A Modena i manicomi sono ancora aperti

L’immagine è tratta da La Pressa e riporta una nota di Leonelli. L’abbiamo presa in prestito per ricordare un dissidente, un ecologista, anche lui farneticava come dice Muzzarelli oggi. E’ rimasto tutto fermo, a Modena chi non è d’accordo farnetica ed è anche un fanatico come anni fa lo è stato Carlo Sabattini.
La Modena di metà anni Ottanta è il teatro della lotta di Carlo Sabattini, ambientalista che combatté contro ogni tipo di abuso ecologico, denunciando ripetuti soprusi e fornendone le prove. Trovatosi solo in questa difficile battaglia, Sabattini venne screditato dai notabili del locale Partito comunista italiano ai quali aveva pestato i piedi. Infatti, nell’aprile del 1985, Sabattini, con l’infondata accusa di essere matto, venne condotto nel manicomio psichiatrico giudiziario di Castiglione dello Stiviere. L’internamento non fermò però la sua azione politica. In occasione delle elezioni amministrative del maggio 1985, Sabattini, come esponente di quella lista verde che aveva contribuito egli stesso a creare, fu il consigliere comunale più votato.

Il successo istituzionale condusse giocoforza al suo rilascio. Sabattini venne giudicato “non socialmente pericoloso” e poté occupare il proprio posto all’interno del Consiglio comunale di Modena, dove confermò il suo ruolo di strenuo oppositore a ogni forma di strapotere politico. Tuttavia, l’accusa infamante di essere pazzo lo accompagnò e tormentò per il resto della sua vita, conclusasi prematuramente il 9 febbraio 1989, a soli 60 anni, proprio durante una seduta del massimo consesso cittadino. È qui, infatti, che Sabattini venne stroncato da un infarto, probabilmente favorito dalle percosse subite poco tempo prima da alcuni attivisti politici del Pci.