Soltanto parole sulla tutela dell’ambiente

Comparto Morane-Vaciglio, tutela dell’ambiente solo a parole
la mozione approvata dalla maggioranza prosegue nella cementificazione provando a confondere le acque con improbabili promesse di stampo elettorale. È compito della Giunta produrre la stima più precisa possibile dell’indennizzo nel caso di stop, e non lanciare generici “indizi”
 La coerenza del progetto sul comparto Vaciglio con il programma elettorale con cui è stato eletto Muzzarelli nel 2014 non era il centro della mozione presentata dal M5S Modena, il cui interesse è sempre stata la difesa di un’importante porzione di terreno vergine. Tuttavia si tratta evidentemente di un punto delicato da un punto di vista politico, come dimostra la mozione presentata dai capigruppo Poggi (PD) e Trande (Art1-MdP-meno-PerMeModena, astenuta). In questa mozione con un notevole equilibrismo politico si dice che assolutamente le case sono da fare, ma che si partirà subito con il “saldo zero”: vale a dire che un’equivalente porzione di territorio verrà ri-permeabilizzata o ri-forestata. Insomma tornerà vergine. Ora, al netto della complessità tecnica dell’operazione, significa individuare a Modena oltre 20 ettari di terreno impermeabilizzato (cioè con costruito sopra qualcosa, un palazzo, una casa, una strada, un parcheggio, le ex-Fonderie o la rotatoria fantasma di via Emilia Est) e trasformarlo in un prato erboso in profondità. Quanto può costare una cosa simile? Come convincere un privato a farlo, visto che dopo non rimane praticamente nulla da sfruttare commercialmente? E come superare le difficoltà legali della proprietà frazionata? Cioè, se è difficile mettere d’accordo tanti piccoli proprietari a fare un intervento di riqualificazione energetica su uno stabile comune ancorché non utilizzato, perché dovrebbe essere più facile convincerli a trasformarlo in un prato? E’ dunque impossibile – come ha invece cercato di sostenere nel suo intervento Trande – che parallelamente si parta con la costruzione di nuovi edifici e con la ri-permeabilizzazione di suolo oggi cementificato. Si tratta di un maldestro tentativo di gettare un po’ di fumo negli occhi per nascondere la verità: le nuove case partiranno, forse un giorno un po’ di prato “rigenerato” salterà fuori. Altro che “lanciare la palla senza preoccuparsi di dove cade”, qui la palla viene lanciata e rimane sospesa nel mondo dei sogni. Il Sindaco, che si comporta da sempre come amministratore delegato plenipotenziario, in questi momenti “riscopre” il ruolo del Consiglio distorcendolo dall’altra parte. Può permettersi di chiedere ai consiglieri qualcosa che va ben oltre le funzioni di controllo e di indirizzo. È compito della Giunta produrre la stima più precisa possibile dell’indennizzo nel caso di stop, e non lanciare generici “indizi”. A patto di volerlo. Perché il punto cruciale era chiaro sin da subito: la mancanza di volontà politica di arrestare il treno della cementificazione. Quando vuole, Muzzarelli si infila in qualunque controversia legale, come la questione dei chioschi al parco delle Rimembranze. Quando vuole, la Giunta sa trovare cifre dell’ordine di quelle paventate per l’indennizzo, come dimostra il primo bilancio (2015) dove si dovette far fronte a 14 milioni di euro di trasferimenti statali in meno. Dire che a oggi in bilancio i soldi dell’indennizzo non ci sono è una banale ovvietà: nessuno ha accantonato una cifra per una cosa che non si sapeva o non si voleva vedere. Non vuol dire che non possano essere trovati, e come M5S ci siamo detti disponibili a studiare insieme alla maggioranza il miglior mix possibile di tagli, nuove entrate e debito per coprire questo esborso che sarebbe una tantum, e consentirebbe di conservare ciò che tutta la moderna letteratura ambientale considera una risorsa pressoché dello stesso valore di acqua e aria, cioè il suolo vergine. Ma questo Sindaco e questa maggioranza, al di là delle belle parole profuse in abbondanza, hanno in mente un modello di crescita che non è per nulla sostenibile, e che sovente è anche poco intelligente perché misura la qualità di una città in base all’aumento del numero di abitanti. Invece che ammettere questo e giocarsi la faccia davanti ai cittadini spiegando quali sono le loro reali intenzioni, arrivano a scrivere nello stesso documento che bisogna fare i 550 alloggi ma che prima va convocata una commissione di esperti per capire come funziona il meccanismo della revoca. A cosa serve, se la decisione di procedere è già stata presa? Lo stesso modello purtroppo ha attecchito a livello di Regione Emilia Romagna, che si appresta a varare una legge urbanistica che consente un ulteriore 3% in più di nuova cementificazione. Nei titoli che accompagnano il documento, però, si dice che è una legge che finalmente arresta il consumo di suolo. E’ la medesima modalità di trattare i cittadini in base alla quale la maggioranza ci ha tenuto a sottolineare che quello a Vaciglio non è un prato, non è verde: è una “area F”. Come MoVimento 5 Stelle Modena continueremo a batterci per smascherare la persistente ipocrisia, a studiare e a fare proposte per affermare un modello di sviluppo anche urbano della città che davvero abbia a cuore la qualità complessiva della vita dei modenesi.
Modena in MOvimento