Rotatoria con l’amianto all’asta per 2,1 milioni di euro

Rotatoria con l’amianto all’asta per 2,1 milioni di euro
L’amministrazione ha sprecato 9 anni di tempo e ora i costi compresi fra 800 mila e 1 milione di euro per la bonifica, che dovevano essere a carico della Cmb, saranno scaricati su un eventuale acquirente privato
Il terreno in cui è situata la rotatoria “fantasma” di via Emilia est sarà venduto all’asta il prossimo 17 novembre per 2,1 milioni di euro, presso la sezione fallimentare del Tribunale di Modena. In tutta l’area nel 2004 vennero interrate tonnellate di pietrisco contenente amianto, e da 9 anni il sito in questione attende di essere bonificato. Una vicenda ancora oggi irrisolta. E’ il 2004 quando la Cmb di Carpi realizza la rotatoria provvisoria – su un terreno agricolo preso in affitto dal Comune – in occasione del maxi svincolo fra la via Emilia e la tangenziale Nuova Estense. Nel 2008, al termine dei lavori, la rotatoria provvisoria doveva essere smantellata e il terreno doveva essere riportato allo stato agricolo, come da contratti stipulati fra Cmb, amministrazione e proprietà privata, con relativi costi a carico dell’impresa costruttrice. La maxi rotatoria fra via Emilia Est e la tangenziale ha visto un esborso pubblico complessivo di 12 milioni di euro, rispetto agli 8 milioni di euro preventivati, comprensivi dei costi per la dismissione dell’opera provvisoria. Nel 2013, dei carotaggi effettuati da Arpa rilevano che per il terrapieno della rotatoria provvisoria l’impresa costruttrice utilizzò l’ofiolite, un tipo di pietrisco contenente fibra di amianto, interrato fino a una profondità di “2 metri” con «valori di contenuto in amianto che superano da 5 a 9 volte le concentrazioni soglia previste in 1000 mg/Kg», ricoperto poi dalla strada della rotatoria provvisoria. Il ripristino del terreno agricolo, con conseguente bonifica da amianto, dal 2008 ad oggi non è stato effettuato in quanto la rimozione del pietrisco necessita di costi considerevoli, stimati in una forbice compresa fra gli 800 mila euro della perizia del Tribunale e 1 milione di euro, come riportato alcuni anni fa da fonti di stampa. Costi che con la vendita all’asta del terreno saranno scaricati sull’eventuale aggiudicatario, sollevando in questo modo la Cmb da qualunque impegno sottoscritto precedentemente con l’amministrazione sulla riqualifica del terreno. Il Comune ha inoltre versato alla società proprietaria del terreno 116.236 euro dal 2006 al 2009 come “indennità provvisorie di espropriazione e di occupazione delle aree interessate agli svincoli” in attesa di una bonifica che non è mai avvenuta. Sul terreno pendeva anche una fideiussione di Cmb nei confronti dell’amministrazione di 160 mila euro per la bonifica. Per il MoVimento 5 Stelle Modena la vicenda della rotatoria “fantasma” pone una serie di domande. Come mai l’impresa costruttrice ha fatto ricorso a un materiale contenente amianto per realizzare un’opera provvisoria, che doveva essere smantellata? Possibile che nel 2004 la Cmb non fosse a conoscenza dell’amianto contenuto nel pietrisco pur in presenza di una legge anti amianto del 1992? Perché la perizia del Tribunale fallimentare di Modena ammette come opzione la bonifica da parte di terzi che, di fatto non c’entrano niente, e anche il Comune non pretende il rispetto dell’accordo da parte della Cmb? I 12 milioni di euro del maxi appalto della rotatoria di via Emilia est – tangenziale Estense comprendevano anche i costi della dismissione della rotatoria provvisoria. Che fine hanno fatto quei soldi? La mancata soluzione di questa vicenda che si trascina da 9 anni, oltre ad aver compromesso gravemente un terreno è la dimostrazione dello scarso impegno dell’amministrazione sul controllo e l’utilizzo del territorio.
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