Giovanni Finali scrive (a Modena capita di tutto)

 

di Adriano Primo Baldi

GIOVANNI FINALI SCRIVE: “Chioschi e San Filippo Neri, la via giudiziaria non risolve il problema.” DUE GIORNI DOPO ELOGIA I PROTAGONISTI DELLE DENUNCIE, LO SAVIO E ITALIA NOSTRA. METTERSI D’ACCORDO CON SE STESSI NON DOVREBBE ESSERE DIFFICILE … PARTENZE E FINALI NON SEMPRE SI COMBINANO.

Il mio medico di base è bravo in tutto, però la cura dell’insonnia non è la sua specialità. Gli ho chiesto quale farmaco posso prendere nei rari casi in cui non riesco a dormire. “Lasci perdere, non prenda nulla” “Come nulla?” “Nulla. Sono tutte schifezze, ma se insiste, come fa sempre, prenda quello che vuole: Tavor, Xanax, Valium, Ansiolin, Rivotril. Invece delle pastiglie come soluzioni Finali, si metta a leggere.” “D’accordo, leggere ha sempre funzionato, ma questa volta è dopo la lettura che non sono riuscito a dormire” “Ah si? Non so cosa dirle: provi a cambiare letture!”. Gli ho dato retta. Ho cambiato. Aveva ragione lui. A volte leggo articoli che non m’interessano solo per dovere.

Quando scrivo, lo faccio sulla falsariga di temi da altri affrontati. Commento ciò che accade. Commento chi commenta; e spesso, come nel caso della Gazzetta di Modena e del Resto del Carlino, commento chi non commenta: chi si nasconde in modo servile per non disturbare il manovratore. Normalmente, quando assumo il “Finalisterìde” mi addormento senza problemi, a volte anche a metà articolo. Mi è accaduto invece di essere andato fino in fondo alla lettura di un articolo di Giovanni Finali, e di avvertire, man mano che avanzavo nello scritto, poco controllo alle gambe, e una debilitante pulsione allo stomaco che segnalava un’incontrollabile alterazione nell’equilibrio del sistema nervoso. Già il titolo dell’articolo di Finali lasciava intendere che non c’era da aspettarsi niente di buono: “Chioschi e San Filippo Neri, la via giudiziaria non risolve il problema”. In questi casi è sempre bene organizzarsi nell’ambito delle soluzioni consigliate contro eventuali tossicità e probabili forme di allergia, che valgono per i farmaci, ma non di meno valgono per la lettura di alcuni articoli. A: Reazioni temporalmente associate a una precedente dose. B: Allergie. C: Condizioni e circostanze particolari. D: Terapie e Trattamenti.

La mia ostinazione a non voler prendere alcun farmaco e nello stesso tempo l’essere arrivato alla fine di un articolo di Finali che parlava dei chioschi nel parco storico cittadino, e delle problematiche emerse nella gestione dell’istituto San Filippo Neri abbinando i due temi, mi ha causato insonnia e nervosismo. Associare il problema dei Chioschi costruiti in cemento armato in un parco vincolato, al problema, anche se serio, della gestione di un istituto non ha senso. L’attività dei chioschi, che è stagionale, sarebbe trasformata in attività di ristorazione aperta tutto l’anno e per sempre. L’appello a evitare le vie giudiziarie e cercare soluzioni di comprensione … è quello che sindaco e giunta hanno sempre fatto. Ciò che ha ottenuto chi cercava soluzioni di buonsenso circa lo scandalo dei chioschi in cemento è zero. Italia Nostra, in coerenza con le sue finalità istitutive, ha preteso, denunciando il rispetto delle norme. E per quale motivo non avrebbe dovuto denunciare dopo le ripetute sollecitazioni cadute nel vuoto? Se bastassero le predichette, qualche prevosto si trova sempre.

Italia Nostra si è assunta un compito che in primis sarebbe dovuto essere delle minoranze; ma non va dimenticato che il capogruppo di Forza Italia, Andrea Galli, è proprietario di due chioschi. Danneggiato anche lui, come gli altri proprietari, dal blocco dell’attività, e che per questo dovrebbero essere tutti risarciti. Non spettava certo ai proprietari opporsi a un progetto che prevedeva in origine 12 ristoranti, snaturando il parco cittadino, violentando norme e buonsenso. Questo era un compito delle forze politiche di opposizione, a cominciare da Forza Italia. Italia Nostra, giacché l’amministrazione tirava dritto, ha fatto ciò che avrebbero dovuto fare le minoranze, e si è rivolta al tribunale. Giovanni Finali invece invita a “lasciar in pace i carabinieri e i giudici”, quando la stessa Procura, dopo l’assoluzione in primo grado di alcuni responsabili dell’affaire chioschi, ha deciso, essa stessa di ricorrere in appello! Allora, cominciamo a dire che non può esserci nessun paragone tra la modesta, anche se grave, questione San Filippo Neri, con l’affaire chioschi.

Anche per l’ex Amcm c’è stato da parte di Italia Nostra un ricorso al Tar che ha annullato un piano urbanistico attuativo e pare che ora, sempre Italia Nostra, presenti un altro ricorso anche se questo infastidisce il Pd. Un cittadino che ritardi di un solo giorno il pagamento di una multa, ne riceve dal Comune immediatamente un’altra con relativo aggravio. Quando invece a dover rispettare le norme è il Comune stesso, come nel caso dei chioschi e dell’area ex Amcm, le norme se le interpreta. Rivolgersi ai tribunali quando ci si trova di fronte a una presunta, o certa, violazione delle norme, è un dovere. E in ogni caso dove c’è stata violazione delle leggi, non si rimedia con gli appelli di qualche ‘pretino’ o con accordi successivi in famiglia: prima si paga ciò che il tribunale vorrà stabilire e poi si rimedia. Non c’è bisogno di richiamarsi a Socrate per capirlo, bastano il senso e il buonsenso civico: anche se ciò avviene 2.417 anni dopo che il maestro, disattendendo alle suppliche del discepolo Critone che voleva sottrarlo con la fuga alla sentenza di condanna pronunciata da Atene, per non disobbedire alle leggi, accettò la morte bevendo la cicuta.

Adriano Primo Baldi