Liberiamo la domenica

Il Cals di Modena, insieme a Domenica No Grazie Italia, nasce come strumento di informazione e lotta contro le liberalizzazioni selvagge previste dall’art. 31 del decreto salva-Italia di Monti nel 2012.
La facoltà di scegliere di aprire gli esercizi commerciali  7 giorni su 7 e h 24 si è tramutata in obbligo nel corso degli anni obbligando i lavoratori del settore a turni massacranti, orari indefiniti e svalutazione dei loro diritti salariali.
Le tanto decantate nuove assunzioni, così come annunciate dall’allora governo tecnico, dal Pd e da Federdistribuzione,non ci sono state.
Si è assistito,invece, alla nascita della nuova schiavitù moderna.
La grande distribuzione ha abusato delle assunzioni a termine proponendo contratti di 8 ore settimanali concentrate nella giornata di domenica e migliaia di piccoli esercenti, vessati da tasse e dal dominio della GDO hanno  abbassato le serrande.
Possiamo affermare che le liberalizzazioni hanno distrutto il commercio di vicinato e il prodotto di qualità italiano.
Nel corso degli anni i ragazzi del Cals e Domenica No Grazie Italia hanno posto le basi per una legge che regolamenti gli orari di apertura degli esercizi commerciali e che tuteli sia i lavoratori sia i consumatori. 
La proposta di legge, che prevede massimo 12 domeniche lavorative annue e nessun festivo , è a prima firma del deputato Michele Dell’Orco ed è stata discussa in aula dove ha subito una profonda svalorizzazione.
Da allora giace in Senato in fondo al cassetto.
Da 6 anni assistiamo alla morte del settore commercio, molte attività chiudono e la grande distruzione fatica a sopperire i costi dovuta ad un’apertura straordinaria durante la settimana. 
La nascita del nuovo Governo M5S e Lega ha ridato speranze a un settore in completo declino  dal momento che le 2 parti politiche hanno sempre appoggiato una sana regolamentazione degli orari degli esercizi commerciali e l’abrogazione del decreto Monti. 
Infatti il 13 aprile 2018 viene depositata la proposta di legge    del sottosegretario allo sviluppo economico on.Crippa (M5s) seguita da quella presentata dall’On. Saltamartini (Lega), presidente della x Commissione Attività Produttive della Camera.
Le proposte di legge sono state presentate in commissione giovedì 6 settembre e pongono le basi per ridare dignità a un settore ormai in declino.
Chiudere gli esercizi commerciali nelle giornate domenicali e festive vuol dire abbassare i costi sia per il punto vendita sia per i consumatori. 
Chiudere vuol dire,per chi ci lavora,non svolgere più  mansioni da soli previste con l’ausilio di colleghi.
Vuol dire garantire più  sicurezza per i lavoratori.
Vuol dire ripristare contratti integrativi dignitosi dove la prestazione lavorativa extra abbia un’adeguata retribuzione. 
Vuol dire ripristinare la sicurezza sui luoghi di lavoro.
Vuol dire far rinascere il commercio di vicinato. 
Naturalmente,le proposte di legge  sono ancora “acerbe”,per questo verranno migliorate con emendamenti (presentati dai parlamentari con l’aiuto del Cals e di Domenica No Grazie  Italia) che pongano paletti precisi e decisivi per risollevare l’intero settore.
L’obiettivo è quello di tutelare i piccoli esercenti,i dipendenti della grande distribuzione e i dipendenti delle gallerie e rivedere le deroghe per le vere citta turistiche.
Per quest’ultime,è indispensabile pensare a un piano che preveda la stagionalitá  ,Il numero di abitanti e l’afflusso di turisti.
Il Cals e Domenica No Grazie Italia vigileranno, così come hanno fatto negli ultimi anni,affinché si giunga ad una seria e giusta legge che ridia dignità al settore commercio.