Chiarimenti sul Polo dell’immagine Fondazione Modena Arti Visive

Chiarimenti sul Polo dell’immagine Fondazione Modena Arti Visive
Il M5S Modena chiede un’audizione in Consiglio comunale della direttrice Baldon e invita l’amministrazione a spiegare i motivi del vertice tenuto segreto che si è svolto il 28 giugno in Municipio

La vicenda del Polo dell’immagine Fondazione Modena Arti Visive denota la totale assenza di produzione e offerta culturale in città. L’amministrazione si è mossa sul binario della razionalizzazione delle spese facendo confluire in un unico ente culturale realtà ben diverse come la Galleria Civica, il Museo della Figurina e la Fondazione Fotografia. Il M5S Modena ha più volte sottolineato che la base di qualsiasi progetto deve essere una visione organica a lungo termine.
 
Per la Fondazione Modena Arti Visive si è invece assistito a un’operazione nata a tavolino, partita dalla fine di un percorso, cioè dal contenitore del Sant’Agostino invece che dal contenuto. La direttrice Diana Baldon selezionata con un bando pubblico ha deciso di guidare il Polo dell’immagine Fondazione Modena Arti Visive dalla Danimarca in video collegamento Skype, con uno stipendio di 85 mila euro. Inoltre la galleria Civica resterà a breve orfana di tutti i dipendenti storici, si parla di oltre 20 figure professionali. Il bando vinto dalla Baldon prevede la revisione del contratto dopo due anni, e in mancanza del raggiungimento degli obiettivi prefigurati, la possibilità di sollevare il direttore in anticipo rispetto alla scadenza del mandato di 4 anni. Il M5S Modena chiede un’audizione della direttrice Baldon per informare il Consiglio comunale sulle attività e i risultati ottenuti nel primo anno dal Polo dell’immagine Fondazione Modena Arti Visive sotto la sua direzione. Baldon e il Polo dell’immagine che non decolla rappresenta solo la punta dell’iceberg dell’intero progetto fallimentare del Sant’Agostino. La Conferenza dei servizi per il Polo S. Agostino (che dovrebbe ospitare il Polo dell’Immagine insieme al Palazzo dei Musei) si è chiusa con “nessun consenso unanime”, causa il dissenso e le prescrizioni dell’ex soprintendente Malnati, di ulteriori indagini per accertare la presenza di mura basso medievali nel complesso del Sant’Agostino. L’eventuale ritrovamento manderebbe a monte le demolizioni previste da progetto del recupero del complesso Sant’Agostino. Un ordine del giorno della maggioranza sostiene di riprendere quel percorso blindato partecipato e poco trasparente sul progetto.
 
Un percorso così trasparente e partecipato questo sul progetto del Polo culturale della città, che sta procedendo in assoluto silezio. In totale segreto, pare si sia aperta la seconda fase della conferenza dei servizi che secondo la road map descritta dall’ing. Sergio doveva riprendere dal mese di settembre. Inoltre il 28 giugno, come ha riportato il Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna, c’è stata una sesta seduta in cui si sono ritrovati in Municipio il segretario regionale del Ministero per i beni e le attività culturali, il direttore generale del Comune di Modena, l’architetto per la Provincia di Modena e il direttore generale della Fondazione CRMO i quali hanno sottoscritto all’unanimità la proposta di accordo di programma per la riqualificazione urbana (Pru) “Complesso dell’Ex Ospedale Sant’Agostino”. Perché tanta speditezza? Il M5S Modena invita l’amministrazione a comunicare pubblicamente alla città quanto sta avvenendo intorno al Polo dell’immagine e S. Agostino.
 
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