Sant’Agostino, approvata variante senza certezze sul progetto culturale

Sant’Agostino, approvata variante senza certezze sul progetto culturale ed edilizio
L’iter predisposto chiede al Consiglio un parere sulla variante urbanistica quando mancano molti elementi importanti dal punto di vista architettonico, tra cui il parere della Sovrintendenza. Sui fondi Ue la polemica gratuita lanciata dal sindaco Muzzarelli riguardo presunte posizioni no Euro risulta dunque priva di fondamento alla prova dei fatti
L’annunciata partecipazione di Modena alla richiesta di fondi Ue per il S. Agostino Polo dell’Immagine scaturisce da un Ordine del giorno proposto dal M5S l’anno scorso. La polemica gratuita lanciata dal sindaco Muzzarelli riguardo presunte posizioni no Euro risulta dunque priva di fondamento alla prova dei fatti. Ieri il Consiglio comunale di Modena è stato chiamato a votare la corposa e complessa delibera contenente l’Accordo di Programma, la variante al piano strutturale comunale (PSC) e al Regolamento Urbanistico edilizio (RUE) e la contestuale approvazione del Programma di riqualificazione urbana “Complesso dell’ex Ospedale Sant’Agostino” in variante al Piano operativo comunale (POC). Non poteva trattarsi di una valutazione tecnica, perché il Consiglio – inteso come organo – non è provvisto di competenze in materia; pertanto ci è stato chiesto se “ci piace” politicamente questo progetto, che però è una cornice, o – come l’ha definita in un’occasione l’Assessora – una cassetta degli attrezzi. Di fatto la delibera presentata in Consiglio comunale contiene all’interno un progetto edilizio (dettagliato con circa 300 documenti allegati), che tuttavia è solo ipotetico. Infatti la Sovrintendenza ancora non si è espressa su di esso, ma le osservazioni del sovrintendente Malnati, che richiedono un’ulteriore indagine archeologica e stratigrafica, molto probabilmente comporteranno una rivalutazione del progetto stesso. Il sovrintendente mette chiaramente in allerta in merito alla possibile evidenza dei reperti medievali, che potrebbe portare a escludere la prevista demolizione del grande corpo centrale. La tanto sbandierata univocità di parere positivo della Conferenza dei Servizi, dunque, si è avuta solo sulla parte urbanistica, mentre le demolizioni previste dal progetto presentato per l’Accordo di programma non sono ancora state oggetto dell’esame della Sovrintendenza. Possiamo quindi affermare che la Conferenza di Servizi non si è ancora espressa sul contenuto edilizio ed architettonico dell’impianto. In altre parole, l’iter predisposto ha portato in aula un documento che richiede una specie di “assenso preliminare”. Ma come si fa a valutare responsabilmente una cornice scorporandola dal quadro che ci andrà messo dentro? O meglio sapendo che il contenuto potrà variare senza che al Consiglio venga più chiesto alcun parere? Sentire l’affermazione secondo la quale questa delibera è uguale alle altre, cioè che valutare un progetto del valore di almeno 60 Mln di € intorno a cui ruoterà l’intero panorama culturale modenese è uguale a esaminare la richiesta, ad esempio, di un’azienda privata che vuole costruire un capannone aggiuntivo, significa aver perso di vista la dimensione politica della vicenda, rifugiandosi nei tecnicismi tanto cari alla maggioranza. In conclusione il MoVimento 5 Stelle di Modena ha ritenuto piuttosto irresponsabile dare un voto positivo a un progetto così impattante e costoso nelle condizioni in cui ci troviamo. L’iter predisposto – pur previsto dalla legge – in questo caso specifico impedisce di fare le corrette valutazioni, chiedendo un parere urbanistico laddove gli aspetti urbanistici sono i meno importanti. Infatti risulta ancora espresso in termini vaghi il progetto culturale che dovrà dare un’anima a questo imponente complesso edilizio; di conseguenza ancora non sappiamo esattamente cosa conterrà l’ex-Sant’Agostino, di quali spazi avrà effettivamente bisogno e chi li gestirà. Il mantra della maggioranza nel dibattito finale è stato che è fondamentale ormai “andare avanti”, nonché l’auspicio di fare in fretta. Sorvolando sul fatto che se si fosse seguito un iter corretto da parte delle precedenti amministrazioni oggi staremmo già fruendo del nuovo Sant’Agostino, è interessante osservare come il motto renziano per cui l’importante è fare / cambiare gode ancora di un certo successo. Fare questo senza una precisa conoscenza dei contenuti del progetto va però contro l’interesse dei cittadini che rappresentiamo, ed è per questo che non abbiamo approvato tale modo di procedere.
Modena in MOvimento