Il Pd e i semplici

(Riceviamo e volentieri pubblichiamo)

Comunicato stampa: Il Pd e i semplici

Mancano poco più di due anni al rinnovo dell’amministrazione comunale modenese e poco meno di due anni (probabilmente) alle elezioni politiche. In un partito organizzato come il PD è naturale che inizino le grandi manovre di avvicinamento a questi importanti appuntamenti. Gli schieramenti (le ambizioni) prendono posizione e incominciano le scaramucce. Questo è quanto succede nel PD modenese apparentemente spaccato in due (per ora) dove una parte cerca di nobilitare i propri obiettivi colorandoli di “ambiente” e l’altra trincerandosi dietro lo slogan “una casa per tutti”. La battaglia sarà dura, ma finirà con la normalizzazione attraverso una equa distribuzione di potere (cioè di posti) in base a come si rivela il peso delle fazioni contendenti.
E l’ambiente? Vedremo se quella di “Modena attiva” è una vera conversione ambientalista o se le falde acquifere modenesi sono, come penso, solo l’occasionale strumento.


Dico conversione ambientalista perché andrebbe ricordato che è stato il Popolo della Libertà a sollevare per primo il problema delle falde acquifere, sin dal 24 maggio 2010 quando in Consiglio Comunale è stata affrontata la variante al POC RUE. Rivendico fortemente al PdL la primogenitura del riconoscimento che si stesse decretando uno scempio ambientale con le edificazioni sull’acquifero modenese in via Cannizzaro (idem per via Aristotele). Per primi biasimammo la grave sottovalutazione del più importante acquifero modenese, il disinteresse e la completa mancanza di sensibilità ambientale degli amministratori modenesi, nonché la pochezza delle argomentazioni tecnico/scientifiche riportate a sostegno di una assurda e inopinata dichiarazione di compatibilità edilizia. Per primi rivelammo ai modenesi con un banchetto in via Emilia lo sconsiderato attacco alle falde acquifere, soprannominando “nuovi barbari” i nostri poco assennati amministratori.
La delibera fu votata all’unanimità da tutti i consiglieri del PD. Questo va detto per inciso agli iscritti al partitone. Dove erano gli attuali contestatori ambientali interni? Come mai questo effetto a scoppio ritardato: “nimby” o lotta di potere? O entrambi?
Certo, il PD può solo farsi del male da solo, perché così come è regolamentato il Consiglio Comunale il peso della minoranza, che su questi temi si è sempre espressa in modo compatto, è del tutto irrilevante. D’altra parte anche la stampa non amplifica questo ruolo, ma preferisce dar risonanza alle beghe interne. L’ass. Sitta è sicuramente più disturbato da “Modena attiva”, che agisce all’interno del PD, che non dai consiglieri comunali del suo partito che da sempre si sono dimostrati completamente asserviti alle sue decisioni.
Importante è che i cittadini osservino e comprendano nel profondo i vari accadimenti e non si facciano confondere dalle apparenze e dalle chiacchiere. “Sono tanto semplici li uomini e tanto obediscono alle necessità presenti, che colui che inganna troverà sempre chi si lascerà ingannare” diceva Machiavelli. Ecco non facciamoci ingannare!

Gian Carlo Pellacani, Consigliere comunale del PdL

Modena, 6 dicembre 2011



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