Il 17 gennaio una piccola Modena diventerà ancora più piccola

di Adriano Primo Baldi
Il 17 gennaio una piccola Modena diventerà ancora più piccola.
CITTADINANZA ONORARIA A GRANDI MEDICI CHE OPERANO NEL MODENESE O ALL’ARRESTATO DUE VOLTE PER DROGA, VASCO ROSSI?

Così come si dice così non è.
Io e il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, abbiamo in comune l’aria inquinata che respiriamo. Personalmente stimo quelli che amano la letteratura, la musica, la pittura; lui quelli che amano le urbanizzazioni speculative, le sagre, i supermercati coop; io ammiro chi ascolta Giuseppe Verdi, Ludwig van Beethoven, Luigi Dallapiccola; lui, quelli che ascoltano Sabrina Gasparini, Giuliano Barbolini, Vanni Bulgarelli; Io sto con chi legge Louis Ferdinand Céline, Sándor Márai, Alessandro Manzoni; lui con quelli che leggono Enrico Grazioli (direttore illeggibile della Gazzetta di Modena), Andrea Marini (uno qualsiasi), Barbara Manicardi (responsabile modenese di quel che è rimasto del Resto del Carlino). Boni, Boni, ognuno è libero di leggere ciò che capisce. Mi dicono che Muzzarelli è seguito da un pubblico di massa. La storia è piena di tragedie compiute da personaggi seguiti dalle masse. Muzzarelli si limita a salire sul palco con Vasco Rossi e in quelli di tutte le bocciofile. Indossa la fascia tricolore anche ai burattini, ma questo sarebbe abbastanza sopportabile. Purtroppo c’è dell’altro: favorisce amici, cementifica la città, spreca, crea danni generali, espone l’ignoranza con saccenza, fa mostre al Museo Civico di un imbianchino che si spaccia per pittore e che ha nome, Erio Carnevali; porta avanti progetti demenziali nel parco cittadino, e, tanto, tanto altro. Modena è un piccolo puntino noto al mondo per aver costruito un’automobile e dato i natali a un cantante che non è Vasco Rossi. Per il resto non è diversa da altre città. Albert Bruce Sabin, dalla Polonia emigrò negli Stati Uniti. Ha lavorato per trent’anni all’università di Cincinnati in Ohio, ma non ottenne mai la cittadinanza onoraria. L’umanità è indebitata con lui. In particolare lo sono l’Unione Sovietica, la Cecoslovacchia, la Polonia, la Germania orientale e la Jugoslavia, ma la cittadinanza onoraria non l’ha avuta da nessuno. Con Muzzarelli, finalmente, c’è un cambio di valori. Si dice che il 17 gennaio 2018 il sindaco di Modena indosserà la fascia tricolore, da lui inflazionata, e con il consiglio comunale riunito in seduta solenne, consegnerà la cittadinanza onoraria ad alcuni medici-ricercatori che hanno fatto scoperte che interessano la medicina internazionale. Si tratta del prof. Giuseppe Biagini del dipartimento di scienze biomediche; del dott. Stefano Meletti, responsabile del centro per le Epilessie, entrambi dell’ospedale di Baggiovara; del dott Anto de Pol, direttore del dipartimento chirurgico (Unimore); del ricercatore Jonathan Mapelli del dipartimento di scienze biomediche, (Unimore), che ha aperto nuovi orizzonti sulla formazione di malattie neurodegenerative come l‘Alzheimer e il Parkinson; del direttore della chirurgia vascolare Roberto Silingardi e del dottor Stefano Gennai. Scopro con delusione che quel che si dice, vero non è. Il sindaco il 17 gennaio la cittadinanza onoraria non la consegnerà ai citati medici, ma a Vasco Rossi. Così, se i modenesi si ammaleranno, si potranno curare con arie e canzonette di Rossi e Muzzarelli. Questo demagogo sindaco di Modena ha consentito a decine di persone di bivaccare per oltre un mese al Novi Park in un campeggio fuorilegge in attesa dell’esibizione canora del Komandante. L’onorifico riconoscimento Vasco Rossi lo riceve, credo, per il merito di essere stato arrestato due volte: la prima per droga il 20 aprile del 1984, dando così positivo esempio di autonomia e ribellione ai drogati di tutta Italia, sempre assidui ai suoi concerti; e la seconda il 5 gennaio 1988 per guida in stato di ebbrezza, cocaina e una pistola da difesa nell’auto. L’onorificenza la riceve anche per essere riuscito, la scorsa estate, a incassare circa 35milioni di euro al Novi Park, e per aver fatto rimettere soldi al Comune di Modena che non pubblica le spese; e la merita, non meno, per avere scritto canzoni di fondamentale valore filosofico e formativo: “Io e te a crescere bambini  avere dei vicini”;  e altri testi di particolare stimolo all’azione come questo:  “E non sei qui con me. Farmi la barba o uccidere. Che differenza c’è?” Inoltre, ha indicato la strada ai nostri figli scrivendo Vita spericolata: “Voglio una vita maleducata di quelle vite fatte fatte così voglio una vita che se ne frega che se ne frega di tutto sì”. Non so se le minoranze, per vergogna e senso del pudore, abbandoneranno la seduta, o se snifferanno assieme alla Giunta i valori di spericolatezza, di maleducazione e menefreghismo dei testi di Vasco Rossi, tanto amati dalle masse. Come non so se maggioranza e minoranze insieme, facendosi la barba (magari senza uccidere perché una differenza c’è…) vorranno partecipare ai valori che la Giunta comunale e lo sfiatato cantante porteranno in dote alle nuove generazioni. Così come si dice così non è.

Adriano Primo Baldi