Porte aperte, l’ordinanza col trucco

Porte aperte, l’ordinanza col trucco
L’ordinanza del Comune consente di lasciare le porte dei negozi sempre aperte attraverso l’installazione delle lame d’aria, alla faccia del Piano aria PAIR2020
Mercoledì 22 novembre il sindaco ha firmato la “Dichiarazione universale dei diritti dell’Umanità”, dove prende l’impegno per la salvaguardia dell’ambiente attraverso attività umane rispettose della Natura. Un intento nobile se non fosse che per il sindaco parlano i fatti della sua amministrazione, come il sostegno all’autostrada Campogalliano Sassuolo e la volontà a costruire i comparti edilizi Morane Vaciglio e Fratelli Rosselli. Per arrivare all’ordinanza col trucco sulla chiusura delle porte degli esercizi commerciali onde evitare dispersione di calore o raffrescamento. L’ordinanza del Comune consente infatti di lasciare le porte dei negozi sempre aperte attraverso l’installazione delle cosiddette “lame d’aria”, dispositivi che l’amministrazione consiglia di utilizzare “nel caso di porte soggette a frequenti aperture per contrastare la dispersione termica durante le fasi di apertura delle porte”. Le disposizioni dell’Ordinanza indicano questi dispositivi come equivalenti alla chiusura delle porte, ma nella realtà le porte continueranno a rimanere aperte. L’efficacia delle barriere d’aria è tutta da dimostrare; inoltre non sono previste dal Piano aria regionale PAIR2020 in materia di lotta alla dispersione di calore e inquinamento. Gli esercenti potranno quindi scegliere se chiudere le porte o installare dispositivi che attraverso un flusso di aria consentono di tenerle aperte. Riguardo all’installazione delle barriere d’aria l’ordinanza inoltre inventa una fantasiosa dicitura di “rispondenza alla regola d’arte”: in assenza di una specifica norma, peraltro inesistente in Italia, risulta impossibile verificare la corretta installazione dei dispositivi a barriere d’aria da parte della Polizia giudiziaria. Per fare un esempio, il Comune di Milano chiede agli esercizi commerciali “di non fare uso di dispositivi che consentono di tenere aperte le porte” come, appunto, le barriere d’aria. Modena si rivela sempre molto creativa nel rendere inefficaci le già deboli prescrizioni della legge regionale, alla faccia del nuovo accordo di Bacino Padano. Da Modena alla Regione le contraddizioni in materia di qualità dell’aria non mancano.
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