L’ignoranza corre nei social e piccoli admin crescono

Ancora una volta sono stato bannato da un gruppo su Facebook, non è la prima e non sarà l’ultima. Non è un problema e la questione non riguarda me in particolare, ma il fatto che in questo modo difficilmente si riuscirà ad utilizzare il social più importante come luogo di confronto e di crescita della conoscenza collettiva.
I piccoli admin del gruppo #mobastacemento si sono aggiunti per ultimi ad una lista di bannatori professionali, questa:
– in principio fu la pagina del MEF che non riuscendo a giustificare le scelte sbagliate della gestione iniziale preferì allontanare chiunque esprimesse critiche
– subito a ruota sono stato bannato da Città di Modena la pagina istituzionale del Comune per avere espresso qualche critica alla propaganda di iniziative di scarsa qualità.
– successivamente, compiendo un atto gravissimo in tema di dati sensibili e privacy la pagina del Comune passò il mio nominativo assieme a quello di nati altri alla neonata pagina Muzzarelli per Modena attivata in campagna elettorale che mi ha bannato in modo preventivo impedendomi di fatto di scrivere una sola riga di commento. Una recente sentenza negli Stati Uniti sancisce che una pagina di tipo istituzionale sui social non può escludere singoli cittadini e privarli di un sacrosanto diritto di critica. Gli Stati Uniti però sono lontani e qui a Modena esistono ancora vari comitati centrali.
– A seguire sono stato poi bannato da Sei modenese se, un gruppo attivato dai piccoli giornalisti della Gazzetta gemellato con l’ufficio stampa del Comune e creato appositamente come controllo del dissenso di tanti cittadini verso le scelte dell’amministrazione comunale.
Poco male era ed è pieno di folgorati da Renzi che pubblicano ogni giorno lavori all’uncinetto pur di non parlare mai dei problemi della città.
– Avvicinandoci a grandi passi verso la data del concerto cosmico sono stato bannato dall’associazione a tutela del Parco Ferrari che ha passato circa 6 mesi a intrattenere una fitta corrispondenza via email con il non assessore Guerzoni senza mai fare un lavoro di informazione nei confronti dei cittadini.
– La condanna e lì’esclusione è arrivata poi da singoli personaggetti di destra, di sinistra, di sopra e di sotto che mal sopportavano anche la più piccola critica alle loro affermazioni e al loro comportamento su fatti di pubblico interesse. Ne voglio citare soltanto uno, tal Finali che pensando al suo profilo personale come spazio dal sapore istituzionale pretendeva che io giustificassi in risposta ai suoi continui messaggi privati ogni mio commento. Al mio rifiuto alla genuflessione ha sentenziati un bel “allora ne trarrò le conseguenze” bannandomi dall’olimpo dei salotti snob modenesi.
– Arriviamo così ai piccoli admin di #mobastacemento, un gruppo comitato che meriterebbe una gestione diversa da parte di qualcuno in grado di avere una visione complessiva, in grado di produrre contenuti per una crescita della consapevolezza non solo ambientalista  ma civica. Due parole su questi leaderini che si sono autonominati tali e gestiscono in modo sovietico un gruppo al solo fine di smorzare sul nascere, rispondendo punto su punto, ogni dibattito e confronto.
A cosa sono veramente interessati, a lavorare per creare le condizioni affinchè gruppi consistenti di cittadini possano avvicinarsi alla politica con strumenti di consapevolezza e capacità critiche oppure a loro interessa soltanto giocare per un po’ appena fuori dal propro cortile per raccogliere in fretta i loro giocattoli  rientrare pestando i piedi e urlano “allora non gioco più ” alla prima critica che ricevono ?
Io lo ho criticati in modo schietto e chiaro e lo farò con maggiore continuità oggi che ho le mani libere.
Da quando si sono costituiti i due piccoli admin pensando anche di essere dei leaderini hanno fatto un errore dietro l’altro. Hanno avviato una petizione online ferma ancora a 4 mila firme quando se sostenuta adeguatamente poteva raggiungerne 40 mila. Ora è stata completamente abbandonata.
Hanno perso mesi per realizzare una strana mappa di edifici abbandonati, mischiando senza criterio il patrimonio pubblico con quello privato con quello sotto sequestro dal tribunale per varie ragioni, dai fallimenti alle questioni di eredità. Ora abbandonata anche questa iniziativa.
Hanno organizzato una gita in bicicletta ed una passeggiata a piedi, io credo più per mettersi in mostra come aspiranti leaderini che per ottenere risultati anche solo sul piano della pressione nei confronti dell’amministrazione ed del Consiglio comunale.
La casacca segnaletica che indossano i due, insieme alle spillette, testimoniano pù un atteggiamento da “io gioco, però se mi fai arrabbiare torno a casa mia e tu vai via” che non da persone serie impegnate in quello che dopo il grande imbroglio di Modena Attiva e di Silingardi, poteva e doveva essere un un forte movimento di opinione e di produzione di documenti da distribuire a tutti i cittadini.
Su questi e altri temi si doveva discutere e favorire il confronto all’interno del gruppo, senza censure preventive di tipo sovietico e atteggiamenti da comitato centrale.
Ho anche chiesto di poter fare delle interviste in video conferenze per creare materiale utile da distribuire nel social e su internet. Nessuna risposta.
Ieri dopo il pistolotto pubblicato da un devoto PD che alla prima occasione inviterà tutti a rinnovare la fiducia elettorale al bugiardo seriale, uno dei due piccoli admin Mi ha bannato.
Parafrasando la battuta di una grande film ripeto “Francamente me ne infischio”
Io conosco la libertà, so dove andare e so come fare.
La pacchianeria della casacca segnaletica pulita, delle spillette, del nome sovrascritto #mobastacemento a cui forse si dovrebbe aggiungere #moancoracatrame considerata la posizione equivoca con cui si sono espressi sulla tangenziale che attraversa il parco di una villa tutelata e il un borgo, non mi appartiene. Io scelgo sempre e comunque la libertà.