Le richieste dei cittadini vanno ascoltate. E se facessimo un referendum su cemento sì, cemento no

Per ascoltare realmente le richieste dei cittadini ed evitare nuovi danni ambientali occorre innanzitutto la volontà politica della Giunta e del PD, che quando vogliono sanno mettere in campo opportune capacità negoziali

 Il Pd Modena sostiene che se si revocassero tutti gli atti del Consiglio comunale e della Giunta riguardo al comparto edilizio Morane-Vaciglio le famiglie modenesi si troverebbero un aggravio “dai 250 ai 300 euro” come conseguenza per “gli oneri per la collettività per un importo stimato dai 20 ai 30 milioni di euro tra indennizzo e risarcimento” da versare ai costruttori. Queste affermazioni suonano come un tentativo di scaricare le spese sul M5S senza nessun tipo di assunzione di responsabilità per le scelte sbagliate delle loro passate Amministrazioni.
Innanzitutto, ci teniamo a dire che la cifra non è così certa come si vuol far pensare. Si dà per scontato che gli interessi pubblici sopravvenuti non siano tali da giustificare la revoca delle delibere (e questo ci fa pensare su quali siano gli interessi pubblici da difendere per l’amministrazione) causando il pagamento di un risarcimento. Noi non la pensiamo così. Anzi, riteniamo che gli interessi pubblici sopravvenuti in questi anni (Accordi di Parigi COP21 e Piano Aria Integrato Regionale 2020), e i danni ambientali conseguenti alle costruzioni, siano tali da giustificare appieno una eventuale revoca. In secondo luogo, sulle stime dell’indennizzo per gli effetti maturati, ci sarebbe da discutere sulle cifre che sono state ipotizzate, ma ognuno farà le sue considerazioni a tempo debito.
Per il MoVimento 5 Stelle Modena le affermazioni  del Pd denotano la poca voglia di trovare nuove strade per il bene e la salute della collettività, la poca voglia di non lasciare niente di intentato. Per il Pd modenese la questione del comparto edilizio Morane-Vaciglio è già un capitolo chiuso. Il continuo sottolineare che si tratta di un progetto “ereditato” dal passato, come se si stesse parlando di un’altra forza politica, rende evidente che non c’è nemmeno la volontà politica di cancellare integralmente il progetto urbanistico che vedrebbe un primo stralcio di 550 alloggi su circa 800, ma solo di “migliorare il progetto edilizio previsto nella zona di Vaciglio”. Migliorare il progetto non escluderebbe comunque la cementificazione di una zona verde della città, su cui i cittadini con la manifestazione #mobastacemento di giovedì sera hanno espresso la propria contrarietà.
Riscontriamo invece che il Sindaco Muzzarelli, così determinato a mettere in campo tutte le proprie competenze relazionali in altre situazioni, in questo caso non voglia prendere in mano la questione ascoltando davvero i cittadini.
Nel caso della Complanarina, ad esempio, il Sindaco, per oltrepassare il vincolo sull’area di villa Lonardi e procedere all’esproprio di circa 800 metri di parco sottoposti a vincolo in località San Donnino, si è appellato al ministro Delrio che, attraverso il Governo, ha “approvato, in esame preliminare, un decreto del Presidente della Repubblica che autorizza la realizzazione del prolungamento della tangenziale di Modena”. Questo dimostra che il PD, quando vuole, i modi per cambiare li trova. Sulla vicenda del comparto di via Morane e via Vaciglio, anche se dissimile, riteniamo che la Giunta possa mettere in atto le medesime capacità negoziali per trovare una nuova soluzione della questione, in quanto, come già detto in altri comunicati, non vediamo nessun altro soggetto più deputato dell’Amministrazione per dialogare con i privati costruttori, quali CMB, AEC e  la Giardini 1305 Immobiliare, tutti per un verso o per l’altro in stretto contatto con l’Amministrazione stessa. Attendiamo.
Modena in MOvimento