Il sogno c’è

Il sogno c’è e un cittadino italiano su tre lo vuole vivere fino in fondo. E’ stata predisposta una cornice non per delimitare il sogno ma per esaltarlo ancora di più. Ora si comincia a disegnare il quadro. Sarà fantastico lavorare al cambiamento. Mai come in questo momento l’immagine della testata del gruppo Cambiamo Modena è stata appropriata.
Le percentuali, il calcolo dei seggi, i confronti con altre elezioni, tutto questo conta poco. Ora bisogna dimostrare di essere in grado di “cambiarsi la testa”, di iniziare a ragionare in modo nuovo come non è mai stato fatto non solo in Italia ma in tutta Europa. Il sogno c’è, altri non ci sono più … anche a Modena … e questo è un dato veramente fantastico.

Sto leggendo e ascoltando nei tg e nelle trasmissioni televisive piene di politologi, nei giornali e anche nei commenti su Facebook delle opinioni allucinate, allucinanti e pericolose da tifoseria da bar sport, da vecchia politica, partitocrazia che non vuole morire.
Mi sembra che ci sia una totale incomprensione di quello che sta avvenendo, di cosa sia accaduto durante queste elezioni, di quello che accadrà. I vecchi riti della politica sono già iniziati, i trombati sono stati ripescati.
Non si può commentare il nuovo, raccontare il sogno con parole vecchie, occorre trovarne delle altre, occorre una nuova grammatica della politica.
C’è uno scontro in atto tra un mondo vecchio che è ormai collassato e sta per morire e un mondo nuovo che vuole nascere e crescere. Non è più questione di formule di governo, dalle larghe intese, ai governi di scopo, al governo del presidente o altre alchimie tossiche. La posta in gioco è il cambiamento, quello vero, quello che consente ai cittadini di partecipare in prima persona, quello che pretende una politica fatta di cuore, passione, immaginazione prima ancora che di competenze ed esperienza.
Troviamo il modo di parlarci con linguaggi nuovi.