l’emendamento sulla contro fideiussione solo per l’ingresso di nuove società e non per la convenzione in essere con Caliendo. Oggi la scelta di rifiutare la contro fideiussione si è rivelata grave e non lungimirante, anche se il M5S Modena l’aveva richiesta. Questo gioco di rimpalli fra Comune e Modena FC ha portato l’amministrazione ad avere zero garanzie nei confronti del Modena FC, e a ritrovarsi oggi con un buco di 4 milioni di euro che per ora ricadranno sulle spalle di tutti i cittadini modenesi. Un altro problema di difficile soluzione per il recupero dei 4 milioni di euro che il Comune intende avviare deriva dalle società anonime con sede nei paradisi fiscali che detengono il Modena Calcio, le WCP e la CMC Investiments Limited. Il Modena  F.C. spa, presieduto da Antonio Caliendo – spiegano i pentastellati modenesi – risulterebbe posseduto per il 98,7 per cento dalla società lussemburghese World Promotion Company, che a sua volta è posseduta, nella sua totalità, dalla CMC Investiments Limited, che ha sede nelle Isole Vergini Britanniche. Chi siano poi i proprietari di queste due aziende è un mistero, e recuperare i crediti da società anonime richiede complesse rogatorie internazionali dagli esiti incerti.