Burzacchini sta ad aMo come Arletti sta a Città sane

Burzacchini sta ad aMo come Arletti sta a Città sane
Fra slogan e interviste la situazione della mobilità cittadina non è migliorata
 
 La nomina part-time dell’attuale amministratore unico di aMo si è rivelata ciò che sospettavamo: una foglia di fico sulle problematiche irrisolte dalla nostra Amministrazione a livello urbanistico, di mobilità e ambientale. Senza poter essere incisivi neppure sul sempre in bilico Trasporto pubblico locale e sulle scelte di Seta. Nessuna indicazione è stata pubblicizzata sul piano della Mobilità. E il piano della ciclabilità? Dove la Giunta prevede un aumento di ben lo 0,09 per cento l’anno quando a Modena la mobilità ciclabile pesa meno del 10% contro il 25% della vicina Reggio Emilia ed il trasporto pubblico è poco sopra. Qualche intervista, dei buoni propositi, workshop, gite scolastiche all’estero; alcuni slogan come “Ms.SsA – Mobilità sistematica sostenibile aziendale”, “Rumobil, il Prontobus si prenota con un click” ed una rispolveratina al “Pedibus” non bastano. Tutte cose che dicono tutti, da anni ed anni anche le case automobilistiche, concetti già espressi e richiesti da più parti: più ciclabilità, trasporto pubblico e meno traffico automobilistico. Non basta abitare tra Friburgo e Modena e dare indicazioni banali quanto generiche per risolvere i problemi della nostra mobilità, che tuttora manifestano una grave situazione di pericolo per la vivibilità della città e per la nostra salute. Lo statuto di aMo in realtà è abbastanza ampio, parla anche di logistica delle merci e non solo di pensiline e quando si parla di orari, in realtà si parla dell’anima della mobilità pubblica che è appunto la quantità e qualità del servizio. La quantità sono appunto gli orari che a loro volta si traducono in numero di bus, organizzazione etc. Le stesse pensiline non sono degne della nostra città. Spesso sono più pali con un cartello sdrucito che dovrebbero segnalare ed invitare le persone all’uso del mezzo. Praticamente assente la segnalazione digitale dell’arrivo del bus come avviene da molte parti. E la Giunta cosa dice? Per bocca del suo assessore all’Ambiente Giulio Guerzoni tace o al più si lamenta ed invoca il governo, però vuole l’autostrada Cispadana, la bretella Modena – Sassuolo e chiede di conteggiare come piste ciclabili quelle poche aree a Km 30 esistenti perlomeno sulla carta, ma non dice nulla dell’estensione delle Ztl e delle aree pedonali. Ogni tanto l’assessore Giacobazzi dice che dovremo abituarci ad una velocità minore delle auto per lasciare spazio alla mobilità dolce, ma in concreto realizza rotonde mentre la sua collega Vandelli parla di allargare le strade, nell’illusione che l’aumento della velocità, la famosa fluidificazione del traffico come viene chiamata, farà scomparire per magia le polveri sottili e la mobilità diventerà sostenibile.
Modena in MOvimento