PARE PROPRIO CHE RIESCANO A FORMARE UN GOVERNO. (PARE) CHI SONO GLI ITALIANI CHE S’INTENDONO DI POLITICA?

di Adriano Primo Baldi

Non m’intendo di politica. Non ho mai saputo cosa vuol dire intendersi di politica. Prima di arrivare alle questioni modenesi vediamo chi sono quelli che s’intendono di politica. Ho ascoltato in Tv Denis Verdini. Si tratta di un condannato a nove anni di reclusione in primo grado, comminati da una sentenza del tribunale di Firenze: sette anni per il crac del Credito cooperativo fiorentino e due per truffa ai danni dello Stato. E’stata disposta anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Considerandolo innocente fino a sentenza definitiva, mi domando: ma per noi cittadini non sarebbe meglio se impegnasse il suo tempo a lavorare per i suoi processi, piuttosto che legiferare in Parlamento? Verdini è stato presentato come un personaggio che s’intende di politica ad alto livello. Uno che la sa lunga: uno che riesce a spiegare (a dire il vero molto bene) le alchimie che si nascondono dietro la formazione di un governo. Uno che sa interpretare una smorfia di Di Maio, o una titubante risposta di Salvini. Uno che sa leggere le mosse che possono spiazzare un avversario politico. Sono pochi, pare, quelli che s’intendono veramente di politica secondo questi parametri.

Quelli come me che non fanno parte di gruppi elitari e che si sentono avviliti dai saccenti dei citati equilibri, credono che gli esperti di politica siano ben altro. Gli esperti alla Verdini appartengono ad ambienti ristretti di politicanti che maneggiano quella che loro credono essere “La Politica”, e per questo si fregiano dell’appellativo d’intenditori. Si tratta di gente che frequenta le segrete stanze. Noi elettori di queste stanze ne frequentiamo una sola: quella delle libere elezioni. Anche qui, però, le candidature sono filtrate dalle segretarie dei partiti, e i vari Renzi sono i veri padroni dell’elezione dei parlamentari, nonché dell’occupazione del sottogoverno. Lo spettacolo al quale abbiamo assistito per arrivare alla formazione di quello che sembra essere il nuovo governo, ci illumina sugli intenditori della politica e ci fa capire che è diventata una scienza dozzinale.

Il M5S, per il quale nutro una certa simpatia, anche se ho votato Lega, mi ha fatto capire quanto sia disarmante la ricerca del nuovo. Già Matteo Renzi (il grande rottamatore di se stesso e di Dalema, che va in vacanza con il Falcon 900 di Stato), è riuscito in pochi anni a distruggere l’illusione che aveva creato nel paese con il suo eccesso di “competenza politica”.

L’esigenza di rinnovare una classe dirigente che negli ultimi vent’anni ha dimostrato la sua inadeguatezza, ha portato molti italiani, ed io tra questi, a sperare nel M5S e nel Centrodestra. Oggi, però, spero che non sia vero il detto che il buongiorno si vede dal mattino, e che si debba aspettare la sera per giudicare il giorno. Salvini e Di Maio, che di politica se ne intendono, dopo varie alchimie, pare si siano messi d’accordo. Berlusconi si è piazzato alla “Cassa”, e ha dato una benevola benedizione a Salvini per trattare con gente che lui manderebbe a “pulire i cessi”. Siccome non vorrei più il Pd al governo nazionale e locale, continuerò a guardare con simpatia il M5S e a votare, se non accadono fatti particolari, la Lega; ma mi domando, sono proprio sicuri, questi esperti di politica che con il loro “contratto” di governo potranno fare l’interesse dei cittadini italiani e dei rispettivi partiti?

Non credono che le insidie del “Cassiere politico” che vota contro il governo, così come la Meloni, e con il Pd nascosto dietro l’angolo, si troveranno entrambi nell’impossibilità di governare con un minimo di decenza e di coerenza con le attese create in campagna elettorale? E non credono che il voto contrario al governo da parte del “cassiere Berlusconi” e di Fratelli d’Italia, che continuano, a dichiararsi parte di una coalizione di Centrodestra unita, rappresentino un’incognita che gli impedirà di governare in autonomia?

Loro, M5S e Lega di questa politica sono esperti, e quindi non hanno i miei dubbi. Per fortuna, e per poco, abbiamo evitato un governo M5S e Pd. Se si fossero accordati, avremmo avuto Gian Carlo Muzzarelli sindaco di Modena garantito per altri cinque anni; e la stessa cosa sarebbe avvenuta in tante altre città italiane che alle amministrative si sarebbero trovate a riprodurre gli stessi accordi politici del governo nazionale.

Al Pd, però, pilotati da Renzi (che le ha perse tutte) e che di politica se ne intende, pare vogliano dare al Centrodestra la possibilità di amministrare, anche se con un anomalo governo, l’Italia; e dando così al Centrodestra la speranza, abbastanza realistica, di non avere più Muzzarelli sindaco di Modena. Un governo M5S – Centrodestra, che non dovesse riuscire a realizzare ciò che ha promesso in campagna elettorale, potrebbe fare uscire dalla crisi il Pd consentendogli un recupero elettorale alle prossime elezioni, che presto potrebbero avvenire. Siccome non m’intendo di politica, continuo a pensare che gli esperti del M5S e del Centrodestra avrebbero dovuto (sacrificando forse la poltrona di alcuni onorevoli), accordarsi con serietà per una modifica elettorale da realizzare con questo Parlamento che, con un premio di maggioranza, o un doppio turno, o qualche altra diavoleria, portasse il Paese a nuove elezioni, per avere un vero vincitore in grado di governare senza compromessi e senza ingannare il voto di nessuno.

Mi sono convinto che i veri intenditori di politica siano diventati gli italiani. Pare proprio che, dopo anni di mal riposta fiducia, abbiano superato gli steccati ideologici e le assurde fedeltà all’appartenenza, e che non riconoscono più come esperti di politica i soliti maneggioni di partito, ma che ascoltino invece quelli che intendono dare reali risposte ai drammatici problemi sociali: dalla sanità, alle pensioni; dall’occupazione all’immigrazione incontrollata; dalla sicurezza, alla certezza della pena; e poi le tasse, la scuola, la legittima difesa. E’ qui che hanno fallito i governi della sinistra ed è qui che i cittadini il 4 marzo 2018 sono diventati, con il voto, i veri intenditori di politica. E’ cambiata l’aria. Bisogna però stare attenti e, tanto per parafrasare Pietro Nenni, bisogna fare in modo che il vento questa volta porti con sè anche la vecchia polvere.

Adriano Primo Baldi