Babbo Natale muore, ma l’imbecillità sopravvive

Di Adriano Primo Baldi

BABBO NATALE E’ A TERRA MORENTE PER UN INCIDENTE. CON LUI MUORE ANCHE IL SUO SEGUITO. MA L’IMBECILLITA’ VIVE E SI MOLTIPLICA. FORSE SI TRATTA DI UN MESSAGGIO FATTO PER ACCONTENTARE I MUSULMANI. LO FANNO MORIRE E COSI’ LA SMETTIAMO CON LE NOSTRE TRADIZIONI A LORO NON GRADITE.

C’è un’enorme coerenza! Il centro storico ormai da anni è un lazzaretto pieno di cadaveri: negozi ammalati, morenti e in attesa di chiusura definitiva; da aggiungere a tutti quelli, e sono tantissimi, che da anni sono morti di asfissia. E’ la fine che farà anche il mercato Albinelli quando la speculazione immobiliare e distributiva all’ex Amcm avrà aperto una nuova coop. Cerco di dissuadere quelli che vogliono venire nella mia galleria (non troveranno mai il parcheggio) e io stesso ci vado sempre meno. Altri cadaveri li ha fatti Piazza Roma (ha chiuso il negozio di fotocopie che operava da trent’anni. Chiesi perché. La risposta fu: “Non viene più nessuno. Debbono scaricare e ricaricare rotoli e altro materiale. Prima, pagando il parcheggio venivano”. Stessa cosa e stesse motivazioni per il negozio di pasta fresca di via Fonteraso. Ma l’elenco dei negozi ridotti a cadaveri e che con la loro scomparsa hanno permesso alle coop di stare in salute, è senza fine. Giusto e coerente è indicare ai bambini le schifezze del mondo: l’imminente morte del mercato che si trova alle loro spalle con un babbo natale ferito, e anch’egli morente assieme al suo somarello, già sdraiato nel contesto di un cimitero di negozi ormai sepolti. Perché risparmiare l’infanzia? Perché lasciarli nell’innocenza e non metterli invece subito a contatto con visioni traumatiche dello spirito? Perché non far vedere loro dove può arrivare l’imbecillità umana quando contrabbanda istallazioni artistiche con il desiderio di colpire, di far parlare, e di far danno anche ai bambini? L’opera artistica è incompleta: mancano le foto del sindaco e di Maria Carafoli. Mi viene il vomito.