L’INGRATO MUZZARELLI

L’INGRATO MUZZARELLI !!!

di Adriano Primo Baldi

“È ingrato chi nega il beneficio ricevuto;
ingrato chi lo dissimula;
più ingrato chi non lo restituisce;
il più ingrato di tutti chi lo dimentica.”
Lucio Anneo Seneca

No, dico, ma si può? Si può non votare la rielezione di un sindaco per un fatto legato alle celebrazioni dell’undicesimo anniversario della morte di Luciano Pavarotti? Sembra inverosimile, ma si può! A Gian Carlo Muzzarelli, per assurdo, si possono anche perdonare le scelte politiche. Le aliquote Tari più alte (anche del 100% rispetto ad altri comuni), affliggono la città. Le cementificazioni, le clientele, gli sprechi e l’incapacità politica che lo caratterizzano, fanno parte di una degenerazione abbastanza trasversale di chi amministra la cosa pubblica.

Muzzarelli, ormai a cose fatte, finge di litigare con il mondo dei costruttori edili per riciclarsi da cementificatore a green. E’ una farsa: ha l’attendibilità di Dracula il vampiro nelle vesti di rappresentante dell’Avis. La sua politica è disdicevole, lo so, ma sia pure con disappunto si potrebbe anche perdonare. Ciò che non si può perdonare a nessuno, e tantomeno a un sindaco, è la mancanza di rispetto, la strumentalizzazione delle persone, l’ingratitudine. Usare le persone e poi dimenticarsene quando il bisogno è stato superato per merito di colui al quale ti sei rivolto e che ti ha aiutato, non è sopportabile.

Non è accettabile il comportamento di un sindaco che dopo avere ottenuto l’aiuto richiesto, offende, ignorandolo, chi nel bisogno gli ha dato una mano. Sapere che Muzzarelli ha chiesto aiuto per risolvere un problema generato da un tradimento, e vederlo ritornare dal traditore con il cappello in mano è disgustoso. E’ da miserevole trattare come una pezza da piedi la persona alla quale hai chiesto aiuto. E’ giusto perdonare e non serbare rancore. Questo sì. Non deve mai esserci vendetta, che pure in certi casi ci starebbe bene, ma rinunciare alla difesa della propria dignità e a quella dei cittadini che un sindaco (in questo caso indegnamente) rappresenta, è disdicevole. Soprattutto se questo avviene ignorando chi ci ha aiutato quando eravamo in difficoltà. Non è degno di rappresentare un’amministrazione pubblica chi non ha rispetto di valori umani che devono venire prima dell’organizzazione sociale di una comunità. Chi si comporta con ingratitudine non merita nessuna elezione.

L’usa e getta che Muzzarelli fa di un grande artista, noto in tutto il mondo, è un fatto incivile; ed io vorrei essere governato da persone civili, dignitose, riconoscenti e rispettose. Tutto il resto è importante ma viene dopo. Mancano meno di due mesi all’undicesimo anniversario della morte di Luciano Pavarotti. Si sa che Muzzarelli ritornerà da Nicoletta Mantovani e che escluderà dalle celebrazioni il maestro Leone Magiera al quale si rivolse lo scorso anno quando la Mantovani lo bidonò malamente.

Magiera è il grande musicista al quale Luciano Pavarotti doveva tutta la sua preparazione musicale. Nel 2017 a Leone Magiera fu assegnato il programma delle celebrazioni dopo che per nove anni era stato escluso al solo scopo di compiacere Nicoletta Mantovani. Accettò senza risentimento per l’esclusivo e fraterno legame avuto con Pavarotti. E’ così che si fa a stare al mondo. La signora Mantovani, nel ricordo, va snaturando la carriera di Pavarotti facendo prevalere al grandissimo tenore lirico, un periodo da baracconi che l’ha visto nella goffa veste di cantante rock.

E’ ormai certo. Il grande pianista, direttore d’orchestra, e maestro di canto, Leone Magiera, voluto e ammirato dai più grandi musicisti del mondo, e in particolare da Herbert von Karajan il quale ha preteso che artisti di fama internazionale studiassero le opere con lui prima di salire sul palcoscenico del Festival di Salisburgo, è stato usato lo scorso anno da un irresponsabile sindaco di Modena importato dalle montagne di Fanano, come “stompabuchi” per riparare al bidone subito dalla signora Rock. Infatti, la rockettara Mantovani celebrando Pavarotti a Verona nel decennale della morte ha tirato al sindaco, e per esso alla città di Modena, un mega “bidone” pieno di … che ha indignato l’Italia e tutto il mondo internazionale della lirica. Lo fece di nascosto, senza svegliare il sindaco che dormiva, e dopo nove anni che il Comune di Modena si era rivolto a lei.

Al sindaco Muzzarelli, per la vergognosa ingratitudine verso Magiera, dedico le parole del drammaturgo Publilio Siro: “Quando di un uomo hai detto che è un ingrato hai detto tutto il peggio che puoi dire di lui.” La città che il grande tenore ha sempre amato è stata scippata, e in malo modo, del decennale della morte di Pavarotti con un gesto irrispettoso e menefreghistico indegno dell’amore che il famoso cantante aveva per la sua Modena. Vedere oggi che il sindaco “ingugna” il torto da noi subito e che ritorna dalla Mantovani che ci ha tradito, escludendo dalle prossime celebrazioni proprio Leone Magiera, dopo che lo stesso Muzzarelli l’anno scorso gli ha chiesto aiuto, fa venire il voltastomaco.

Per la prima volta vorrei essere smentito, ma non lo sarò. Vorrei che a Magiera gli fosse stato affidato un incarico non ancora reso pubblico, e che la Mantovani, questa volta, a Verona, ci fosse mandata ma come dico io … Chi mi definisce nemico di Muzzarelli ascolti le parole di Catone “Talvolta fanno del bene più i nemici irriducibili degli amici che sembrano compiacenti: i primi dicono spesso il vero, i secondi mai.” Essere di sinistra non vuol dire subire la vergogna di sostenere con il voto un sindaco che in nome della città si abbandona a comportamenti privi di rispetto umano. Chiunque nella vita abbia subito ingratitudine, alle prossime elezioni, con Muzzarelli, saprà come comportarsi.

Adriano Primo Baldi