Al PD piace il cemento

Ambiente a parole, cemento nei fatti
Il Pd presenta l’istanza a prima firma Arletti con diversi aspetti paradossali
“Invita i Ministri e i delegati del G7 Ambiente di Bologna di attuare tutte le possibili forme di pressione sul governo degli Stati Uniti d’America affinché possa rientrare nell’accordo di COP21”. Di questo si sono occupati i consiglieri comunali di Modena, dipendenti dei cittadini modenesi, spronati dalla consigliera Arletti e dal Pd con l’istanza “Difesa dell’Accordo internazionale di COP21 sui cambiamenti climatici (Parigi 2015)” discussa durante il consiglio di giovedì 9 novembre.

Nessun tema pare li appassioni più di tanto che chiedere ai Ministri e delegati riuniti a Bologna in occasione del G7 Ambiente di intercedere presso Trump, riportando le preoccupazioni della Arletti, affinché l’America rientri nella COP21.

Ci immaginiamo Trump, dopo aver ignorato l’uscita di un suo consigliere come Elon Musk a causa di questa decisione, tremare per le preoccupazione espresse dalla presidente della Rete città sane.

Un’istanza arrivata fuori tempo massimo in quanto il G7 Ambiente si è svolto a giugno, e non capiamo con quale macchina del tempo i consiglieri Pd intendano riconvocarla.

L’istanza a prima firma Arletti è un paradosso.

Da una parte invita “la Giunta a proseguire con convinzione le azioni e i progetti di mitigazione del cambiamento climatico dando attuazione piena al Piano d’azione per l’energia sostenibile sottoscritto a Bruxelles nell’ambito del Patto dei Sindaci”.

Dall’altra la stessa Giunta, sostenuta da Arletti, invece di riqualificare gli ormai innumerevoli spazi abbandonati si prodiga – solo per citare alcuni esempi – per l’urbanizzazione del comparto abitativo Morane-Vaciglio; del comparto abitativo Fratelli Rosselli; per la realizzazione dell’autostrada A22 Bretella Campogalliano Sassuolo.

Modena è stata individuata come la città più inquinata d’Europa (secondo uno studio presentato al Senato), per 75 giorni di sforamento del limite di ozono, il triplo del consentito. Nel 2017 si sono inoltre verificati 61 sforamenti di PM10, oltre ai continui aumenti della quantità di rifiuti inceneriti, nonostante dichiarati aumenti di raccolta differenziata.

Come può una città che di certo non brilla sul rispetto del territorio e dove una fonderia che utilizza impianti obsoleti in mezzo a un quartiere residenziale dare lezioni a Trump? E con che coraggio si chiede alla Giunta di  proseguire con convinzione nelle azioni e nei progetti di mitigazione del cambiamento climatico dopo i risultati e le scelte sopra descritte?

Il M5S Modena e tutta la cittadinanza attendono da parte dell’Amministrazione la presentazione dei risultati del monitoraggio del “Piano d’azione per l’energia sostenibile sottoscritto a Bruxelles nell’ambito del Patto dei Sindaci”, che secondo gli accordi è da effettuare entro novembre 2017,  così come annunciato da Guerzoni un anno fa. Siamo sicuri che far controllare l’avanzamento del piano da una partecipata del Comune, la AESS (Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile), e non da un ente esterno e neutrale, sia una buona pratica?

Beppe Grillo dice spesso: “Dovete essere i sindaci dei vostri 10 metri quadri”. Per il MoVimento 5 Stelle Modena ogni cittadino deve pensare e preoccuparsi di quello che succede nei suoi 10 metri cubi di aria pubblica, di verde, delle falde acquifere, delle attività produttive. Uno sforzo del singolo che andrebbe a migliorare il benessere sociale, ambientale ed economico di tutta la comunità.

Modena in MOvimento