Nessuna svolta ambientalista

Nessuna svolta ambientalista nell’indirizzo urbanisticoMolto ridotto lo sforzo politico verso il contenimento di suolo. Inseriti nel documento anche elementi del nuovo Piano che vedono corpose cementificazioni di tipo industriale”
MODENA 18 DIC – Il Consiglio comunale di lunedì 17 dicembre ha avuto al centro lo sviluppo urbanistico della città di Modena nei prossimi anni. L’occasione principale è stata l’approvazione del documento di indirizzo sulle manifestazioni di interesse per interventi urbanistici da implementare prima dell’adozione del nuovo Piano. Delle molte richieste presentate l’indirizzo approvato punta a realizzare una quota di alloggi pari a 297, ma la svolta ambientale-ecologista non c’è stata. Innanzitutto all’interno di un documento che doveva essere molto specifico è stato inserito un ampliamento arbitrario, relativo agli indirizzi ed orientamenti per il nuovo Piano Urbanistico Generale. Non è cosa da poco: se guardiamo al merito di questa parte ulteriore, ci sono interventi corposi come il PIP di Santa Caterina o l’area logistica intorno a Marzaglia che, pur nel silenzio dei media, in termini di consumo di suolo fanno quasi da contraltare a tutta quella parte residenziale che non è stata approvata e che invece ha avuto molto risalto. Parlare negli obiettivi di “rigenerazione” e di “contenimento di consumo di suolo” e poi pianificare 25-30 ettari di capannoni industriali appare un po’ come una rivisitazione di Dr. Jekyll e Mr. Hide. Ma soprattutto se guardiamo al metodo, si tratta di elementi che necessitano di approfondite discussioni e analisi a sé stanti, e che dunque non ha molto senso inserire accanto a quello che dovrebbe essere il focus esclusivo del dibattito. Qualche passaggio è anche scritto in maniera approssimativa. Pertanto come M5S Modena abbiamo chiesto con un emendamento di stralciare quella parte per destinarla a uno specifico dibattito, ma tale richiesta è stata respinta dal Partito Democratico. Sulla parte di indirizzi nei confronti delle manifestazioni di interesse, non ci sono elementi realmente critici. E’ opportuno però rimarcare un punto: la maggior parte delle situazioni approvate erano già di fatto molto avviate verso la realizzazione. Alcuni interventi come via Aristotele erano francamente improponibili alla luce dei parametri del bando: le uniche “sorprese” possono essere considerate via della Pietra e F.lli Rosselli. Di queste due, la prima – via della Pietra – è l’unica dove l’Amministrazione ha fatto una scelta con un minimo di rilevanza politica, e qui ha pesato la vicinanza con il comparto di via Vaciglio e dunque con l’opinione pubblica in tempo di elezioni. Per quanto riguarda via F.lli Rosselli, la proposta eliminava la parte di edilizia residenziale sociale Ers laddove l’Amministrazione ha sempre sostenuto l’importanza, anzi la necessità, di edilizia pubblica. In altre parole, la Giunta si è trovata davanti una proposta che “non poteva non rifiutare” stanti i presupposti politici con cui da sempre ha connotato quell’intervento. Quindi la vera scelta “di indirizzo” è una sola, da 80 alloggi. Concludendo, si ravvisa in questa delibera uno sforzo minimo, probabilmente elettorale,  nella rivisitazione delle edificazioni su suolo vergine di comparti residenziali, mentre nulla varia sul lato della politica sulle zone produttive, dove non si accenna minimamente alla riqualificazione di aree come il villaggio Artigiano, via Emilia ovest, Modena est. Predisporre terreno vergine è ovviamente la via più breve, ma non all’altezza dei tempi e di certo non più sostenibile.
Modena in MOvimentoMoVimento 5 Stelle Modena