CON LA CANDIDATURA DI MAURO TESAURO LA PROSSIMA CAMPAGNA ELETTORALE NON S’ARRICCHIRA’ D’UN BEL NULLA E NON CI SARA’ NIENTE DI BELLO DA VEDERE

di Adriano Primo Baldi


Ingresso libero. Non sono ammessi posti in piedi. Ti accomodi e ti godi lo spettacolo. L’entrata in scena, nella commedia che parla anche delle prossime elezioni amministrative modenesi, di un vecchio attore ed ex assessore come Mauro Tesauro, appartiene al gioco delle parti. La commedia è la stessa. Il testo, sempre quello. Sempre quello è anche il regista (ovviamente Pd), e sempre quelli sono gli attori che accompagnano il capocomico, Gian Carlo Muzzarelli. Che si tratti di un’opera buffa si evince anche dal fatto che la recente intervista della Pressa a Tesauro, ha registrato un “Mi piace” su facebook di, Andrea Galli, e di Marco Chincarini, quest’ultimo consigliere di Art1-Per Me Modena, che ha fin qui sostenuto la Giunta Muzzarelli.

Chi ha scritto che dovremmo renderci conto ‘che la prossima campagna elettorale modenese, come ormai é certo, sarà la prima che presenta le condizioni reali e concrete di dare una svolta amministrativa alla nostra città’, per la presenza di Mauro Tesauro, e di un’eventuale lista di sinistra che potrebbe essere Modena Volta Pagina, o altro, che comprende ex assessori, e regolatori di conti interni al Pd, è fuori come un balcone. Oppure ci fa; O se volete, ci crede così rincitrulliti da voler farci credere che con l’aver cambiato l’entrata in scena di un vecchio attore come Tesauro, facendolo sbucare da dietro le quinte laterali, si giustificherebbe l’acquisto di un biglietto per uno spettacolo spacciato per nuovo, quando invece è lo stesso copione che il teatrino di Piazza Grande replica ormai da oltre settant’anni.

Andrea Bortolamasi, segretario cittadino del Pd, difensore dei ‘soliti interessi’ che abbiamo sotto gli occhi, sta recitando la parte dell’accusatore per convincere l’ormai scarso pubblico che il riciclato Mauro Tesauro, pronto a candidarsi in una lista diversa da quel Pd che l’ha nominato assessore, e poco tempo fa presidente del San Filippo Neri, sta facendo una scelta che favorisce le destre. Questo, oltre all’orrore, lascia intendere il tradimento. C’è, però, una parte di elettori di sinistra scontenti e critici che non sopportano più il letargo politico in cui il Pd li ha confinati, e che oggi si presentano in conflitto con il gruppo dirigente del partito e con i suoi rappresentanti nelle istituzioni. 
E qui sta la vera furbata del commediografo.

Il tutto si svolge nel palcoscenico allestito nel proprio cortile di casa e ha come soggetto la famiglia “rossa”. La lista Modena Volta Pagina, o una ventilata altra soluzione, può dare voce agli scontenti del Pd trattenendoli dal votare Lega o M5S. Così, l’elettore critico verso la sinistra, avrà la convinzione di abbandonare di fatto i vari Muzzarelli, votando Tesauro o altri del nascente movimento. Lo farà con il timore di favorire, come dice Bortolamasi, le destre, ma questo elettore, tradizionalmente di sinistra, troverà conforto nella consapevolezza di avere scelto una lista civica di cambiamento nell’ambito della sinistra, cosa che gli salva la coscienza dal tradimento.

Chi ha pensato e scritto questo testo, teso a incanalare il dissenso di sinistra con la creazione di una lista di ‘ribelli’, ha tenuto conto che le parti in commedia per essere attrattive funzionano meglio con un supposto traditore. Non solo, questi elettori hanno bisogno di un difensore di alti valori; così come hanno bisogno di chi sbatte la porta e poi rientra; hanno la necessità di mantenere fede e coerenza con i benefici ricevuti; e di dare corpo a quel doppio gioco che si deve scoprire solo a fine spettacolo: in questo caso con il risultato elettorale. Si dovrebbe verificare che per non favorire Lega e M5S, al ballottaggio, anche i “ribelli”, di fronte alla terrificante alternativa del ballottaggio: Lega o M5S, voteranno Muzzarelli.

Chi ha scritto che nella vita l’importante è trovare l’amico o il nemico giusto al momento giusto, con Tesauro ha la sua applicazione pratica. I voti dei suoi sostenitori, quelli di Modena Volta Pagina, o altro movimento di sinistra, come detto, andranno, “secondo coscienza”, a Muzzarelli.

Oggi c’è chi guarda Tesauro e dice: “Beh, mi sembra proprio che sia il primo e l’unico che possa ridare energie e volontà a molti modenesi”. Energie e volontà che non ha dato prima di diventare assessore e ancor meno ne ha dato nel periodo in cui assessore lo è stato. Tesauro ha accettato per anni, e fino alla rottura di pochi mesi fa sul San Filippo Neri, la politica di tutte le amministrazioni comunali: dalla cultura all’urbanistica, dalle cooperative agli incarichi ad personam. Non si è accorto fin qui che nella sinistra il dissenso equivale a una malattia, oggi anche a lui attribuita; così come non si è accorto prima d’ora che lasciare al potere lo stesso partito per oltre settant’anni, si creano dei poteri paralleli.

Oggi, dopo le incomprensioni con Muzzarelli, vede ciò che tante volte io ho denunciato: una politica riservata agli amici e agli amici degli amici. Tesauro ha espresso apprezzamento per il consigliere comunale Chincarini per avere manifestato coerenza togliendo il suo appoggio alla Giunta Muzzarelli, ma guarda caso la coerenza l’ha scoperta solo a pochi mesi dalle prossime elezioni …

La lite Tesauro – Muzzarelli non è che un normale incidente caratteriale di percorso, e se non ci fosse stata, non ci sarebbero stati gli aggiornamenti della commedia. L’Incidente arricchisce il testo, e lascia i modenesi in attesa del colpo di scena finale che si avrà solo con il risultato delle prossime elezioni. Se Muzzarelli ritornerà sindaco, secondo il copione del Pd recentemente aggiornato, inviterà a cena, Mauro Tesauro, all’Osteria Francescana dal suo amico Massimo Bottura, per sdebitarsi dell’indiretto sostegno ricevuto.

Politicamente simili ai “ladri di Pisa”, dopo aver chiarito quei piccoli malintesi sui quali si erano contrapposti, finiranno la serata cantando in coro dall’Ernani: “Noi fratelli in tal momento stringa un patto, un giuramento”. L’anomalo coro si esibirà contro il Salvini oppressore, nel: “Si ridesti il Leon di Castiglia”. Alla fine, come nelle favole, vissero più o meno insieme felici e contenti tutta la vita.

Adriano Primo Baldi