LUCIANO PAVAROTTI. IL SINDACO GIAN CARLO MUZZARELLI, ESSENDO ESPERTO IN NIENTE DI NIENTE, SPIEGHERA’ TUTTO CON LA MASSIMA COMPETENZA …

Di Adriano Primo Baldi

“Quest’anno per le celebrazioni di Luciano Pavarotti ritornano da Nicoletta Mantovani”


Parole di un bene informato del teatro comunale di Modena che per discrezione non nomino. “Ritornano” è riferito al sindaco Gian Carlo Muzzarelli e al suo assessore alla cultura.

Nel mese di luglio, odorando il vento infìdo, ho chiesto al maestro Leone Magiera se era stato interpellato dall’amministrazione comunale per le celebrazioni di Pavarotti a settembre. Mi disse di no. Non so se si aspettava, come sarebbe stato giusto, di essere consultato, ma non credo. Personalmente sentir dire che sarebbero ritornati da Nicoletta Mantovani dopo il colossale “bidone” ricevuto dal sindaco di Modena Muzzarelli lo scorso anno – quando la Mantovani trasferì a Verona le celebrazioni dedicate al decennale dalla scomparsa del grande cantante, abbandonando la sua città natale – non mi ha sorpreso.

Quel “Bidone” fece il giro del mondo e costrinse il sindaco di Modena a trovare un rimedio. Si rivolse, giustamente, a Leone Magiera che di Pavarotti è stato maestro, pianista, direttore e inseparabile amico. Insieme hanno condiviso planetari trionfi nel corso di tutta una vita. Alla morte di Pavarotti l’ex sindaco Giorgio Pighi, prima; e il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, poi; per compiacere il sentimento di avversione della Mantovani a Magiera, fin dal giorno della scomparsa del tenore, ne hanno manipolato la carriera, ignorando, sembra incredibile, proprio colui che ha scoperto il grande cantante, che lo ha preparato nello studio di ogni opera, e diretto con le più importanti orchestre del mondo.

Solo nella ricorrenza celebrativa più rilevante, e cioè nel decennale della scomparsa di Pavarotti, e di fronte al “bidone” che la Mantovani all’ultimo momento ha dato al sindaco; Muzzarelli, quasi per vendetta, si è ricordato che la persona più invisa a Nicoletta Mantovani è Leone Magiera. Così ha affidato al grande pianista e maestro (e cioè al musicista più scomodo per la Mantovani) l’incarico di ricordare Pavarotti con manifestazioni artistiche. Incarico assegnato per dispetto e a restituzione dello sgarbo ricevuto dal sindaco per opera della citata signora, poiché lo tradì scegliendo Verona.

E quest’anno? Quest’anno non c’è più la precedente situazione di difficoltà, e quindi non c’è stata nemmeno una telefonata da parte del sindaco o dell’assessore per spiegare a Magiera le ragioni della sua nuova esclusione. L’assenza di una spiegazione, anche solo telefonica, dopo che lo scorso anno si sono rivolti a lui per uscire dal pantano in cui li aveva messi la Mantovani, ha un significato che va oltre la sola ingratitudine, e meriterebbe qualche aggettivo su misura …

Questo modo villano di agire è inammissibile, sempre! E con tutti. Conoscendoli, sono villanie che avevo previsto. Ciononostante ho avuto insieme fastidio e compiacimento. Il Fastidio è quello che colpisce chiunque abbia disapprovazione verso gli ingrati: tanto è vero che il giorno dopo scrissi un articolo che iniziava con una citazione di Lucio Anneo Seneca: “È ingrato chi nega il beneficio ricevuto; ingrato chi lo dissimula; più ingrato chi non lo restituisce; il più ingrato di tutti chi lo dimentica.”

Il compiacimento l’ho provato per la mia fin troppo facile previsione; e nel ritenere che l’ingratitudine del sindaco si sarebbe manifestata come fatto consequenziale da parte di un personaggio che, nelle vesti di sindaco, non ha capacità di discernimento. Oltre al fastidio provai indignazione ma non dolore, e penso che nemmeno il maestro Leone Magiera abbia provato dolore, perché come scrive Dante: “Freccia prevista men male arreca”.

Quest’anno per onorare Luciano Pavarotti a Modena sono previste tre serate: l’esecuzione dello Stabat Mater di Rossini; un concerto con Stefano Bollani che accompagna dei cantanti al pianoforte; e una specie di saggio scolastico con allievi di canto, accompagnati da un’orchestra di studenti che ha nome ‘Orchestra Giovanile della via Emilia’. Ma cosa c’entra Bollani con Pavarotti? Nulla! Assolutamente nulla! Il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, essendo esperto in niente di niente, spiegherà queste scelte con la massima competenza …

Non esiste pianista al mondo che sia stato in simbiosi con Pavarotti come Leone Magiera. E allora perché Bollani? Forse perché Magiera lo scorso anno si è prestato, senza rancore per le trascuratezze subite negli anni precedenti, a dare una mano a Muzzarelli dopo che per anni il sindaco lo aveva ignorato? O perché Magiera ha aiutato Muzzarelli a farlo uscire dal “bidone”, nel quale la Mantovani lo aveva infilato, facendogli fare la figura di cui parlava con colorita espressione Emilio Fede?

Questo è un sindaco ormai allo sbando che in modo rozzo ha travalicato la normale correttezza, quando invece avrebbe potuto, almeno formalmente, salvare la faccia con una semplice telefonata. Se un pubblico amministratore viene meno a doveri di riconoscenza, e cosa peggiore, di normale educazione, produce disorientamento.

Mentre a Modena accade questo, la città di Pesaro ha invitato Magiera il giorno 8 settembre a partecipare al tavolo degli oratori per ricordare Luciano Pavarotti. Il 12 ottobre (compleanno di Pavarotti) il teatro, la Fenice di Venezia, l’ha chiamato a tenere un concerto con musiche di Litsz e Wagner assieme a Margriet Buchberger; e il 13 sarà a esibirsi al MEF in una serata a lui dedicata. Questo è ciò che ho trovato in internet. 
Mentre importanti città si rivolgono con rispetto e onore al modenese Leone Magiera per ricordare Pavarotti, i gretti della nostra amministrazione non perdono occasione per farsi riconoscere.

E Nicoletta Mantovani? Già! La Mantovani …! Come ho detto all’inizio il sindaco è ritornato in marcia da lei. Non dico che Muzzarelli avrebbe dovuto serbarle rancore, ma se ritorni da chi ti ha dato calci alle parti intime: o sei masochista o non li hai; o entrambe le cose insieme. Muzzarelli mi ricorda la famosa barzelletta di Felice caduto nella merda …

Nicoletta, la rockettara del “bidone”, in quest’anniversario appare solamente come firmataria dell’invito per le serate a ricordo di Pavarotti assieme al sindaco e al presidente della FCRM. Come mai non si è tirata dietro tutto l’apparato di cantanti rock di sempre? Semplice, può darsi che si siano stancati e che all’ultimo momento, questa volta, nel “bidone” abbiano messo lei; e non è escluso che sia lo stesso bidone pieno di … dove lei nel 2017 ha infilato Modena e il suo sindaco.

Adriano Primo Baldi