Centralina alla fonderia della Madonnina

Non capiamo la contrarietà dell’assessore Filippi a installare una centralina fissa in prossimità delle prime abitazioni del quartiere considerato che sono in programma tra via Magellano e via d’Avia Nord due palazzine di 7 unità ciascuna e all’ex Mbm in via Via Nicolò Biondo un complesso residenziale con 9 negozi e 40 appartamenti
Siamo sempre più allibiti dalla testarda incapacità di questa amministrazione di ascoltare le richieste d’aiuto dei cittadini. Emblematico è il caso Fonderie di via Zarlati. Abbiamo appreso a mezzo stampa che l’assessore Filippi, anticipando quelle che dovrebbero essere decisioni del Consiglio comunale in merito all’installazione di una centralina di monitoraggio richiesta con una mozione del M5S, ha già deciso che questa centralina non serve. Sono ormai decenni che l’amministrazione sulla gestione del caso fonderie al quartiere Madonnina manifesta tutta la sua incapacità di prevenire e gestire il problema trovandosi sempre in affanno. Ricordiamo la prima assemblea pubblica di questa giunta in via Zarlati quando il sindaco disse che c’erano gli autocontrolli, tutto era a norma di legge quindi i cittadini potevano stare tranquilli. Poi un continuo rincorrere le giuste proteste dei cittadini (a cui i cittadini non hanno potuto partecipare per la bocciatura da parte del PD della nostra proposta in consiglio comunale) fino all’esposto a seguito del quale il giudice ha riconosciuto e condannato il Presidente Moretti, salvo poi commutare la pena in una ridicola ammenda, e il tavolo di lavoro (a cui i cittadini non hanno potuto partecipare per la bocciatura da parte del PD della nostra proposta in consiglio comunale) che ha portato l’amministrazione a dover richiedere interventi quali tamponamenti e filtri ai carboni attivi. Solo grazie al lavoro assiduo dei cittadini del Comitato Respiriamo abbiamo appreso che nelle emissioni convogliate sono presenti quantità preoccupanti di benzene (cancerogeno di prima classe secondo la IARC) ma soprattutto grazie alla webcam, che la fonderia ha una quantità rilevantissima di emissioni non convogliate, soprattutto di notte quando, per ammissione dello stesso dott. Forti dirigente Arpae, non avviene nessun controllo. L’assessore Filippi proviene da Legambiente, un’associazione che ha fatto della produzione, raccolta e classificazione di dati ambientali la sua base fondante per sensibilizzare, orientare e battersi per la tutela dell’ambiente: per la sua storia dovrebbe sapere che proprio la raccolta di dati in continuo, certi e affidabili è la miglior soluzione per tranquillizzare i cittadini o per prendere opportune decisioni politiche e giuridiche contro chi inquina. Non capiamo quindi la sua avversione alla soluzione richiesta dal Comitato e dal M5S di installare una centralina fissa in prossimità delle prime abitazioni del quartiere. Ed é così che sconfortati dall’Amministrazione che ha già risposto alla nostra mozione, ci rivolgiamo altrove. Proprio alla Madonnina sono in cantiere due nuovi comparti abitativi: tra via Magellano e via d’Avia Nord due palazzine di 7 unità ciascuna e all’ex Mbm in via Via Nicolò Biondo un complesso residenziale con 9 negozi e 40 appartamenti. Vorremmo quindi proporre una interessante iniziativa di marketing: le due imprese che realizzeranno gli edifici potrebbero finanziare l’installazione da parte di Arpae della centralina. In particolare rivolgiamo l’invito a Abitcoop: in un mondo che sta cambiando la invitiamo ad agire per il benessere di tutta la collettività invece che finanziare alcuni candidati del Pd, ovviamente senza secondi fini. Se ha ragione l’assessore Filippi i risultati del monitoraggio aiuteranno a vendere le case tra via Magellano e via d’Avia Nord e all’ex Mbm, e tutto il quartiere tranquillizzato sarà grato ai costruttori con evidente ritorno d’immagine.

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